In my opinion 27

Le Cose Che Non Vi Dicono: “Non Uscire Con Una Ragazza Che Viaggia”

Viaggiatrice in Cina

 

Oggi ho letto un post interessante: “Don’t date a girl who travels”, ovvero Non uscire con una ragazza che viaggia, scritto da Adi nel suo blog Love the search.

Vi riporto qui la traduzione italiana del post, tratta dallo stesso sito:

Lei è quella coi capelli scompigliati, trascurati e stinti dal sole. La sua pelle è molto diversa da com’era prima. Non esattamente baciata dal sole. E’ bruciata e con i segni dell’abbronzatura, cicatrici e punture qui e lì.
Ma per ogni segno sulla sua pelle ha un’avvincente storia da raccontare.

Non uscire con una ragazza che viaggia. E’ difficile da compiacere. Il solito appuntamento cena – film – centro commerciale l’annoierà a morte. La sua anima brama nuove esperienze ed avventure. Non sarà affatto scioccata dalla tua nuova macchina o dal tuo orologio. Preferirebbe scalare una montagna o lanciarsi da un aereo piuttosto che sentirti parlare di questo. 

Non uscire con una ragazza che viaggia perché insisterà per farti prenotare un volo ogni volta che una compagnia aerea metterà i saldi. Non andrà mai a ballare al Republiq. E non pagherà mai 100 euro per Avicii perché sa che un weekend di festa sarà equivalente più o meno ad una settimana di viaggio in un posto lontano molto più entusiasmante.

Molto probabilmente non ha un lavoro stabile oppure sta sognando di lasciarlo. Non vuole certo farsi un didietro così per il sogno di un altro. Lei ha il suo sogno e ci sta lavorando. E’ una freelancer. Fa soldi disegnando, scrivendo, facendo foto o qualcosa per cui c’è bisogno di creatività ed immaginazione. Non le far perdere tempo parlandole del tuo noioso lavoro.

Non uscire con una ragazza che viaggia. Potrebbe aver sprecato la sua laurea e cambiato completamente carriera. Adesso è un’istruttrice di immersioni o un’insegnante di yoga. Non sa quando avrà la prossima paga, ma non lavora tutto il giorno come un robot, esce e prende quello che la vita le offre, e ti sfida a fare lo stesso.

Non uscire con una ragazza che viaggia perché lei ha scelto una vita di incertezza. Non ha un programma né un indirizzo fisso. Segue la corrente e va dove la porta il cuore. Balla al ritmo del suo stesso tamburo. Non ha un orologio. I suoi giorni sono scanditi dal sole e dalla luna. Quando sentirà il richiamo delle onde, la vita si fermerà e ignorerà tutto e tutti per un momento. Ma allo stesso tempo, ha imparato che fare surf non è la cosa più importante nella vita. Non uscire con una ragazza che viaggia perché lei tende a parlare sinceramente. Non cercherà mai di fare una buona impressione sui tuoi genitori o i tuoi amici. E’ rispettosa ma non le fa affatto paura intavolare una discussione su problemi globali e responsabilità sociali.

Lei non avrà mai bisogno di te. Sa come montare una tenda e avvitarne le alette senza il tuo aiuto. Cucina bene e non avrà mai bisogno che le paghi un pasto. E’ autonoma, e non le importerà se viaggi con lei o meno. Si dimenticherà di farti sapere quando è arrivata a destinazione. E’ troppo impegnata a vivere il presente. Parla agli sconosciuti. Conoscerà tante persone interessanti che la pensano come lei da tutto il mondo e che condividono le sue stesse passioni e i suoi stessi sogni. Con te si annoierà.

Quindi non uscire con una ragazza che viaggia a meno che tu non riesca a tenere il suo passo. E se senza volerlo te ne innamori, non ti azzardare a trattenerla. Lasciala andare.

 

Il post è opinabile: perchè mai un ragazzo dovrebbe fermarsi di fronte a certe difficoltà? Dovrebbe anzi preferire una ragazza che viaggia proprio perchè meno legata ai clichè, più aperta di mente e indipendente. E (si spera) con una buona dose di fiducia in se stessa. Sì, il parere della suddetta blogger è discutibile. Qual è la mia opinione in merito, quindi?

Semplice: Non uscite con una ragazza che viaggia. Quando la vedete, lasciatela stare. Parlateci, diventate il suo migliore amico, ma non innamoratevi. Ammiratela, ma poi passate oltre.

