Buttati! 28

Se Ti Senti Intrappolato in Una Vita Che Non Volevi, Leggi Questa Lettera. E Poi Prendi Una Decisione, Mannaggia!

Tutto ciò che avresti sempre voluto si trova al di là della paura.

Tutto ciò che avresti sempre voluto si trova al di là della paura.

                                                                                                                                                           

Negli anni ho notato che i giorni tra Natale e Capodanno sono quelli in cui più spesso mi ritrovo a riflettere sulla mia vita, sui miei desideri, sulla voglia di scappare via per rinascere altrove. Quest’anno fortunatamente sono già altrove (l’anno scorso, di questi tempi, ero in Iran a riflettere se cercare un lavoro lì o tornare in Oman – il destino scelse per me il secondo), ma le tante lettere ricevute sotto le feste mi fanno pensare che non sia l’unica a bramare ardentemente un drastico cambiamento di vita. Credo sia il clima di gioia e di festa sprigionato dal Natale: dovremmo essere felici, e invece ci rendiamo conto che la felicità la stiamo solo fingendo. E ci viene da piangere. Vorremmo cambiare qualcosa ma non sappiamo da dove partire, e il terrore di iniziare di nuovo questo maledetto anno nuovo, nello stesso modo del precedente, ci dà sensazioni di nausea e soffocamento. Vi suona familiare?

Leggo sempre le vostre email nei posti più impensati, sul cellulare, ad esempio in coda al supermercato. E mi ritrovo così tanto nelle vostre parole che mi faccio prendere dai racconti e la gente dietro di me in coda alla cassa poi si lamenta che mi blocco e non vado avanti. Come si fa a procedere, quando si ricevono lettere come questa? Col permesso dell’autrice, pubblico qui l’email che Azzurra mi ha scritto il 26 dicembre, e la mia risposta. Che forse vi ritrovate, e capite che siamo tutti sulla stessa barca, che questa barca non è sempre lo yacht del Sultano dell’Oman ma che si può sempre fare qualcosa per farla partire. Basta volerlo.

 
Ciao Elizabeth,
 
ormai sono più di 6 mesi che leggo il tuo blog/pagina facebook e ogni volta mi dico..lei è un mito, lo farò anch’io prima o poi..e invece no..sono ancora qua…a rodermi e corrodermi dentro per fare felice chi? sicuramente non me…
 
Tutto si è rivelato per me fatale dopo  i fantastici e indimenticabili 10 mesi a Bangkok, volati…là stavo lavorando per una famosa ditta italiana, non avevo un posto fisso, ero stata mandata là dall’Italia perchè il mio contratto stava scadendo e ho sempre manifestato un’incredibile voglia di andarmene dall’Italia..non che l’Italia sia brutta..ma io devo vedere, esplorare, curiosare…
 
Ero stata prima di allora alla disperata ricerca di un posto fisso, dopo anni di studi e sacrifici dei miei genitori…sempre su Monster, sempre a mandare cv, fare colloqui…
 
Il sogno thailandese si è dissolto quando ho accettato stupidamente un contratto presso un’altra grande azienda italiana, che qui è il posto migliore in cui poter lavorare. Macchè, è stata un’esperienza terribile… stavo male… mi mancava la Thailandia.
 
Era un po’ il colmo tra l’altro: io alla quale non era mai stato permesso di salire su un motorino, io nata in Inghilterra, mi ritrovavo in un posto dove secondo mia madre super puritana c’era la guerra…a girare su uno scooter, in una giungla di scooters…guidato da me!! ah!
 
E niente… subito dopo sono iniziati gli incubi da ritorno in Italia. Perchè me ne sono andata? Per fare felice chi??
Piangevo dentro… immensamente… la gastrite mi stava trasformando, il non poter manifestare nulla per dover fare il buon viso a cattivo gioco mi rendeva stra nervosa.
 
A questo da aggiungere c’è il mobbing che ricevevo gratuitamente, discorsi per farmi rimanere fino alle 10 di notte,  e una capa isterica che non faceva che urlare (quella ne Il diavolo veste Prada era pure più dolce). Fatto sta che a maggio ho dato le dimissioni, e purtroppo perchè ho trovato un altro posto… e là sarebbe stata l’occasione giusta per mandare tutto a quel paese e dire ciaoooo me ne ritorno in Thailandia. Ma non avevo le palle di dire “Vado!”, non so dove, da sola, senza un piano, io che ho sempre odiato poi i piani. E il mio ragazzo mi ha lasciato (non ne poteva più di me che passavo da un posto all’altro con le idee poco chiare di cosa voler fare nella vita, se non fuggire dall’Italia).
 
