EXOTIC STUFF, Sud-Est Asiatico 11

Exotic People: Thai Ladyboy

Thai Ladyboy 1

Aveva i capelli nerissimi, lisci e lucidi, lunghi a metà schiena, e pettinati con la riga a lato. Portava un rossetto lucido, eyeliner e mascara, e un vestito color crema senza maniche alla Jacqueline Kennedy, lungo al ginocchio, borsetta a righe grigie e rosa di Hello Kitty, ballerine in similpelle color crema e i peli sulle gambe. L’avevo incontrata a Koh Chang, un’isola della Thailandia. Le movenze erano accentuatamente femminili mentre mi illustrava sul suo computer l’interno del bungalow del resort sul mare, e notavo che parlava in inglese sostituendo tutte le “r” con le “l”: “This is youl luum” (This is your room), mi ha detto, scostandosi i capelli con un sorriso dolcissimo.

Thai Ladyboy 2

Quella sera abbiamo cenato in un locale di un signore austriaco sulla cinquantina, con quattro capelli unti legati in un codino, il quale, mentre gustavamo un delizioso piatto tipico preparato dalla moglie thailandese (spaghetti al ragù), ci ha intrattenuto con una conversazione interessante sui motivi per cui c’è chi lascia tutto per trasferirsi in Thailandia: “Per i thailandesi, fare sesso è una funzione corporale, come andare al gabinetto. Gli occidentali vengono qui a Koh Chang, e non a Phuket o Pattaya, perché le ragazze sono più naturali, più autentiche. A Phuket sono ormai delle professioniste, sono europee nel fare sesso, non più asiatiche. Non trovi più quello che trovi, invece, in queste isole. Le donne, qui, sono sia delle manager, sia super nel fare l’amore. Alcune donne, però, vedono l’uomo occidentale come un bancomat ambulante, un ATM con le gambe, e lo prosciugano. Ma non sono tutte così. Per loro, comunque, stare con un turista, e sposarselo anche, è un business, fa parte della vita.

L’Asia, o la si odia o la si ama. E se te ne innamori, non riesci più a tornare alla tua vita di sempre. La Thailandia è un paradiso per gli uomini, ma può esserlo anche per le donne. Conosco una diciannovenne inglese grassa, bruttina, che per tutta la vacanza ha girato con un bel ragazzo thailandese, muscoloso e con i capelli lunghi. Lei era felice, perché ha avuto almeno una chance nella vita.” Gli ho chiesto: “Ma quanto può essere felice, sapendo che per avere questo ragazzo al suo fianco, doveva pagargli tutti i giorni colazione, pranzo e cena?”. Ha risposto che io ho una visione del sesso da occidentale, impregnata dai sensi di colpa; qui la mentalità è diversa, nessuno ti fa sentire in colpa: è tutto normale.

Qui, però, inferno e paradiso sono come fratello e sorella. Se non ti comporti bene, se fai qualche cretinata, non ci pensano due volte a farti fuori. Tre nomi stanno spopolando tra i neonati: Bank, Beer e Mafia”.

Intanto, la nostra Ladyboy sta cantando “No woman no cly” (sì, con la elle) di Bob Marley. Guardatela: non sembra affatto un uomo, vero? Splendida.

Thai Ladyboy 3

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11 Comments

  • Pe says: 05/05/2013 at 00:07

    A Bangkok avevo visto una pubblicità di un negozio di abiti da sposa: ragazza thai bellissima in abito bianco con uomo europeo grasso, vecchio e pelato. Sul manifesto c’era una sola scritta Happiness. Perfettamente in linea con quello che hai scritto!

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    • Sunday says: 05/05/2013 at 06:55

      … se la ragazza era bellissima, sicuramente era un ladyboy. Mi hanno detto che se sono troppo perfette, sono senza dubbio uomini. Molti dei frequentatori della Thailandia per assaggiare le gioie del sesso, poi le scoprono proprio coi ladyboy. Tornando a casa e dicono agli amici “Si è spogliata ed era un uomo, sono scappato!”. Figurati se è scappato 😉

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  • a says: 05/05/2013 at 11:57

    Impressionante.
    Quel che mi fa sentire triste è il pensiero delle giovani “teen agers” che sono invece costrette e rese schiave dagli uomini. Il dio denaro sembra avere la meglio; ma fino a quando?