Prendiamo la sottoscritta: ho sempre i capelli scompigliati e mal pettinati? Sì: a volte mi dimentico di pettinarmi, ed esco da casa come Maga Magò. Cicatrici su tutto il corpo? Non ne parliamo: sbatto ovunque con la mia valigia – senza accorgermene, tra l’altro – e quando giungo a destinazione ho le gambe piene di lividi che manco un maschiaccio al ritorno dal cortile. Rughe? Passiamo oltre.

Difficile da compiacere? Mi annoio a qualunque incontro di routine, cenette col fidanzato, cinema e coccole sul divano. Non ce la faccio proprio. Se ci vado (perchè in passato ci sono andata, cosa credete, a certe pene non si scampa), passo il tempo a pensare che sto perdendo tempo, che potrei essere a casa a rpogrammare il viaggio, a leggere quel libro sul cambiare vita che ho lì da tempo, a scrivere sul blog. Se si spende cinquanta euro per una cena, io mi dispero pensando che li avrei volentieri messi da parte per un volo interno Krabi-Bangkok. E poi divento nervosa e finisce che si litiga. Insomma: chi è uscito con me, si è sempre portato dietro una pseudo-fidanzata con la testa per i campi. Meglio evitarmi, no?

Non ha un lavoro stabile? Ovvio: l’ho lasciato apposta per correre dietro a una chimera, e così passo dalla gioia alla paura, più volte nella giornata, facendo impazzire il partner con lunaticismi e isterie (Ecco! Potevo starmene tranquilla e invece guarda come sono finita! (…) Però in effetti non voglio tornare alla mia vita di prima, che noia! (…) Ma non potevo nascere con un’altra testa, mannaggia a me?).

Ha sprecato la laurea e ha cambiato completamente carriera? Ho preso la laurea più inutile della storia, ho un master che non ho mai usato, e sono finita a fare una cosa che non centra nulla con i miei studi.

Ha scelto una vita di incertezza? Nulla di più vero: la certezza non l’ho mai voluta. Mi sta stretta come un guanto di tre misure più piccole della mano. Sono anni che vado dove mi porta il cuore. E questo non mi ha mai portato a casa di un ragazzo.

Lei non avrà mai bisogno di te? Sì. Dell’uomo al mio fianco ne faccio volentieri a meno. Non è per freddezza o egoismo: è che sono proprio fatta così. E’ la mia natura. Mi piace circondarmi di sconosciuti, di amiche e amici, di colleghe e colleghi, ma di un fidanzato proprio no. Mi stressa. Mi logora. Mi taglia a metà, e una persona a metà non può realizzarsi, nè sentirsi felice. Mia cugina sta bene con il marito e i suoi tre figli, mentre io sto bene da sola. Che male c’è?

Lasciala andare. Bisognerebbe dirlo, a tutti quei fidanzati che non lasciano libere le proprie ragazze di prendere il volo. Bisogna dir loro che tanto, prima o poi, il volo lo spiccheranno lo stesso: è solo questione di tempo. Il tempo di disinnamorarsi, poi stare insieme perchè si ha paura di stare da sole, poi perchè si pensa di amarlo ancora, poi per abitudine, poi per non farlo soffrire. Finchè capiranno che lui soffrirà lo stesso, perchè una leonessa in gabbia non può far felice nessuno.

It’s not easy to handle a free soul.

Non tutte le ragazze che viaggiano sono uguali. Sono sicura che là fuori c’è chi viaggia e riesce a stare in una relazione. E ci sono uomini a cui piacciono molto le ragazze con lo spirito gypsie. Tu cosa ne pensi? Un uomo può uscire con una ragazza che viaggia, oppure è meglio che ne stia alla larga?

A te la sentenza.

 

 

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27 Comments

  • Mary says: 06/02/2014 at 06:01

    Ho letto anche io quel post e non sono completamente d’accordo. Terzani diceva che felicità e libertà non possono andare di pari passo…per una volta non sono d’accordo neanche con lui :-). Avere a che fare con una persona che viaggia, uomo o donna poco importa, non è semplice per tutto ciò che hai scritto tu, ma è molto più interessante e stimolante. Ma quanti la pensano così? Nel mio caso, sono sempre stata etichettata come “troppo indipendente” e invece di esserne felici (perchè magari se sto con te è per puro piacere e non per bisogno, che è un gran sollievo, no!?) la vedevano come una cosa negativa! Forse solo due persone che hanno fatto lo stesso percorso di crescita personale (e il viaggio ti porta a questo) e condividono gli stessi valori di libertà, amore e certezza dell’incertezza possono stare bene insieme. Una rarità. Ho conosciuto una coppia bellissima, molto affiatati, entrambi viaggiatori…mi facevano un po’ invidia sinceramente. Durerà? Non lo so. Ma credo che condividere l’esperienza del viaggio e fare un pezzetto di strada insieme con la persona che ami, rimanga sempre la cosa più bella.