Ora vivo in una grande città del nord Italia. Non mi trattano male, ma di nuovo, non vedo l’ora di andarmene. A casa mi prendono per pazza, sarà che sono sempre stata la percora nera della situazione.
 
L’aver trottolato in giro per l’Italia e per la Thailandia mi ha portata a non avere amici, ad aver perso i contatti. Pochi ma buoni anche se non vicini a me..ma questo l’ho messo in conto… io me ne voglio andare da qua.. voglio esplorare… vedere… semplicemente sentirmi viva…
 
E ora mi trovo a 30 anni a lavorare per questa multinazionale, seduta a una scrivania davanti a un pc tutto il giorno..senza stimoli..anche se come sempre ho un’attitudine di fare vedere che va tutto bene.
 
A volte mi focalizzo sul fatto che mi reputo fortunata ad avere un lavoro..altre dico: perchè? se non sono felice???
Ho bisogno di consigli…un piano..ho paura di risbottare di nuovo di brutto…
 
Devo riuscire a trasformare in fatti le mie parole…come? come si fa concretamente? cosa serve? soldi? meta? oltre al Coraggio?
 
help….
 
grazie per condividere le tue esperienze…
 
spero di incontrarti un giorno.
 
Buon anno
 
Azzurra S.
 
fallaci

 

 

Ecco la mia risposta, scritta la mattina del 1 gennaio, di getto, come sempre quando rispondo a lettere che mi toccano il cuore:

 

Ciao Azzurra! Buon Anno!

Spero che il tuo nuovo anno sia iniziato con una gran voglia di cambiamento, bella carica, come del resto ti ho sentita dall’email che mi hai mandato.

Grazie innanzitutto per avermi scritto: mi fa sempre molto piacere leggere le storie di chi ha voglia di andarsene, ma è in fase di stallo.
Il fatto è che, prima di prendere una decisione drastica che ci cambi la vita una volta per tutte, passiamo sempre mesi, a volte anni, a crogiolarci nella nostra infelicità. Quindi si implode. Poi di esplode. Mi pare tu sia nella seconda fase. Bene, un passo avanti.

“Io devo vedere, esplorare, curiosare”: ecco un’altra mia anima gemella! Ti capisco molto bene, anch’io non è che non ami l’Italia, ma la trovo limitante per il mio desiderio di andare a vedere il mondo. E non c’è nulla di male in questo, non siamo tutti fatti per starcene chiuse in un’azienda. E chi, appunto, trova la propria felicità sfrecciando su un motorino in Thailandia, certo non può che farsi venire la gastrite una volta tornata nella noiosa routine italiana. Io, per la gastrite, ero pure finita all’ospedale. No way: bisogna cambiare. Fare ciò che non ti provoca malanni laceranti.

Siamo le pecore nere? Benissimo: noi ce ne freghiamo e andiamo avanti per la nostra strada, che tanto di pecore bianche ce ne sono fin troppe. E poi, non sempre sono così bianche come appaiono. A volte si lavano con il Dash per apparire così, ma dentro…

Scegliere di viaggiare ed essere libere significa rinunciare ad avere frotte di amici, ma, come hai detto bene tu, si tengono stretti solo quelli che contano davvero, cioè quelli che ci supportano perchè dentro sono un po’ come noi, anche se poi il salto non lo fanno, e noi sì.
Amore: la relazione con il mio fidanzato è terminata un paio di mesi fa. Perchè sono uno spirito libero, devo imparare a convivere con questo, anche se poi un giorno voglio stare da sola, un altro mi butterei tra le braccia del primo che mi regala l’amore. Sono fatta così. Di nuovo: non siamo tutti uguali. C’è chi vuole crearsi una famiglia, e chi invece sta bene single, a farsi avventure in giro. Che male c’è? Nessun male: siamo tutti diversi (e senò che mondo monotono sarebbe).

Se il tuo ragazzo ti ha lasciata, era destino che andasse così: troverai di meglio e qualcuno più affine alla tua personalità vagabonda. Sai quanto è bello scorazzare per il mondo ed essere libere? Anche libere di trovare chi scorazza come noi e ci capisce meglio di altri.