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    • Sunday says: 05/05/2013 at 12:37

      Sono d’accordo. Però, molte di loro non sono costrette dagli uomini, bensì schiavizzate dal denaro. Quando lavoravo in Albania, nel 2002, le ragazze venivano rapite fuori dalla scuola, o comprate con l’illusione di poter venire in Italia a fare le modelle o le cameriere, e poi messe sulla strada. Dopo molti anni le cose sono cambiate: di quelle che partono per l’Italia, molte sanno benissimo cosa verranno a fare. I soldi fanno fare tutto. E’ ovvio che questa non è la regola: in Cambogia tante ragazze (cambogiane o vietnamite) vengono tenute come schiave: consiglio il libro “Il silenzio dell’innocenza” di Somaly Mam.

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  • simona says: 06/05/2013 at 15:00

    L’anno scorso sono andata a trovare mio fratello che vive a Phuket e una sera ha voluto farmi vedere un classico dell’isola: Patong. Siamo andati a bere in un bar dove ballavano ragazze bellissime, e dico Ragazze perché ne avevano l’aspetto e le movenze, femminilità con la F maiuscola! E lì ho scoperto che la Thailandia ha uno stile tutto suo anche nella prostituzione, che viene vista (non sempre, ma il più delle volte) come una tappa passaggera della vita, funzionale ad esempio a pagarsi l’università, e che non contempla la parola “sfruttamento”, in quanto la maggior parte dei lady boy sono i manager di se stessi.

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    • Sunday says: 07/05/2013 at 05:41

      Interessante!

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  • Nick says: 08/05/2013 at 09:15

    Ciao a tutti da Bangkok! E’ un dato di fatto che la Thailandia e’ una societa’ molto piu’ permissiva in fatto di gusti e tendenze sessuali. Vivendo qui si impara molto presto che il mondo non e’ solo bianco o nero ma in realta’ ha una notevole quantita’ di colori in mezzo. Questo si rispecchia anche sull’espressione dei gusti sessuali di ognuno, in un qualsiasi posto della Thailandia e’ facilissimo imbattersi in persone, che nella vecchia europa sarebbero perfettamente segregate e relegate in un angolo della societa’, come ladyboy ed omosessuali fare lavori normalissimi. Qui il sesso, per fortuna, non e’ visto come qualcosa di sporco ma e’ una cosa normale. Certo poi c’e’ il discorso della prostituzione e del sex business ma qui andiamo a parlare di tutt’altra cosa…

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    • simona says: 08/05/2013 at 15:40

      è vero, l’apertura mentale della Thailandia è un esempio per tutti. In quale altro paese il transessuale entra di diritto in ogni soap opera e ha un bagno dedicato in molte scuole? 🙂

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    • Sunday says: 10/05/2013 at 06:27

      Grazie Nick e Simona: è proprio vero che il mondo ha una varietà di colori di mezzo che lo rendono interessante e affascinante.
      Quando ero in Cambogia, ricordo di aver letto un articolo interessante su un quotidiano locale che parlava del problema incontrato da una nota compagnia aerea per l’assunzione del personale di volo. La compagnia delineava infatti le caratteristiche che hostess e steward devono avere per meglio trattare con i passeggeri. L’articolo sottolineava la difficoltà di valutare i ladyboy che si presentavano ai colloqui: bisogna valutarne le caratteristiche di sensibilità femminili, o di vigore maschile? Perchè per le donne e per gli uomini avevano una lista diversa di caratteristiche che dovevano possedere per essere assunti: dove far rientrare il ladyboy?

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  • MammaInOriente says: 13/05/2013 at 18:12

    Io vivo a Pattaya e qui ci sono sì tanti Lady Boy che lavorano nei bar, ma ce ne sono altrettanti che fanno lavori normali, come la commessa o l’estetista. E
    nessuno si meraviglia. Qui sono persone assolutamente normali come gli uomini o le donne. Non so se sia vero, ma mi è stato raccontato che sono le madri stesse, quando notano qualche tendenza femminile nei loro bimbi, ad iniziare a vestirli e pettinarli tranquillamente da femmine. Ed è vero pure che qui il confine fra uomini e donne, anche esteticamente, è molto labile. Spesso nel mio quotidiano incontro persone, non lady boy, ed ho difficoltà a capire se sono maschi o femmine.

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    • Sunday says: 15/05/2013 at 04:45

      “E nessuno si meraviglia”. “Qui sono persone assolutamente normali”. Questa accettazione del diverso fa sì che quando si arrivi in Thailandia, ci si senta meglio. Una sensazione di rilassatezza mentale che ho provato solo nel Sud-Est Asiatico.

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