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    • Sunday Siyabi says: 06/02/2014 at 15:50

      Non è facile, per un uomo come per una donna, non temere la libertà dell’altro, e il suo essere indipendente. Si ha paura che la persona prima o poi scivoli via, e che sia più innamorata dei suoi viaggi (e della sua indipendenza) che del partner. Questo spesso succede quando uno dei due ha bisogno della dipendenza dell’altro; quando non sta bene da solo, ma solamente in coppia. Allo stesso tempo, non è facile mettere insieme due persone altamente indipendenti: ci vogliono equilibrio e maturità. Parlando di Tiziano Terzani, ho letto quasi tutto di lui. In un libro (o era il filmato “Anam – Il senza nome”?), ricordo che aveva detto che la sua fortuna era di avere una moglie molto paziente perchè più equilibrata di lui. Diceva che mentre lui era sempre in fermento, mai sereno, sempre in ricerca, lei stava bene dov’era. Una volta era a casa ed era accaduto qualcosa mi pare in Russia, lui era in fermento perchè a casa. Lei gli aveva detto “Adesso fai sta valigia e vai là!”. Ed era ripartito. Sono convinta che una persona irrequieta abbia bisogno di questo al suo fianco: di un partner equilibrato che lo lasci andare. Non è facile trovarlo, però. O forse è solo il destino.
      Io invece mi reputo ormai un caso patologico: con gli uomini non sono mai contenta, e passo dal bisogno di amore, troppo amore, al bisogno di stare da sola, sempre da sola. Ho un’irrequietezza del cuore che rispecchia il mio stile di vita. Ci convivo da anni, a volte con qualche acciacco.

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      • Mary says: 06/02/2014 at 16:20

        Hai ragione quando dici che non è facile non temere la libertà dell’altro, qualcosa che comunque ci spaventa. Credo di aver letto il pensiero di Terzani su felicità e libertà in “La fine è il mio inizio” quando parlava di ciò che aveva sempre sperato per il figlio e per la figlia…e nello stesso libro, parla del grande amore per la moglie spiegandolo con l’immagine bellissima dell’elefante attaccato al palo dal filo di seta..che può andarsene quando vuole con un piccolo strappo.
        Forse è vero che tutto accade quando deve accadere…quando siamo in equilibrio e non vogliamo nè troppo, nè poco, ma stiamo bene con noi stessi, ci sentiamo realizzati da soli, siamo contenti di essere dove siamo, tutto verrà da sè…non mi è ancora successo, ma voglio credere che sia così!

        Un abbraccio cara, mi raccomando! 🙂

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        • Sunday Siyabi says: 07/02/2014 at 19:40

          Anch’io voglio credere che sia così. Anche se temo che, nel mio caso, per stare bene con me stessa, sentirmi realizzata ed essere contenta di essere dove sono, ci vorrà almeno una seconda reincarnazione 😉 Abbraccio ricambiato di cuore!

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    • Sunday Siyabi says: 06/02/2014 at 15:35

      “A girl who travels has developed a deeper appreciation for life. (…) Find a girl who travels. Date her, and love her, and marry her, and your world will never be the same again”. Molto bello, grazie Sivia!

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  • Erica says: 06/02/2014 at 10:21

    Fantastico post :D, mi fa anche sorridere perchè in fondo nell’esagerazione secondo me c’é anche un pò di verità. Una cosa è certa, almeno per me: “insisterà per farti prenotare un volo ogni volta che una compagnia aerea metterà i saldi.” (confermo e sottoscrivo!) Aggiungo che anche se non ha una vita di incertezza, questo non la spaventa pensando al futuro, che non si preoccupa di dire sempre la sua e che non dipende da nessuno..vero. ma (perchè c’è sempre un ma)..la cosa più bella è condividere quello che sei, così come le nuove scoperte, ma anche i posti dove sei stata e ti hanno dato tanto con chi ami. magari tornarci di nuovo e attraverso il viaggio passare una parte di te (e qui in sostanza sono d’accordo con l’intervento di Mary sopra..alla fine siamo anche noi delle romanticone ;)).

