Asia, Cronache 35

Si Parte! Cronaca di un Viaggio Pazzo in Thailandia (con un Omanita al Seguito) – 1

Non riuscivo a decidermi. Vi è mai capitato? Che siete lì in un limbo, col cuore bloccato come mille cuori che si bloccano.

Ero ancora in Oman, il caldo aumentava di giorno in giorno, arrivando a toccare punte di 45 gradi all’ombra, a mezzogiorno. Le piante sul terrazzo, arse dal sole, chiedevano pietà; e così io, che, vivendo in un’unica stanza minuta, se facevo bollire anche solo uno zucchino, la camera si trasformava in un forno. Lavoro non ce n’era più, scrivere non scrivevo, mangiavo poco e pensavo tanto. Ogni sera, al tramonto, mi dondolavo in terrazza sulla bubble chair di vimini in attesa di ispirazione, fumando una sigaretta nella solitudine omanita che mi attanagliava il cuore. Io che non fumo. Brutto segno.

Oman house terrace

Era giunto il momento di prendere una decisione, o meglio, di comprare un biglietto aereo. In tasca, al momento, avevo solo il progetto di scrivere un libro in santa pace. Dove? Non riuscivo, appunto, a decidermi.Un giorno mi svegliavo, e il pensiero era uno solo: “Vado a Bali!”. Il pomeriggio cambiavo idea, e volevo andare in Thailandia. “No, forse sarebbe meglio lo Sri Lanka, non ci sono mai stata!”, bofonchiavo la sera. La mattina alle quattro ero sveglia nel letto con gli occhi sbarrati: “Ma forse dovrei tornare in Cambogia, che è un porto sicuro, tornerei a trovare le suore, le mie amiche…”. La mattina stessa alle nove ero davanti al sito Airbnb a prenotare una stanza per un mese nell’appartamento di una ragazza. Nel Laos.

Ecco – ho pensato – se accetta la mia richiesta è fatta: vado nel Laos e non se ne parli più.

Ma il destino, si sa, ci trascina – volenti o nolenti – dove vuole lui.

E fu così che nel pomeriggio ricevetti una chiamata dal mio amico Hamed: “Allora sto biglietto aereo, l’hai fatto oppure no? Hai deciso dove andare?”. “No. Bloccata del tutto”.
Alle 21 se n’è arrivato con due biglietti per Bangkok: “Altrimenti tu dall’Oman non ti muovi più. E io vengo con te per una settimana, che sono sette anni che non esco da sto paese”. “Ma come? E me lo dici così, su due piedi? Devo fare la valigia, devo portarmi dietro tutto che poi torno in Italia, e poi non ho ancora mangiato, ho mal di testa, ho sonno, ho…”.

Sono le cinque del mattino: eccoci all’aeroporto. Destinazione: Bangkok. Dopo: chi lo sa?

Noi partiamo.

La sera prima avevo mandato un messaggio a Wimonpak, la proprietaria di un alloggio a Bangkok dov’ero stata l’anno precedente tramite la piattaforma Airbnb.com. Mi ero trovata molto bene (alloggio nuovo e pulito, circa 23 euro a notte), e così avevo tenuto il suo numero di telefono. Se vi interessasse, questo è il suo sito: House1194 Bangkok. Mi sono trovata bene e ve lo consiglio, anche se l’alloggio era un po’ fuori mano: era in un quartiere thai per niente turistico, però, vuoi mettere l’esperienza?

Vedendo che non mi rispondeva, ho prenotato una camera al boutique hostel vicino al Victory Monument, in Ratchawithi Road: il mio amato Hi.Mid Bangkok. Amato perchè era stato il punto di arrivo e di partenza l’anno in cui avevo viaggiato per l’Asia alla ricerca del mio posto nel mondo, la mia base tra una meta e l’altra. Il mio posto nel mondo ancora non l’ho trovato (penserete mica che sia l’Oman, eh?), ma in compenso ho lasciato un pezzo del mio cuore in ostelli, resort e appartamenti di mezzo mondo.

Wimonpak la mattina mi ha risposto che aveva un appartamento libero, ma ormai l’ostello era stato prenotato. Arriviamo a Bangkok la sera, sfiniti dalla notte passata quasi in bianco, ma finalmente siamo fuori dall’Oman: evviva! La Thailandia mi aspettava ancora, era sempre lì, con le sue braccia aperte, le pagode e la libertà (di lì a pochi giorni ci sarebbe stato il 12° Colpo di Stato Militare).