Mi pare tu abbia un bel curriculum rispettabile, e se sei nata in Inghilterra il tuo inglese sarà eccellente. Quindi, non vedo perchè tu debba aver paura di buttarti. Prima di tutto, non farti frenare dai tuoi: ti assicuro che i miei genitori sono messi come i tuoi, a mentalità e puritanesimo, ma ce la si può fare. Bisogna essere stanchi a tal punto che manco loro ti possano frenare più. E tu sei a questo punto, le tue parole trasudano stanchezza da tutte le lettere. Hai tanto da ripeterti che sei fortunata ad avere quel posto fisso adorato, ma se non sei felice che fortuna è? Ognuno di noi merita di cercare di essere ciò che è, senza limitarsi, e un lavoro che non fa per noi è un limite troppo grande da sopportare. Mica vorrai ritrovarti a 50 anni con la gastrite cronica e gli istinti suicidi perchè avrai una valigia di rimpianti nell’armadio?

Quindi, la “fuga” si pianifica così:

  1. Metti soldi da parte più che puoi: non mangi fuori ogni weekend, non fai shopping pazzo, limiti il tutto all’osso.
  2. Parti con almeno 6000-7000 euro da parte: ce la fai?
  3. Se ti piace il Sud-Est Asiatico, scegli quello come META INIZIALE. Vai in Thailandia, se ti era piaciuta. Anche senza un contratto. Preparati bene il tuo CV in inglese prima di partire, se possibile procurati un paio di referenze (ma non è fondamentale), e parti per un anno. Datti un anno tutto per te. Non ti preoccupare affatto di non trovare lavoro: lo troverai. E se ti renderai conto che per qualche motivo non ti piacerà più, cambierai paese. Io ero partita per restare in Cambogia un anno, e mi sono ritrovata in Cina (come mi sono poi ritrovata in Oman è ancora un mistero!).
  4. Tira  fuori le palle che hai.
  5. Fai orecchie da mercante ai ricatti affettivi dei tuoi: quando ti sentiranno felice, cambieranno idea. Ma intanto non devi farti frenare da loro altrimenti è la fine.

 

Ancora una cosa: c’è una ragazza che era messa proprio come te: super laurea, lavoro bellissimo in Italia, peccato che fosse sempre isterica. In questo momento è a Phnom Penh a fare l’insegnante di inglese. L’ho incontrata quest’estate: la prossima potresti essere tu.

 

people too weak...

“Le persone troppo deboli per inseguire i propri sogni troveranno sempre un modo per scoraggiare i vostri”.


Non ascoltatele. Cambiate stanza, cambiate amici, cambiate atteggiamento: non lasciatevi influenzare da chi è infelice, nessuno sa cos’è meglio per voi, se non voi stessi e il vostro cuore.

Come disse Roberto Benigni, “Iniziare un nuovo cammino spaventa. Ma dopo ogni passo che percorriamo ci rendiamo conto di come era pericoloso rimanere fermi”.

Azzurra, non restare ferma. Vai.

 

E voi, vi ritrovate nelle sue parole? Se sì, avete già preparato un piano per cambiare la vostra vita? O siete ancora lì a ripensare e rimandare?

 

Addair’s quote photo by:  www.getfrank.co.nz

 

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28 Comments

  • Luciano says: 13/01/2014 at 10:07

    Grandi Ragazze!!!
    Mi viene da ricordare “la Collina dei ciliegi” di Battisti: … troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante, e quasi sempre dietro la collina c’è il sole … dimmi perché, tu non ti vuoi, chiara e lucente, …

    I nostri genitori “con i loro piedi per terra” possono darci solo ciò che hanno: se sono persone libere ci ispireranno alla libertà; se sono povere anime paralizzate dalle loro paure …

    Un Abbraccio con l’augurio che possiate raggiungere ogni vostro desiderio di felicità.

    L’unica ragione per cui un sogno non si realizza è che ad un certo punto il sogno stesso viene abbandonato.
    Martin Luther King

    Reply
    • Sunday Siyabi says: 13/01/2014 at 18:47

      Luciano, che belle parole di incoraggiamento ci dai, grazie di cuore, e che anche tu possa raggiungere il tuo desiderio di felicità. Spero davvero che Azzurra e chi mi segue non abbandoni mai i suoi sogni.

      Reply
      • silvia says: 19/01/2014 at 16:08

        Ciao, mi rivedo perfettamento in quanto raccontato da Azzurra. Credo di essere oramai sul punto di non ritorno. Colpa della mia diversita’ dalle tipiche trentenni che scelgono una vita tranquilla, marito e bimbi. Colpa del luogo in cui sono NATA, sud Italia, che amo ma che odio per l’atteggiamento e il modo di pensare. Colpa di quando ho visitato l’ Irlanda per la prima volta che mi ha stregata completamente. Da quel momento ho finalmente compreso quale fosse il mio desiderio piu grande, il mio sogno. Ho vissuto li per qualche mese e avevo finalmente ritrovato me stessa. Poi so no rientrata in Italia x dare una possibilita’ al mio paese…ma niente, lei era sempre qui, giorno e notte…ora dopo due anni di amarezze lavorative, ho deciso: ritorno nella mia isola. I miei nn lo vogliono accettare, credono che sia una folle xche’ nn ho ancora un lavoro, ma io e il mio compagno abbiamo gridato BASTA… Inizia in nuovo capitolo!!!!

