Cronache, Oman 16

Tolleranza Religiosa in Oman e La Grande Moschea Sultano Qaboos

The Grand Mosque Sultan Qaboos (10)

Quando si pensa ai paesi della Penisola Arabica, è facile cadere nel pregiudizio: paesi musulmani, quindi chiusura e integralismo. Venire in Oman mi ha aiutata a togliere qualche velo: questo pensiero è purtroppo applicabile ad alcuni paesi confinanti (uno su tutti l’Arabia Saudita), ma non all’Oman. Governato da un Sultano di larghe vedute,  Qaboos bin Said (“I feel that I am a man with a mission than a man with authority– Sento di essere un uomo con una missione, piuttosto che un uomo con una autorità), esso mostra un Medio Oriente diverso da quello solitamente offerto dai mass-media. L’Oman è un paese a maggioranza musulmana, ma assolutamente tollerante nei confronti di altre religioni: buddhisti, cristiani, induisti ed ebrei vedono infatti riconosciuti i propri diritti, e accanto alle moschee si trovano chiese cristiane e templi induisti e buddhisti.

La maggior parte degli omaniti sono musulmani ibaditi, un ramo di quella corrente religiosa islamica costituente una terza via tra sunniti e sciiti. La filosofia ibadita si basa sul principio della tolleranza religiosa, e rifugge i conflitti. Cogliere questo aspetto è basilare per comprendere quell’atmosfera di pace che aleggia nel Sultanato, il quale non chiede di coprirsi obbligatoriamente il capo, nè di conformarsi perentoriamente all’islam. Ci si aspetta però che, come leggo su questa cartina dell’Oman, “One has to remember: When in Rome – do as the Romans do. The Omani people ask nothing more than respect for their culture and beliefs. Perciò, poichè ci viene gentilmente ricordato il detto “Quando sei a Roma, fai come i Romani“, e dunque di rispettare nient’altro che la cultura e le credenze locali, mi viene da ricordare a certe turiste con décolleté e spalle al vento che siamo a Muscat e non a Miami.

Ed eccomi qui, dentro la Grand Mosque Sultan Qaboos di Muscat, con maglia a maniche lunghe, pantaloni e capo coperto, come richiesto per poter visitare questa moschea immensa, inaugurata nel 2001. Simbolo della rinascita del paese, con gli interni in marmo di Carrara, la Grande Moschea si estende davanti a me nei suoi 40.000 mq di puro charme.

The Grand Mosque Sultan Qaboos (11)

Il cielo si specchia nel pavimento di marmo mentre  mi incammino sotto arcate luminose e immacolate, e parlo a sussurri per non interferire con la quiete che mi avvolge come un manteau.

 

Una delle principali caratteristiche della sala di preghiera maschile è un tappeto persiano fatto a mano, composto da 1.700 milioni di nodi, del peso di 21 tonnellate e realizzato in un unico pezzo di 70 x 60 metri. Dalla fase di progettazione alla sua realizzazione ci sono voluti 4 anni, e sono state coinvolte 600 tessitrici dalla provincia di Khorasan in Iran.

The Grand Mosque Sultan Qaboos (6)

Dalla cupola pende un lampadario di 14 metri di cristallo Swarovski.

The Grand Mosque Sultan Qaboos (5)

Una classe femminile in visita alla Moschea mi sorride timida dall’hijab bianco dell’uniforme scolastica: chi si aggiusta il velo, chi si ritrae, chi si lancia a scambiare due parole in inglese.

The Gand Mosque Sultan Qaboos (12)The Gand Mosque Sultan Qaboos

A volte basta un timido What’s your name? per cominciare a scostarne un altro, di velo: quello del pregiudizio.

School Hijab

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16 Comments

  • Marilena says: 18/12/2012 at 18:46

    Elizabeth mentre leggo e vedo queste meravigliose foto penso: grazie! stai facendo un bellissimo lavoro, le foto sono senza parole e quello che scrivi è veramente interessante! Mi entusiasma! GRAZIE!