La mattina, freschi come delle rose del deserto, prendiamo un tuk tuk al volo e ci facciamo portare al Wat Pho, il Tempio del Buddha Sdraiato, o Wat Phra Chetuphon.

Eccoci sul tuk tuk:

  

Nel Tempio si trova il famoso Buddha Sdraiato: alto 15 metri e lungo 46, è imponente e un po’ misterioso nel suo bagliore d’oro. Essendo il primo che Hamed vede in vita sua, alla decima foto di lui in varie pose col buddha chiedo pietà, ma poi mi rassegno: viaggiare in compagnia significa anche dover fare fotografie ai bambini compagni di viaggio.

Wat Pho (1)

Wat Pho Thailandia

Wat Pho (3)

Al termine della visita del tempio, decidiamo di farci fare un massaggio thailandese al Wat Pho Thai Traditional and Medical Massage School, che si trova all’interno dell’area del tempio: è la prima volta che mi faccio fare un massaggio in vita mia e sono titubante, ma Hamed ha il corpo a pezzi a causa del suo lavoro (trivella gas e petrolio nel deserto), e insiste. Così, lasciamo che due baldi giovani thailandesi – di bell’aspetto, tra l’altro, il che non guasta mai – ci tirino gli arti su, giù, a destra, sinistra, e tic, e tac, ahi!, per poi riconsegnarci alla vita mezz’ora dopo, che ci sembrava di volare.

Usciamo (rinati) dall’area del tempio e ci rechiamo al Tha Chang Pier, dove, su suggerimento di un’amica, ci imbarchiamo su una long tail boat per una escursione sul Bangkok Yai Canal, attraversato dal fiume Chao Phraya e opposto al Palazzo Reale. La traversata è interessante: case costruite sull’acqua si affacciano sul canale, mostrando momenti di autentica vita thailandese:

Ecco il video dell’escursione sul Bangkok Yai Canal:

 

Avete visto al minuto 0.44 il simpatico venditore sulla barca? Il ragazzo è un business-man provetto: prima tira fuori una serie di buddha in miniatura (Hamed: “Un buddhino potrei prendermelo!” Io: “Ma se in casa tua (un monolocale) non entra manco più uno stuzzicadenti, tanto è piena di roba!”), poi due porno-posaceneri (Hamed: “Questi però potrei prenderli, poi li porto nel deserto, sai i miei colleghi quanto sono contenti!” Io: “Ecco, bravo, alimentiamo la diceria che gli occidentali sono tutti dei depravati!” Hamed: “Ma io non sono occidentale…”). Vedendo che non compriamo niente, il business-man decide di giocarsi l’ultima carta: tira fuori una birra ghiacciata.

Hamed mi guarda con sguardo patetico. Poi cede. Non senza un mio ultimo, monotono rimbrotto: “Scusa, ma i musulmani non devono astenersi dal bere alcohol?” Hamed: “Mica tutti!”, porgendo i soldi, serafico, al business-man, a cui torna il sorriso mentre stappa la bottiglia di Singha.

Al termine dell’escursione decidiamo di farci lasciare al Wat Arun, il Tempio dell’Alba (Aruna era il dio induista dell’aurora), sempre nel distretto di Bangkok Yai. A dispetto del nome, però, la vista più bella si gode al tramonto, quando le conchiglie e porcellane che rivestono il santuario principale e i quattro minori (prangs, pagode di origine Khmer) risplendono alla luce calda della sera che arriva.

Wat Arun Bangkok

Il prang centrale, che simboleggia il Monte Meru, centro dell’universo, è alto circa 80 metri e si può scalare arrancando su gradini ripidi: il caro Hamed, alla vista dei gradini, ne fa qualcuno e poi, una volta arrivato al primo terrazzo, si dà alla macchia, dicendo che, in fondo, la guida turistica sono io e quindi, se voglio, posso tranquillamente farmeli tutti. Da sola.

Wat Arun Bangkok

Il Nostro è stato rapito dalla velocità e simpatia dei tuk tuk: dice che, venendo dall’Oman, i taxi gli escono dalle orecchie (a chi lo dice!), e quindi ne prendiamo un altro per farci portare alla stazione dei treni Hua Lamphong. Perchè? Perchè il caro Hamed nel mentre ha deciso che in una settimana vuole mettere piede in più paesi possibili del Sud-Est Asiatico. Mettere piede: mica visitarli!