        Reply
        • Sunday Siyabi says: 20/01/2014 at 13:04

          Brava Silvia: un nuovo inizio porta sempre da qualche parte, e le porte si spalancheranno dove prima c’era solo un muro.
          Se ti consola, io vengo da un paesino del nord Italia dove il modo di pensare non credo sia molto diverso da dove vivi (vivevi) tu. E anch’io, come te, sono sempre stata considerata una diversa perchè non mi sono mai sposata (ho quarant’anni, scaldaloso, no?), nè ho voluto seguire le orme delle mie coetanee con marito e prole. Da lì il giudizio dei miei genitori (“e gli altri cosa dicono? come mai nostra figlia è così pazza?”). Quando una persona ritrova se stessa come successe a te in Irlanda, non dovrebbe mai tornare indietro. Quindi secondo me fate bene a tornarci, e vedete in loco se trovate qualcosa. Mal che vada cambiate paese, ma non credo non troverete nulla: quando l’atteggiamento è positivo, si attirano le opportunità.
          In bocca al lupo e scrivimi poi com’è andata la vostra nuova avventura irlandese!
          Ps. I tuoi accetteranno più avanti, no worries.

          Reply
        • silvia says: 20/07/2016 at 12:55

          Come vi capisco pensavo di essere la sola.come si fa a vivere tutta la vita nello stesso posto con le stesse abbitudini, con lo stesso lavoro per quarant’anni. In una gabia dove ti tratti e ti trattano come un automa

          Reply
          • Elizabeth Sunday Anne says: 19/08/2016 at 12:55

            Sì hai ragione Silvia, e credo si debba cercare di essere felici il più possibile per stare bene con se stessi e far stare bene anche gli altri.

  • Mary says: 13/01/2014 at 11:45

    Ecco direttamente da Phnom Penh…l’isterica milanese! 🙂

    Esattamente Azzurra, ero messa come te…
    Dopo la laurea in Italia, il primo stage lí e uno a Madrid, mi son presa del tempo del me e ho viaggiato per 8 mesi tra Australia e Sud Est Asiatico…credevo di aver trovato la serenità che cercavo da tempo e sentivo che era il momento di tornare a casa. L’ho fatto, ma ho capito che ormai avevo fatto il salto, avevo raggiunto una nuova consapevolezza di ciò che volevo e non volevo e tornare indietro sarebbe stato possibile, certo, ma non sarebbe stata la scelta giusta. Dopo 6 mesi di alti e bassi, ho preso il coraggio a due mani e ho deciso di partire ancora per il mio Sud Est Asiatico, luogo di cui mi sono innamorata. Partire senza garanzie, senza supporto (la mia famiglia non mi ha mai appoggiato, ma neanche ostacolato, gli amici si sono dileguati) con poco più di 1000 euro, senza un lavoro (per trovare lavoro come insegnante che era il mio obiettivo, devi essere sul posto), mi spaventava tantissimo. Ma era l’unica cosa da fare, il proseguimento naturale del mio viaggio iniziato nel 2011, quando da Milano sono finita a Madrid.
    Così sono partita, con tanta paura, perchè sentivo che il grande salto era adesso.. Sapevo che in Cambogia avrei potuto trovare più facilmente lavoro come insegnante di inglese (nel 2012 ho preso una certificazione per insegnare inglese in tutto il mondo), non un lavoro di ripiego, assolutamente, ma neanche quello che vorrei fare per il resto della mia vita. E così è stato. In 2 giorni a PP, ho trovato lavoro e mi sono temporaneamente fermata.
    Ci sto ancora lavorando sulla mia serenità, ho tagliato praticamente tutti i miei vecchi contatti e lentamente sto incontrando persone più affini a me. Non è facile, ma è possibile. Non nascondo che a volte mi sono chiesta se valesse la pena perchè certi giorni sentivo terribilmente la solitudine, mi sentivo incompresa..poi ho lasciato parlare il mio cuore…che diceva “fidati e sii paziente”. Ora va meglio, sono 9 mesi che sono partita.