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  • Sunday says: 18/12/2012 at 18:55

    Prego! I tuoi commenti mi fanno sempre arrossire, Marilena: di gioia 😉

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  • andre says: 19/12/2012 at 10:10

    Sai, l’immagine della ragazza con hijab mi fa pensare alla giovane Maria di Nazareth..
    L’Oman è un paese che mi inciccia proprio per la sua tolleranza religiosa.
    Grazie.

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    • Sunday says: 19/12/2012 at 12:52

      Hai ragione Andre, non avevo notato questa somiglianza. Interessante. E pensa che, prima di arrivare qui, non sapevo fosse uno dei paesi più tolleranti del Golfo. E’ bello scoprire le cose in loco.

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  • erica says: 19/12/2012 at 10:59

    Ho letto con piacere: post interessante e belle foto! continua così 🙂

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    • Sunday says: 19/12/2012 at 12:50

      Grazie! Non parliamo delle tue, di foto 😉

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  • Sonia says: 26/12/2012 at 06:58

    Un abbraccio Elisabetta e … GRAZIE carissima … sto viaggiando con te! E grazie ancora per quel tuo scostare con sbalorditiva semplicità … il velo del pregiudizio troppo spesso nascosto dentro chi veli non ha … dentro me …

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    • Sunday says: 26/12/2012 at 10:35

      Grazie Sonia per il tuo commento che tocca nel cuore. Sono felice di portarti con me in questa parte del mondo, per scoprirla insieme e togliere qualche velo

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  • […] le liturgie nostrane. Prima la moschea, ora la chiesa: che il Paese tolleri le varie religioni l’abbiamo visto, ma che queste mi seguano fin dentro casa mi pare sospetto. Decido di […]

    Reply
  • […] is an absolute monarchy. Since its accession to the throne in 1970, Sultan Qaboos Bin Said has called all Omanis who had left to return to Oman and join him in rebuilding the country. He […]

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  • Manuela says: 22/12/2013 at 17:17

    Che meraviglia! Questo post me l’ero perso Ely. Bellissimi scatti. E finalmente qualcuno smentisce i pregiudizi. Quacuno che l’Oman lo conosce bene davvero….

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    • Sunday Siyabi says: 23/12/2013 at 07:02

      Grazie Manuela! Mi fai sempre sorridere di prima mattina 😀

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  • Laura says: 16/06/2014 at 15:08

    Cara Eli mi ritrovo con le lacrime agli occhi in certi tuoi post x la delicatezza con cui li racconti. Specialmente quelli sull’ Iran e anche la frase che si discosta il velo del pregiudizio, fa riflettere su quanto poco conosciamo le altre culture e specialmente il nostro prossimo. Grazie x le intense emozioni che mi fai vivere!

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    • Eli Sunday Siyabi says: 16/06/2014 at 18:57

      Grazie a te Laura: anche questo tuo commento mi ha emozionata. Mi dà molta gioia quando riesco a emozionare o far riflettere anche solo uno dei miei lettori 🙂

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  • Maria says: 14/11/2016 at 09:21

    Appena tornata dal mio terzo viaggio in Oman in cinque anni. Ho amici omaniti quindi non ho mai visitato Oman da “semplice” turista ma “iniziata” da gente del posto. Questa volta ho anche partecipato ad un evento dove era presente H.H. Sayyd Haitham Bin Tariq Al Said, cugino dell’ immenso Sultano Qaboos.
    Confermo tutto cio che l’ Autrice scrive.
    Oman è speciale e quando ti prende il mal d’ Oman devi tornarci… preciso che sono una nonna di 67 anni compiuti proprio adesso in volo da Muscat e non posso piu innamorarmi di un bel ragazzo dai misteriosi occhi di velluto ! ho un marito svedese meraviglioso e un nipotino fantastico ! Un abbraccio cara Eli !

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    • Elizabeth Sunday says: 21/12/2016 at 19:20

      Cara Maria,
      grazie per il bel commento! Credo che il marito svedese sia meglio di uno omanita per una serie di motivi – da ciò che ho visto e vissuto in tanti anni di Oman 🙂 Un abbraccio a te che eri rientrata, da me che tra qualche giorni riparto per il Sultanato

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