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    • Sunday Siyabi says: 06/02/2014 at 15:57

      Concordo col tuo pensiero, e sì, siamo romantiche in fondo, basta andare oltre la corazza 😉
      PS. Bella la nuova grafica del tuo blog! Mi piace il font che hai usato per scrivere il nome del blog.

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      • Erica says: 06/02/2014 at 17:46

        Sull’irrequietezza in amore, capisco, l’ho provata per anni. Ma se trovi qualcuno, lo hai trovato. E in un modo tutto tuo/vostro e inspiegabile create un equilibrio. Non saprei definire come, ma giuro che si trova. Positivià, apertura, coinvolgimento sono essenziali. Magari chi sta con te, non è come te, ma si appassiona al tuo lato viaggiatore, aiutandoti e supportandolo (parlo per esperienza diretta). Allo stesso modo credo che il tuo compagno/a non possa accettare che vai via per molto tempo, credo sia incomprensibile agli occhi di chi resta. credo che una cosa è essere viaggiatori dentro, indipedenti, sognatori, pronti a qualsiasi esperienza di viaggio da soli o in compagnia, dedicarsi visceralmente alle proprie passioni, una cosa è decidere di passare la maggior parte della propria vita a viaggiare. Forse potremmo vederla da un altro punto di vista: se si desidera sempre andar via, magari non vale ancora la pena di fermarsi. Non c’è una vera ragione, come l’amore, per farlo.
        per il blog grazie mille!…sono work in progress, mi ci dedico di notte (quindi na tragedia), ma anche se ho latitato ti seguo 😉

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  • Mary says: 06/02/2014 at 15:40

    E- vero, molto bella la frase postata da Silvia! Grazie!

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  • Paolo says: 07/02/2014 at 14:07

    well….la ragazza che viaggia non ha una brutta malattia per cui è meglio starne alla larga. E’ una ragazza che viaggia, ne più ne meno di un ragazzo che viaggia.
    Credo che sia una categoria di varia umanità non omologata descritta per una scelta di vita del tutto personale, come gli scambisti o i neocatecumenali, all’interno della quale si trovano individui.
    Con rispetto potremo essere d’accordo o meno sulla scelta di vita, ma niente ci preclude di avere rapporti di qualsiasi natura che siano sentimentali, di amicizia, di lavoro se le persone ci aggradano.
    Credo inoltre che chi, senza cattiveria verso la nostra Adi, alterna dissuasori con paletti di avvicinamento e descrive il decalogo della perfetta viaggiatrice, in quel momento sta rinforzando le proprie scelte,
    è ancora in cammino verso la consapevolezza, o come dice qualche amico praticante verso la buddità.
    Sono sicuro che un viaggiatore ha più possibilità di un residenziale di trovare velocemente la consapevolezza di se.
    Per quello vi ammiro anche con un po’ di invidia.
    Un caro saluto
    Paolo

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    • Sunday Siyabi says: 07/02/2014 at 19:48

      Grazie Paolo per il tuo commento: scrivi benissimo e voglio riflettere sul fatto che chi scrive certi post rafforza le proprie scelte. Credo di averlo fatto anch’io in certi post, e sono sicura che lo farò ancora. In fondo, tenere un blog è anche fare autoanalisi.
      Non sono però così convinta che un viaggiatore trovi più velocemente la consapevolezza di sè, rispetto allo stanziale: la strada, in viaggio come a casa, è sempre impervia e in salita. Ma forse, in viaggio è più facile lasciar cadere le scorie di ciò che non siamo.

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  • Claudia Mengoli says: 13/02/2014 at 11:12

    Cara Elisabetta, trovo che i tuoi post siano di una leggerezza e di un entusiasmo ineguagliabili. Sei un bellissimo spirito libero.
    Direi che per un uomo sedentario e abitudinario può essere un vero stravolgimento innamorarsi di una ragazza che viaggia; però se quell’uomo inconsciamente è un uomo che ama viaggiare ed ancora ne deve prendere coscienza…la ragazza oi capelli scompigliati e stinti dal sole può davvero rendergli la vita un bellissimo luna-park pieno di luci.

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    • Sunday Siyabi says: 13/02/2014 at 21:12

      Grazie Claudia! I tuoi commenti sono sempre preziosi per me, ogni volta mi danno uno spunto per riflettere. E concordo con ciò che hai scritto 😉 Un abbraccio grande!