E così eccoci alla stazione dei treni di Bangkok, a chiedere a che ora partirà l’indomani sera il treno per Vientiane, capitale del Laos. Ma come, è tutto pieno? “Sì, se volete potete partire stasera alle 20, altrimenti fra due giorni”. Stasera? Ma sono già le cinque, abbiamo solo tre ore di tempo per correre in hotel, fare la doccia, preparare le valigie, fare il check-out (pagando una penale, ovvio), mangiare… “Hamed, mica vorrai partire già stasera, no?”.

Il treno notturno per Vientiane delle 20 è lì che ci sta aspettando, placido, al binario quattro. Io ho i capelli dritti come Amelia la Strega che Ammalia e la pelle appiccicaticcia di chi ha appena fatto una corsa in tuk tuk dopo aver fatto la valigia/fatto la doccia/fatto il check-out. Lui è fresco come un giglio mentre sgranocchia patatine, e sorride beato all’idea di prendere un treno notturno (il primo della sua vita) che lo porterà in un nuovo paese.

Laos, arriviamo!

Intanto fammi un po’ vedere dov’è il bagno, qui, che ho un leggero mal di pancia…

Fine della prima puntata.

Leggete qui la seconda!

PS. Se volete, potete dare un’occhiata alle foto postate in diretta sulla mia pagina Facebook. E non dimenticate di lasciare un like, se sono di vostro gradimento 😉

Wat Arun Bangkok

Ultima foto col buddha concessa. Poi ho buttato la macchina.

 

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35 Comments

  • Erika Cucchiara says: 06/06/2014 at 14:20

    Bellissimo!!! Non vedo l’ora di leggere il prossimo post! Mi diverti tantissimo!!!:)

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 06/06/2014 at 18:09

      Grazie Erika! Attendi fino a domani o massimo dopodomani per la seconda puntata delle cronache 😉

      Reply
  • Laura says: 06/06/2014 at 15:10

    La coppia che scoppia! Mi hai risollevato il venerdì, sto ridendo un sacco, quindi grazie (ad entrambi!). Un abbraccio!

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 06/06/2014 at 18:10

      Prego!! Per la cronaca, per lui siamo una coppia, per me no. E già lì siamo scoppiati 😀

      Reply
      • wtf says: 19/10/2014 at 01:19

        Sì, va beh, vai con l’arabo… te ne accorgerai che larghezza di vedute!
        Ma non avevi già un uomo a casa che ti aspettava?
        mah… mi sa che non ti sei concessa la vita giusta all’età giusta…

        Reply
        • Eli Sunday Siyabi says: 19/10/2014 at 09:50

          Sai, viaggiando ho conosciuto tante belle persone con vedute e una visione della vita molto più ampie delle nostre.

          Una cosa che mi piace molto è ad esempio vedere una coppia di settantenni che camminano per strada tenendosi per mano. Non c’è un’età giusta per fare le cose: c’è solamente il seguire il proprio cuore e fare ciò che ci fa stare bene. A qualunque età. Non credi?

          Reply
  • Lucia - Respirare con la Pancia says: 06/06/2014 at 16:37

    Semplicemente non vedevo l’ora di leggerti! Ma io ti adoro! Troppo!

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 06/06/2014 at 18:11

      😀 Mi fai arrossireeeeeeeeeeee!!!

      Reply
  • martina says: 06/06/2014 at 16:42

    Ciao!!! Ti dico la verità, è davvero raro che un post mi faccia ridere tanto come questo 🙂 Grazie!!!

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 06/06/2014 at 18:12

      Sono felicissima di questo, Martina: il mio obiettivo è proprio far divertire e riflettere insieme. Le risate non sono mai abbastanza, nella vita 🙂

      Reply
  • MammaInOriente says: 06/06/2014 at 19:52

    Mi sa che un compagno di viaggio più pazzo non lo potevi trovare!
    Non so quanto tu ti sia rilassata!

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 06/06/2014 at 19:58

      Infatti ho cominciato a rilassarmi quando poi si è imbarcato per l’Oman! :p

      Reply
  • Stefania Still Words says: 07/06/2014 at 01:35

    Scusa Eli, mi faresti una foto davanti al Buddha? 😀 Troppo divertenti i tuoi post! Grazie per i sorrisi che ci regali!

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 07/06/2014 at 07:25

      Tutto, ma un’altra foto col Buddha no!!! 😀 Ciao Stefania!

      Reply
  • Paolo says: 07/06/2014 at 12:03

    Ha ha ha….grazie di allietare il mio sabato mattina.
    Le avventure di viaggio sono uno spasso, attendo le prossime puntate.