    Il nostro cuore conosce sempre le risposte giuste. Ascoltalo, segui quella vocina interiore e renditi felice! Voler la propria felicità non è egoismo, è amarsi e dare di più al mondo.

    Ogni tanto riascolto il discorso di Steve Jobs del 2005….stay bungry, stay foolish Azzurra!
    un abbraccio ragazze!

    ps: ultimamente mi sono imbattuta in due libri molto scorrevoli e piacevoli che trattano proprio di queste tematiche..esattamente le parole di cui avevo bisogno, mi hanno aiutato molto. “La Principessa che credeva nelle favole” e “Il Cavaliere che aveva un peso sul cuore”, entrambi di Marcia Grad Powers.

    Reply
    • Sunday Siyabi says: 13/01/2014 at 18:58

      Mary!! Mai avrei pensato che avresti commentato quell’ “isterica” (parole tue, eh??). Non c’è nulla da aggiungere al tuo bellissimo commento, che è il sunto della tua esperienza sino ad oggi. Spero possa essere di ispirazione a chi legge. E quindi si può partire anche con poco più di 1000 euro, e farcela… Fidati e sii paziente, questo è proprio il segreto per non mollare a metà percorso, quando la solitudine comincia a pesare e la motivazione che ci ha spinti a partire vacilla. Il lavoro che si trova inizialmente all’estero è raramente ciò che vorremmo fare per sempre, ma è un inizio dopo aver preso la decisione di seguire la propria felicità.
      Acquisterò senz’altro questi due libri, grazie per la citazione Mary e che il nuovo anno ti porti ancora tanta forza e ottimismo per continuare a vivere la Cambogia e tutto ciò che è.

      Reply
  • Pattylafiacca says: 14/01/2014 at 13:06

    Cara Sunday, care ragazze …ogni volta che passo di qui ho davvero poco da aggiungere, lo dite così bene voi ! Tolta la famiglia che ostacola, chè io di famiglia è quasi come non ce l ‘avessi, tutto il resto lo potrei scrivere anche io, cambiando i luoghi, i fatti ma sostanzialmente rimanendo fedele al concetto. Negli anni ho imparato che non esiste l’isola che non c’è e forse potrei continuare a vivere in Veneto serenamente o quasi; il fatto è che la mia lunghezza d’onda è il mare, c’è poco da fare per cui mi sono avvicinata al mio elemento e indubbiamente qui m i sento più serena, realizzata, in pace . C’è molto da fare, anche se sono rimasta in Italia (Sardegna) ma vado avanti con umiltà e fiducia, a volte un po’ di sconforto ma non si molla perché questa è una battaglia pacifica che continua tutta la vita .Auguri ragazze !!!

    Reply
    • Sunday Siyabi says: 17/01/2014 at 15:09

      Carissima Patty che bello leggerti di nuovo 🙂 Dal tuo blog ormai conosco gli alti e bassi di chi sta cercando una nuova vita, nei quali mi rispecchio. Ti auguro di non mollare mai, nonostante tutti i bastoni tra le ruote. Io stessa sto cercando di andare avanti, tra momenti sì e momenti no (a volte questi ultimi superano i primi). E’ la vita, bellissima ma difficile, proprio perchè, come hai espresso bene tu, è una battaglia pacifica.

      Reply
  • Marco says: 27/01/2014 at 22:16

    Ciao a tutti!
    Leggendo queste pagine ormai da qualche tempo, continuo ad avere sempre più dubbi… Sono in partenza per la Cina, per studiare la lingua, 6 mesi: visto pronto, biglietto aereo ancora da fare.
    I miei dubbi sorgono e si moltiplicano quando confronto (forse non dovrei ma tant’è…) le storie che leggo qui, con la mia storia personale. Io una decisione l’ho già presa da tempo ma… senza mezzi, purtroppo, non si fa nulla, e io diciamo che non sono stato così fortunato. All’avvicinarsi dei 32 anni, senza una laurea, senza aver mai avuto una professione fissa, avendo sempre fatto la prima cosa che ti veniva proposta – per necessità – , non esser mai riuscito a farsi dei risparmi e non avendo mai avuto aiuti da nessuno (per un semestre all’università in Cina per studiare cinese a Lanzhou, non serve un patrimonio, ok), ho poco da star allegro, o farmi seghe mentali sul partire o non partire, mollare tutto o rimanere a “casina”, fosse per me non starei fermo un momento, e sarei in giro a fotografare o filmare di tutto, ma, ahimè, son sempre i mezzi che mancano. E, valgono poco i consigli di chi ha sempre la risposta pronta e semplifica tutto rendendolo una cazzata a parole (mi riferisco a persone che dovrebbero esserti vicino “per definizione” e invece son più lontani e scarsamente comunicanti di Voyager 1). Dubbi dubbi dubbi: non averne rende imbecilli, averne troppi paralizza… Una via di mezzo è sempre un equilibrio instabile impossibile da mantenere: ci si può solo vagabondare intorno.
    Non so lo scopo di quello che ho scritto: uno sfogo, una critica a caldo dopo la lettura di questo articolo e dei commenti, uno sbotto paranoico e inconcludente che avvelena l’esistenza altrui; non lo so proprio.
    Odio i biglietti A/R, quella R non mi è mai andata giù.