      Reply
  • melania says: 17/02/2014 at 23:50

    Io ho un lavoro fisso, sicuro, vicino a casa, una laurea conseguita a pieni voti. Sono circondata di persone che mi danno consigli gratuiti, mi dicono sposati, fai un figlio, non puoi continuare ad essere single…Ho cambiato tante città, lavori, amici, compagnie…e dopo 4 anni che sono ferma nello stesso posto avrei solo una gran voglia di scappare!! La routine non fa al caso mio, son sempre stata una testa calda, un po’ folle, assolutamente non ordinaria..
    Quando parlo di voler andare all’estero la gente non capisce…forse perché non è gente che viaggia?!

    Reply
    • Sunday Siyabi says: 18/02/2014 at 16:32

      Ciao Melania! Sai quante persone, nel mio bel paesino del torinese, avranno sparlato alle mie spalle del perchè non mi sono ancora sposata a quarant’anni, non ho figli, non ho voluto farmi una famiglia e sono sempre in giro per il mondo? Tutti, credo! Anch’io avevo tentato, in passato, di fermarmi. E anche oggi che sono in Oman da più di un anno ormai, la mia anima sta scalpitando. E sai perchè? Perchè se una persona è un garofano non può essere una rosa, non può vivere da rosa. Che ognuno si viva le sue pazzie e la sua straordinarietà come gli pare, che tanto alla fine di tutto, non ci sarà questa “gente” a chiederci “Sei stata felice?”.
      Il fatto che le persone che ti circondano non viaggino molto può essere uno dei motivi per cui non ti comprendono; ma c’è anche da considerare che non siamo tutti uguali: alcune persone stanno bene nel loro nido, altre non vogliono alcun nido, ma solo volare. Io appartengo a questi ultimi, e credo anche tu, per cui, se hai voglia di prendere di nuovo il volo, progetta un piano di fuga e vai!

      Reply
      • melania says: 18/02/2014 at 16:43

        Grazie del supporto!!A volte è davvero difficile far capire alla gente il perché si vuole scappare dalla stabilità,dalla sicurezza,da tutto ciò a cui molti aspirano…mi sento in gabbia..vorrei solo prendere il volo!!
        MOLLARE TUTTO E PARTIREEEE!!

        Reply
        • Sunday Siyabi says: 18/02/2014 at 19:50

          Io mi ero poi stancata, a un certo punto, di dover far capire, e ho preso e me ne sono andata lo stesso, con o senza approvazione 😉 Non c’è sensazione più brutta, forse, che sentirsi in gabbia, seppur dorata. PARTIIIIIIIIIII!

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  • Domenico says: 12/03/2015 at 01:01

    Alle persone che vi vogliono bene e che lasciate sole quando partite ci pensate mai? Viaggiare in continuazione non vuol dire cercare se stessi, ma pouttosto sfuggire a se stessi, un po’ come chi non riesce a prendere sonno e si gira e rigira nervosamente nel letto. Non ci vuole coraggio a vivere senza orari, senza regole, senza fissa dimora, senza affetti: occorre solo leggerezza. Non sono i viaggi ad aprire la mente, ma lo studio serio. Ma per voi la parola serietà ha solo l’eccezione negativa di pesantezza. D’altra parte viviamo nell’era del “vivi, godi e chi se ne frega”. E allora fate pure, i fiumi sono in piena: potete stare a galla.

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    • Eli Sunday Siyabi says: 13/03/2015 at 17:49

      Ciao Domenico, viaggiare spesso vivendo all’estero mi ha insegnato a non giudicare mai nessuno senza conoscerlo, senza sapere nulla del suo passato, della sua cultura, della sua personalità o la sua storia personale. Non direi mai con leggerezza ad una persona che è… leggera, senza conoscerla e giudicandola solo da un blog.

      Si può decidere di viaggiare e inseguire le proprie passioni senza dire “chissenefrega”, ma continuando ad amare la propria famiglia che è rimasta a casa e ti segue con amore, com’è il mio caso. Fortunatamente i miei genitori non sono soli. E mi hanno pagato gli studi universitari prima, e poi mi sono pagata io poi un master post-universitario, più le tante cose che ancora oggi faccio per tenermi aggiornata. Lo studio serio è stata la mia base per poi potermi dedicare al volontariato, alla cooperazione internazionale, ai bambini cui ho insegnato in varie parti del mondo.
      Tutto questo fatto con serietà.
      Il vuoto di pensiero è proprio solo di chi giudica senza conoscere.