    Un caro saluto

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 08/06/2014 at 18:46

      Grazie Paolo! Ricambio il saluto con un sorriso 🙂

      Reply
  • bilancia says: 08/06/2014 at 12:24

    forte!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1

    Reply
  • bilancia says: 08/06/2014 at 12:25

    Ma Elisabetta!!!!!!!..urca…ma , come abbiamo potuto constatare io e Antonella, gli Omaniti…………………..bonazzi!!!!!! anch’io vorrei una foto col Budda e non con le palle…libanesi!!! ha ha ha ciaoooooooooooooooo

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 08/06/2014 at 18:50

      Dall’accenno alle palle libanesi ho intuito chi sei, Bilancia!! 😉 Sì lo so che ste palle libanesi in olio non le avete ancora digerite ah ah! Non è colpa mia se avevate scelto l’Oman anzichè la Thailandia, eh? Comunque sì, gli omaniti bei ragazzi (specie se sono incroci Oman-Tanzania come Hamed), però sopportarli è un incubo: meglio perderli che trovarli, se tieni alla tua salute mentale 😀

      Reply
      • ALI LIAQUAT NAZ says: 09/06/2014 at 14:56

        che cosa è accaduto?

        Reply
        • Eli Sunday Siyabi says: 10/06/2014 at 12:39

          Ali, my Pakistani friend! How are you? What a surprise to find you here! Anyway the correct translation of How are you? into Italian is “Come stai?” 😀 I miss you! But I don’t think I’d like to be in Oman with you with 50 degrees 😉

          Reply
          • ALI says: 10/06/2014 at 17:33

            hi i am fine hope you are also fine.but sorry to say i don,t miss you ha ha ha you know very well please ll not come in these days tooooooooooo much hot not me weather ha ha ha

          • Eli Sunday Siyabi says: 10/06/2014 at 17:39

            Oh Ali, you’re really the best friend ever: you do not miss me, uhu? 😀 Happy to know that you’re colder than the weather ah ah!

  • ALI says: 10/06/2014 at 17:45

    we remember that person who left us you are with me on whats app and g mail that,is why i don’t miss you ha ha ha ha ha it,s my emotional dialogue ha ha ha ha

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 10/06/2014 at 17:51

      NOW I feel better 🙂

      Reply
      • ALI says: 10/06/2014 at 18:28

        when Nature has work to be done,she creates a genius to do it.
        its for you

        Reply
        • Eli Sunday Siyabi says: 10/06/2014 at 18:57

          Aliiiii you embarass me!! Anyway… THANK YOU for the encouragement <3 When I am a famous writer (NEVER), I will remember these nice words of yours. Kisses!!

          Reply
  • ALI says: 10/06/2014 at 17:53

    good

    Reply
  • mojca says: 17/06/2014 at 11:48

    Carrissima! Troppo bello e divertente leggerti! Sono felice di sapere che stai bene anzi benissimo. Ti penso tanto. P.S. Hai ricevuto la mia E-mail che ti ho scritto prima di partire per il Nacaragua? Spero di si, se no fammi sapere. Adesso vado a leggere in prossimo – si vede che sei di nuovo in forma per scrivere 🙂 Comunque e piu o meno sempre cosi con gli artisti 😉 un via e vai tra i periodi straproduttivi e i periodi di buio totale 🙂 Ti vogio bene. Take care Eli!!!!

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 17/06/2014 at 12:51

      Ciao Mojca! Proprio eri pensavo a te. Nicaragua? Mi sa che la mail non è mai arrivata… Però ti mando una mail adesso!
      Sì, è vero, periodi bui e periodi produttivi. Questo dev’essere un periodo strano, allora: è un periodo abbastanza buio e sono produttiva 😀 Controlla l’email! Un grande abbraccio

      Reply
  • ALI LIAQUAT NAZ says: 21/06/2014 at 08:06

    “One of the main reasons that we lose our enthusiasm in life is because we become ungrateful..we let what was once a miracle become common to us. We get so accustomed to his goodness it becomes a routine..”

    Reply
  • ALI LIAQUAT NAZ says: 21/06/2014 at 08:48

    Rich is not about how much you Save,
    it,s about how much you give
    simple deeds make life easier and happier

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 23/06/2014 at 12:23

      I agree with you Ali: being rich is not how much you earn and save. Love is the greatest gift of all.

      Reply
      • ALI LIAQUAT NAZ says: 24/06/2014 at 08:28

        GREAT

        Reply
  • […] stare qualche giorno a Bangkok e poi partire per Siem Reap, due settimane in Cambogia e tornare in Thailandia a fare qualche giorno di mare; ma e’ bastato saltare su un tuk-tuk alle dieci di sera […]

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