    Reply
    • Sunday Siyabi says: 02/02/2014 at 06:06

      Ciao Marco, mi è piaciuto molto il tuo commento: i lettori del mio blog hanno l’innato talento di farmi riflettere sempre sul mio percorso. La via di mezzo, è vero, non porta lontano, e infatti il rischio è – come hai detto bene tu – di girarci intorno perchè poi alla fine non si può essere soddisfatti, quando non si è nè bianco nè nero, ma si è scelto il grigio. Non mi pare il tuo caso: sei hai un visto in tasca er la Cina significa che ormai la tua mente e il tuo cuore hanno deciso, quindi fare il biglietto è il prossimo passo da fare, e senza ripensamenti. Troppi dubbi, infatti, paralizzano l’azione. Ci si deve concedere un po’ di tempo per crogiolarsi nei timori, ma poi una decisione va presa. Io mi ero crogiolata nei dubbi per un bel paio d’anni prima di decidermi.
      Dici di non avere mezzi, ma ti assicuro che in viaggio (e tra i miei lettori) ho conosciuto tante persone che sono partite pur con un conto in banca scarso. I mezzi, se cercherai bene, li troverai in cammino. Se hai deciso di frequentare un corso di cinese nel Regno di Mezzo significa che hai un piano e delle idee. La Cina può offrire molto a chi cerca un lavoro (e a chi ama quella cultura e quel popolo), sono sicura che qualcosa troverai, pur non avendo idea di quale sia il tuo progetto. Che poi comunque ribadisco che non c’è bisogno per forza di averne uno: io, per esempio, non ne avevo uno, quando partii.
      Trentadue anni non sono tanti: ci può essere un nuovo inizio anche a cinquant’anni. Non tutti i paesi sono come l’Italia.

      Reply
    • Sunday Siyabi says: 02/02/2014 at 06:58

      Ps. Prova a dare un’occhiata a questo sito, è interessante e potrebbe darti degli spunti: http://www.mindcheats.net/
      Pps. Anch’io non ho mai amato i Return ticket. Farlo di sola andata, due anni fa, è stata una liberazione.

      Reply
  • Fabio Feng says: 15/03/2014 at 01:45

    Il problema e’ che i sola andata senza R spesso li fanno pagare ben piu’ che andata e ritorno:).. l’ultima volta che ho fatto un giro ho dovuto fare un a/r su Hong Kong, e da li un giro “asiatico” tornando poi li..perche’ fare il tour spostandomi e tornando non dalla stessa citta’ di arrivo sarebbe costato il triplo..vabe.. eh Marco.. quando ho fatto 32 anni mi angosciavo un po come te.. oddio..tardi..(ora magari potessi tornarci..visto che ho addirittura superato il 4..brrrr) e rimpiango di non aver fatto una scelta analoga.. io ho studiato poco cinese qui in Italia, poi al momento di andare a fare un corso li dovetti procastinare per alcuni problemi e alla fine non sono andato piu’.. quindi vai e goditi l’esperienza.. il solo farle ci fa vivere.. uhmm avrei dovuto dare a me stesso questi consigli:D .. Sunday grazie per i link..questo blog, scoperto stasera (e’ il secondo commento che faccio, prometto basta per ora;) e’ veramente un bel “viaggio”.. ancora complimenti.. immagino sia tornata in Oman.. ora cerco di scoprire qualcosa di piu su questo paese, anche se le mie intenzioni restano un po piu ad est..ma comunque e’ un posto che mi sta affascinando molto.. ciao, buon tutto;)

    Reply
    • Sunday Siyabi says: 05/04/2014 at 15:59

      Vero che i biglietti di sola andata costano più dell’andata e ritorno: ma vuoi mettere la felicità di non sapere quando si tornerà, perchè si è partiti per costruirsi una nuova vita?
      Hai superato i 40: pure io, e di un anno! Però sono più consapevole oggi di ciò che non voglio, e di ciò che sono. Quindi, meglio, no? Sì, sono poi tornata in Oman (da dove ti sto scrivendo), un paese molto interessante, ma anche a me il Sud-Est Asiatico piace di più, ce l’ho sempre nel cuore e non è detto che un giorno non torni a vivere là 🙂 Un abbraccio!