      Reply
  • Domenico says: 12/03/2015 at 01:04

    Accezione, non eccezione. È soltanto un vuoto di pensiero questa smania di cose nuove.

    Reply
  • Domenico says: 13/03/2015 at 18:39

    Sono stato due anni con una ragazza che si è girata il mondo e, nonostante tutti mi dicessero di lasciarla stare, ho voluto pensare che girarsi il mondo non vuol dire nulla in fondo, che certi valori come volere bene a una persona fosse universale per chi viaggia e per chi è sedentario. Ma non è così. Chi viaggia non si fermerà mai e se ne fregherà di tutti.

    Reply
  • Mary says: 13/03/2015 at 19:03

    Credo che la forma più alta di amore sia proprio la libertà e se tu l’hai lasciata partire vuol dire che ci tenevi molto al suo benessere, una cosa sicuramente da ammirare.

    A volte mia mamma mi dice che sono egoista e che non penso a chi rimane e soffre. Certo che ci penso. E ho passato anche delle fasi di sensi di colpa. Poi ho capito che solo se sono felice e soddisfatta io per prima posso diffondere questa felicità anche alle persone intorno a me.
    Viaggiare ti cambia nel profondo, ti fa raggiungere nuove consapevolezze e può accadere che i sentieri di due persone che si sono amate si dividano in seguito a esperienze di viaggio intense, ma non per questo vuol dire che una persona se ne freghi dell’altra..

    Reply
  • Domenico says: 13/03/2015 at 19:10

    Lei è partita e basta. La vita non è fatta per fare i nomadi. Se lei teneva a me non partiva.

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 14/03/2015 at 15:34

      Io penso che la vita sia fatta per fare i nomadi se la propria indole è quella, e sia fatta per fare i sedentari se quello è ciò che si vuole. Non siamo tutti uguali. Evidentemente la tua ex ragazza amava più la sua libertà di te. Hai detto bene: se lei teneva a te non partiva. Se è partita nonostante tutto, è perché il richiamo di ciò che è, la sua natura, è più forte dell’amore che prova per te. Quindi meglio che sia partita, perché non sareste stati felici, nè tu nè lei. Non è giusto che ci si snaturi. Nè tu, nè lei.

      Reply
  • Valentina Zaira says: 19/09/2015 at 20:26

    Cara Eli, questo articolo mi ha fatto pensare molto. Ho solo 25 anni, ma mi chiedo già come sarà il mio futuro sentimentale, come coniugherò questo prurito che mi porta a viaggiare il più possibile con il mio animo romantico, la voglia di avere una famiglia un giorno. Credo che ora la mia priorità sia provare a trovare la felicità per me stessa, rendermi una donna migliore, per poter essere, un giorno, anche una mamma e una compagna migliore. L’anno scorso, come sai, ero fidanzatissima e ho scelto di partire per l’Argentina. Se tornassi indietro scegliere di nuovo i miei sogni al posto dell’amore, perchè la gioia di potermi realizzare e la soddisfazione di aver fatto un’esperienza unica sono sensazioni impagabili. Amo questo post perchè mi rimane dentro un grosso punto interrogativo: è vero che spesso i ragazzi sono intimoriti davanti a donne indipendenti e spiriti liberi. Ma è vero anche che io, da fan sfegatata di Jane Austen, credo nell’amore e SO che da qualche parte c’è qualcuno che mi amerà e che magari vorrà viaggiare con me. Ti mando un bacione in Nepal

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    • Eli Sunday Siyabi says: 21/09/2015 at 13:21

      Parole sante, Valentina!!
      Se ti sentivi di inseguire il tuo sogno di viaggiare e non l’amore, hai fatto bene a seguire il tuo cuore. Mai forzarsi a fare ciò che non si desidera davvero, che poi per la frustrazione che ne deriverebbe ce la prendiamo con il partner 😉
      Io non mi sono mai fatta tanti problemi: ho sempre trovato ragazzi che mi aspettavano, che mi sostenevano a distanza, e chi ha cercato di frenare la viaggiatrice che c’era in me alla fine mi ha persa.
      Non ho mai trovato un viaggiatore che partisse con me, invece: ma forse perché in fondo attiriamo ciò che desideriamo, e io non desidero viaggiare con nessun uomo al mio fianco.
      Hai 25 anni e tutta la santa vita davanti!! YOU ROCK!! 😀

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