Cronache 8

Torino, Una Passeggiata Nella Mia Città tra Accordi e Disaccordi

Torino Via Lagrange luminarie Natale

Lo scorso dicembre feci una toccata e fuga a Torino. Il tempo di rimpinzarmi di delizie italiane (dopo mesi di hummus e kebab), fare un paio di litigate con mia mamma (quando si torna a casa si ha tutto da rinfacciarsi), ridere per ore con mia sorella (andiamo d’accordo, lontane), nonchè godere delle fusa della mia (seppur offesissima) gatta.

Poichè non prevedo ritorni in patria in inverno, non ero attrezzata per affrontare il rigore padano. E così scesi dalla scaletta stile Moira Orfei, con turbante in testa, una maglietta sopra l’altra, jeans e il deserto negli occhi. Di solito (e il nome di questo blog parla chiaro) sono troppo felice per sentire la nostalgia di casa, ma questa volta è stato diverso: ero felice di essere tornata. A Milano Malpensa c’erano -3 gradi: ebbi uno sbalzo termico di venti gradi. Eppure ero felice, avevo le mani e i piedi congelati ma ero felice.

Quando rientro in Italia dall’estero, di solito mi dedico ai seguenti riti aeroportuali:

  1. Mi seggo in un bar e ordino un panino al prosciutto crudo, che fanno strapagare;
  2. Origlio le conversazioni in corso agli altri tavoli, per riassaporare l’italianità;
  3. Faccio mille tentativi per capire quanto credito mi è rimasto sulla sim italiana, perchè non ricordo più il numero da comporre;
  4. Chiamo mia sorella e un paio di amiche, per dire loro “Sono atterrata!”. Mi dà gioia, perchè so che di lì a poco non saranno più solo una voce;
  5. Vado in bagno a darmi una sistemata: non è bello che, dopo tanti mesi di assenza, vedano tornare uno zombie. Una che ha deciso di espatriare deve dare l’immagine della libera e bella, anche se, laggiù, ogni giorno è una battaglia. Ma non ditelo a nessuno.

 

Non ho voluto che venissero a prendermi all’aeroporto: volevo assaporare da sola, in pullman e in treno, i colori e gli odori di casa mia. E pazienza se l’odore del treno non era proprio di ciclamini: era il mio treno, quello della mia vita di prima, che mi stava riportando a casa.

E’ curioso: quando sono all’estero, l’immagine che ho in mente della madrepatria è rosea e miticizzata. Mi mancano anche gli sguardi curiosi del ficcanaso vicino di casa, il che è tutto dire. Poi torno, e il mito crolla: ma che cavolo ha da spiarmi, quel curiosone lì? E’ che la lontananza ti fa mancare anche ciò che inorridisce, e l’Italia ti sembra meno malmessa di quanto è.

Non è facile raccontare una città. Torino mi è apparsa bellissima e sempre un po’ altera, con le sue luci e ombre, la Mole Antonelliana stagliata sul cielo blu, le tante cremerie e i mercati vivaci della mattina.

In un’intervista, Carlo Fruttero la descrive così: Ci sono posti in cui mi trovo davvero bene, come a Berlino, però dopo un paio di giorni sento crescere una strana impellenza. È quella di voler tornare subito a Torino… questa è casa mia! Direi che è “sincera” perché si mostra per quella che è: ci sono delle zone dove è chiusa e impenetrabile e altre, invece, dove è estremamente aperta. Sa farsi apprezzare solo da chi si sforza di capirla. Torino è solidale e collettiva. Protegge e si protegge, ma è aperta e accogliente.

Via Lagrange Torino

Appena scesa dall’autobus di fianco alla Stazione Porta Nuova, una giovane coppia ha cominciato a baciarsi proprio lì davanti a me, attraversando Via Sacchi: sono rimasta a guardarli per qualche minuto, con occhi luminosi. Vivere in Medio Oriente non è facile per chi, come noi, è abituato a spontaneità e libertà. In Oman, le giovani coppie si possono tenere solo per mano: nessun’altra dimostrazione d’affetto è concessa in pubblico. E così, quando si torna in Italia, si notano cose che prima si davano per scontate: un bacio sulla bocca rubato per strada, la libertà di non doversi coprire il viso o i capelli.

Pensi Torino e immagini Fiat: industria, grigio e serietà. Dopo mesi nella Penisola Arabica, mai Torino mi è sembrata così viva di giovani, capelli in aria e borse sgargianti.