      Reply
      • Fabio Feng says: 06/04/2014 at 01:35

        Ciao di nuovo:) e grazie della nostra prima “chiacchierata”.. all’inizio non avevo trovato questa risposta..vedevo solo la successiva che strano..;) ancora complimenti per il tuo blog e tutti gli interessanti articoli..ma non so se definirli cosi..forse e’ limitativo..direi piu, esperienze, ecco pezzi di vita.. grazie per la condivisione di queste esperienze.. io ancora brancolo un po’ tra meandri di strade e bivi..trivi …etc…come ho scritto sull’altro post.. non ne sapevo nulla o quasi di Oman, anzi ammetto che il medio oriente non era proprio tra le mete che mi “ispiravano” ma decisamente mi sto ricredendo.. l’asia (estrema) invece resta sempre nel cuore..magari ci restasse invece nella testa quel poco di lingue asiatiche che avevo ahime tentato di intraprendere quando ero piu’ giuovane:D… chissa’ se ce la faro’ a visitare l’Oman prima che tu torni..”altrove”;) visti i consigli sul clima temo di stare avvicinandoci a quello “sconsigliato” ma vediamo.. dovrei risolvere alcune cose italiche prima.eh lo so chi troppo procastina nulla conclude.. non esiste in realta’ ma va bene lo stesso;) un abbraccio..alla prossima.. e ancora grazie

        Reply
        • Sunday Siyabi says: 06/04/2014 at 19:56

          Hai tutto il tempo per risolvere le tue cose italiche: tra meno di un mese qui arriveranno i 45 gradi, che diventeranno 50 d’estate: un buon motivo per continuare a pensare all’estremo oriente, no? 🙂 A presto!

          Reply
          • fabio feng says: 18/06/2014 at 18:27

            ;D

  • Fred says: 25/03/2014 at 12:47

    Ciao Ragazze, viaggiare e vedere anzi vivere il mondo è indescivibile in quanto a importanza e bellezza in tutti i sensi; c’è una verità che non ci deve sfuggire: se non siamo in pace con noi stessi non lo saremo mai in nessun posto. Cambiano gli scenari, i paesaggi e le persone, ma noi…siamo sempre noi. In perenne fuga da…noi stessi. Ma da se stessi non si puiò scapapre. E allora il cambiamento deve prima avvenire dentro di noi. Certamente viaggiare e vivere il mondo può aiutare, però non deve essere il nostro fine. Altrimenti riporremo la nostra felicità in qualcosa che sta all’esterno di noi e che quindi ci sfuggirà do continuo, lasciandoci perennemente l’amaro in bocca. Buona Fortuna e siate felici!!!

    Reply
    • Sunday Siyabi says: 04/04/2014 at 10:04

      Ciao Fred! Molto bello il tuo commento, che condivido in pieno: in passato, negli anni novanta, avevo lavorato all’estero portandomi dietro tutta una serie di problemi personali irrisolti. I risultati sono stati a volte disastrosi, perchè, come dici bene tu, da se stessi non si scappa. Oggi viaggio e vivo all’estero con un’altra maturità, ma soprattutto senza più alcuni problemi che ho risolto quando ero in Italia. Certo, mica si possono risolvere tutti 😀 però si deve partire leggeri dentro, per non fare danni lungo il cammino.
      In bocca al lupo anche a te, ovunque tu sia: e tanta felicità.

      Reply
  • Angela says: 25/04/2014 at 00:36

    Grazie per la lettera e la risposta! è sempre bellissimo e liberatorio leggere e ri-leggere i vostri pensieri che sono così simili ai miei … e come trovare veramente anime gemelle. Credo di essere nella fase dell’esplosione, ho tanta paura, ma voi incoraggiate tanto … un abbraccio

    Reply
    • Sunday Siyabi says: 03/05/2014 at 17:33

      Sono passati otto giorni dal tuo commento: sei esplosa o ancora no? 😉
      Se sì, evviva! Se no, attendo con pazienza… 😀 Comunque, io ero esplosa in un pomeriggio di giugno. Ero a casa, e mi è venuta un’improvvisa voglia di dipingere il muro dell’entrata con la scritta “Ho un’esplosione di libertà!”. Poi alla fine non ho dipinto niente, ma a ottobre ero già su un aereo. Un abbraccio fortissimo!

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  • Erika Cucchiara says: 10/06/2014 at 03:50

    A volte viviamo pensando di essere felici perchè non conosciamo la vera felicità, crediamo di star facendo la cosa giusta perchè è così che c’è stato insegnato : dobbiamo studiare, avere un buon lavoro, sistemarci, creare una famiglia…purtroppo, o per fortuna, non è così per tutti!Dobbiamo chiederci se sappiamo chi siamo, se sappiamo cosa vogliamo, se ciò che abbiamo ci rende davvero felici…Credo che nella maggior parte dei casi sia una persona, un gesto, un avvenimento particolare che ci spronano, ci fanno cambiare prospettiva, ci danno il coraggio di cambiare direzione!Improvvisamente è come se ci si svegliasse e si capisse che bisogna rivalutare tutto! A quel punto non ci resta che armarci di coraggio e scegliere la felicità! A me è successo così, ti ho pure scritto poco prima di partire per chiederti consiglio…a volte ci si sente soli ma la verità è che non lo siamo! E’ bello vedere che altre persone si sentono, o si sono sentite come me! A 4 mesi dalla mia decisione di mollare tutto e tentare la strada della felicità , vi dico: FATELO ANCHE VOI!L’inizio è difficile, poi tutto è in discesa, o quasi 🙂

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    • Eli Sunday Siyabi says: 10/06/2014 at 12:49

      WOW ERIKA!! Che bel messaggio positivo e pieno di energia! E’ vero: finchè non proviamo la vera felicità dentro, davvero scambiamo certi momenti di gioia annacquata per felicità vera. Brava, molla tutto, se senti che è la cosa giusta per te: segui l’istinto e non sbaglierai. Ti faccio un immenso in bocca al lupo, qualunque cosa deciderai di fare: poi tutto sarà QUASI in discesa! 😀

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  • Ludwig says: 13/04/2016 at 00:15

    …dunque chi resta in Italia è uno povero sfigato senza speranza, mentre chi si trasferisce all’estero diventa un dio illuminato. certo se nn hai vincoli e adeguate skills spendibili ovunque può essere…
    certo l’impressione che fate è quella di anime in pena terribilmente SOLE. poi magari vi rompete una gamba e ritornate nella squallida Italia nel primo ospedale pubblico per farvi curare adeguatamente. bah

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    • Elizabeth Sunday Anne says: 17/07/2016 at 09:00

      Buongiorno Ludwig (che poi dall’indirizzo email da cui arriva il commento si evince che sei una donna – e non avevo dubbi), nessuno ha mai dato dello sfortunato a nessuno, nel mio blog, nè del senza speranza a chi rimane, anzi. Probabilmente ti sei sentita tirata in causa perché ti senti sfortunata e senza speranza? Mi viene da pensare questo dal tono del commento: chi sta bene con se stesso e le scelte che fa, di solito non perde tempo a inacidirsi di fronte a un post su un blog.
      In ogni caso, io ad esempio non ho vincoli proprio perché non ho mai voluto crearne per le scelte di vita che ho compiuto da quando mi laureai, tanti anni fa.
      Riguardo alle skills, dispiace leggere supposizioni su persone che nemmeno conosci. Potrei elencarti qui il mio CV dagli studi compiuti (fino al Master) alle esperienze lavorative in giro per il mondo e non, ma non lo faccio perché non mi interessa mettermi in luce. Infatti, ho trovato lavoro praticamente ovunque, e quasi sempre in linea con ciò che ho studiato. Credo sarebbe opportuno astenersi nel parlare quando non si conosce.
      Non mi sento un’anima in pena, ma in crescita e in ricerca. Per fortuna non mi sento mai sola. La gamba non l’ho mai rotta ma ho avuto un problema di salute serio in viaggio e ho tranquillamente utilizzato la mia assicurazione sanitaria che mi copre ovunque nel mondo, che mi ha assistita in maniera eccellente.
      Devi avere una vita molto triste, Ludwig, se ti ritrovi a scrivere commenti così sul web. Buona vita!

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  • Valentina says: 03/10/2017 at 19:48

    A 40 anni…. che sia ancora possibile cambiare traiettoria?
    Un bacio a tutte voi!

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    • Elizabeth Sunday says: 11/10/2017 at 17:03

      Io l’ho cambiata intorno ai 38, e oggi che ne ho 45 sono ancora in viaggio 🙂 L’età è solo un numero sul passaporto, conta la determinazione, il coraggio, la voglia di fare.

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