Le vetrine del centro invitano a entrare e curiosare:

Vetrina Torino Via Roma

Vetrina Torino Via Roma

Ed ecco Via Roma:

Via Roma Torino

In Piazza San Carlo, salotto del capoluogo piemontese, una coppia si stava scattando una foto seduta ai piedi del monumento equestre a Emanuele Filiberto; una donna stava leggendo un libro tranquilla, come se ci fossero state solo lei e le pagine:

Piazza San Carlo Torino

E poi Piazza Castello, che fu il luogo più importante dello Stato Piemontese durante la Corte Sabauda: Palazzo Madama, Palazzo Reale e Teatro Regio si ergono in questa piazza che fu costruita nel 1584 da Ascanio Vitozzi, e con i suoi 40.000 metri quadri è la seconda in città per estensione dopo Piazza Vittorio Veneto:

Piazza Castello Torino

Svoltata in Via Lagrange, sono giunta in Piazza Carignano, dove ho adocchiato una ragazza con la sua valigia:

Piazza Carignano Torino

Museo Egizio, artisti di strada e caffè facevano da cornice a una passeggiata serena:

Piazza Carignano Torino

Via Lagrange, divenuta pedonale, mi ha offerto uno spettacolo inaspettato: lo splendido gruppo di Italian Hot Swing Accordi Disaccordi si stava esibendo in un pezzo pieno di ritmo e allegria, che ho ripreso:

Accordi Disaccordi Torino

Inebriata dalla musica, ho continuato la passeggiata svoltando poi in Via Cesare Battisti, dove, davanti al caffè Mood, mi sono imbattuta in un’artista che esponeva le sue opere: erano le originali pitture e T-shirt dell’Art Designer e Calligrafa Ivana Petullà:

Ivana Petullà Via Cesare Battisti Torino

 

Prima che mi sorprendesse il tramonto, sono salita sulla metropolitana leggera in direzione Fiat, per incontrare Paolo, l’amico di sempre. Quello di cui ti puoi fidare, che ti ha teso la mano nei momenti più bui e sostenuta in tutte le tue scelte, senza mai essere invadente. Le persone come lui rendono possibile un’amicizia anche se si è lontani mille chilometri.

Torino è come lui: sincera, solidale, ospitale, confortevole. Ma anche chiusa e a volte ruvida come carta abrasiva.

Una città di accordi e disaccordi.

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8 Comments

  • manuela says: 08/02/2014 at 13:31

    Sono molto contenta che tu abbia deciso di parlare della tua Torino. Non capita spesso passare di qui e leggere dei tuoi mordi e fuggi in Italia. Bello sentir parlare di Torino quasi con gli occhi di una straniera che aspettava tanto di tornarci 🙂
    Brava come sempre!

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    • Sunday Siyabi says: 08/02/2014 at 13:51

      Grazie Manu! Era da dicembre che l’articolo era in stand-by, e ieri mi è venuta l’ispirazione (nostalgia di casa, si chiama ;))
      Non leggi mai dei miei mordi e fuggi in Italia perchè non torno quasi mai! Ma stavolta, che è stato un ritorno improvviso e non programmato, è stato un bel ritorno perchè ho goduto di tutto ciò che mi mancava: amici e amiche, famiglia, gatta e il bel caldo del termosifone, contro cui mi sono appoggiata per sere a leggere un libro tranquilla.

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  • podi says: 09/02/2014 at 16:55

    Torino mi è sembrata una città bellissima. Sono stato la scorsa estate e non capisco perché di solito non figura nei circuiti turistici.

    http://podi-podi.blogspot.com.es/search/label/Torino

    Buona sera,

    podi-.

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    • Sunday Siyabi says: 11/02/2014 at 05:27

      Torino ha molto da offrire a un turista. Credo però che piano piano I viaggiatori la stiano scoprendo. ..

      Reply
  • Ivana Petullà says: 17/03/2014 at 00:09

    Grazie Elisabetta , sei stata davvero carina . Se penso a quel giorno …il mio stop alle foto caduto nel nulla dopo aver ascoltato la tua voce disarmante che mi spiegava cosa avrebbe fatto. Molto bello il racconto del tuo rientro a Torino.
    Spero di rivederti presto . Ivana

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    • Sunday Siyabi says: 04/04/2014 at 10:15

      Prego Ivana! Spero di ritrovarti in qualche strada di Torino la prossima estate. Un abbraccio e continua così 🙂

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  • Sandra says: 18/06/2014 at 15:02

    E’ bellissimo questo blog! E’ leggo con con piacere l’articolo su Torino la città con cui ho un rapporto particolare, direi di amore-odio 🙂 E’ innegabile però la sua bellezza, elegante e pazzarella, nel contempo.
    Viaggiare cambia davvero la vita. Confesso che leggo tutto ciò con un pizzico di invidia e (tanta) ammirazione. Volevo anch’io viaggiare e scoprire il mondo, partendo dall’Italia, ma rimasi impriggionata tra i doveri e i permessi di soggiorno…Chi sa se un giorno decido di partire di nuovo o meglio ripartire. Da zero. Vedremmo. Intanto leggo sul mondo proprio qui 🙂 Grazie per questo blog.

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    • Eli Sunday Siyabi says: 18/06/2014 at 16:03

      Ciao Sandra, benvenuta! E grazie a te per leggermi e le belle parole 🙂 Anch’io ho un rapporto di amore-odio con Torino, ed è proprio vero: è elegante e pazzerella insieme, e questo la rende unica.
      Dal tuo sito vedo che sei serba: il tuo paese d’origine dev’essere splendido.
      Un abbraccio e continua a viaggiare con me: chissà che prima o poi i doveri e i permessi di soggiorno non ti lasceranno libera di andare. Te lo auguro di cuore!

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