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Come Essere Più Felici (Pur Non Avendo Soldi o Carriera)

Quest’anno ho passato il capodanno in piena solitudine, qui nel mio appartamento a Muscat. E’ stata una mia scelta: volevo riflettere su come stava andando la mia vita, dal giorno in cui ero partita ad oggi. La mattina del 1 gennaio mi sono svegliata con la sensazione che non stavo più facendo nulla per gli altri. Mi sono resa conto che, da quando ero tornata da quell’anno di volontariato in Cambogia, sono sempre stata concentrata su me stessa, sulla mia realizzazione personale, senza più donarmi agli altri, nemmeno un po’. E la mia vita, qui, è diventata arida.

Come tutte le cose, anche questa non è arrivata per caso, bensì proprio quando ne avevo bisogno. La mattina di capodanno, una mia amica su Twitter mi mandò il video che potete visionare qui sopra. Guardatelo, e poi continuate la lettura di questo post.

—–   PAUSA   —–

Toccante, vero? Toccante e veritiero: quando si dà gratuitamente, senza chiedere nulla in cambio, senza doppi fini, tutto ritorna indietro. L’ho provato sulla mia pelle diverse volte, e la prima fu quando feci un’esperienza di volontariato in Madagascar, nel 2001, per due mesi. Non avevo un lavoro, facevo solo delle supplenze saltuarie nella scuola, e solo di qualche giorno; quel poco che guadagnavo mi andava più che altro nel trasporto e nel mangiare. Quell’anno venni a sapere che una suora in una missione sperduta di Fianarantsoa aveva bisogno di un aiuto per un paio di mesi. Mi offrii senza esitazione. Una coppia generosa, amica della suora, mi pagò il biglietto aereo (mi vergognavo di questo, ma non avevo davvero soldi, a quel tempo), e mi imbarcai per l’isola dei lemuri e dei baobab, col cuore grande e il portafogli vuoto.

Durante quei due mesi detti tutto ciò che potevo, e prima di Natale tornai a casa, senza un soldo ma felice. Dopo pochi giorni mi chiamò il dirigente di una scuola: mi offrì una supplenza da gennaio fino alla fine dell’anno scolastico, per sostituire un’insegnante in malattia.

Quando si dà, poi si riceve. Non bisogna temere di rimanere senza niente, di sprecare il proprio tempo, di lasciarsi andare. Il bene che si fa, poi torna indietro sotto altre forme.

La missionaria italiana Annalena Tonelli aveva affermato: “Se Dio mi darà vita devo andare più lontano, dove gli altri non vogliono andare”. Non è importante credere in Dio, praticare gli insegnamenti del Buddha o non credere affatto: la gratuità paga, e il dare deve fare parte del nostro percorso di vita. Ho visto poche persone davvero felici come lo fu Annalena Tonelli.

Andiamo dove gli altri non vogliono andare: non si perde nulla, se non le scorie di ciò che non vorremmo più essere. Cominciare a cambiare vita con un’esperienza di volontariato, può essere un bel modo per un nuovo inizio.

Questo post è dedicato ad A., uno dei primi lettori del mio blog, uno dei primi che vi lasciò un commento, più di un anno fa. Allora era in crisi, proprio come me prima di decidere di mollare tutto. Dopo un anno di patimenti, pur senza soldi, e con tutti contro, A. è partito: in questo momento è in Etiopia.

Giving is the best communication.

Volontariato Kenya

Per la prima volta “too happy to be homesick” in Kenya, 1999

 

Tieni sempre conto del fatto che un grande amore e dei grandi risultati comportano sempre un grande rischio.

– Dalai Lama

 

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15 Comments

  • Laura says: 21/01/2014 at 09:06

    Sei una grande! Buongiorno e buona giornata! :*

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    • Sunday Siyabi says: 21/01/2014 at 10:45

      Grazie di cuore Laura, buona giornata anche a te 😀

      Reply
  • Luciano says: 21/01/2014 at 09:30

    Come si dice: quando ci si mette il Cuore.
    Grazie per aver condiviso con noi lettori queste tue meravigliose Emozioni.

    I nostri genitori, che hanno una grande influenza emotiva su di noi, nella loro debolezza vorrebbero fare in modo che noi siamo contenti. Cioè che ci accontentiamo.
    MA ACCONTENTARSI SIGNIFICA CADERE NELLA MEDIOCRITÀ – NON HA NULLA A CHE FARE CON LA FELICITA’.

    La felicità implica la messa a frutto del nostro talento. Solo così possiamo vivere con passione, provando quella continua ebrezza di dolore e amore che CI FA SENTIRE VIVI.

    Il Talento riguarda la Missione che ci è stata assegnata.
    Per proteggerci dall’orgoglio, Chi ci ha creato ha fatto in modo che siamo ciechi di fronte al nostro Talento.
    Se NON mettiamo a frutto il nostro Talento viviamo in un continuo stato di insoddisfazione, che sfocia nella ricerca di inutili panacee (shopping, …) e spesso anche la depressione.

    Chi ci vuole bene (cioè che vuole il nostro bene) dovrebbe essere costantemente impegnato a rilevare il nostro Talento, spingendoci a metterlo a frutto. Perché noi non lo vediamo il nostro Talento. Lo vede solo chi si interessa a noi e alle nostre vere risorse interiori, e non all’apparenza.

    Un Affettuoso saluto:)

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    • Sunday Siyabi says: 21/01/2014 at 10:51

      Luciano, mi piace moltissimo questa tua riflessione, che condivido in pieno. Ho sempre pensato anch’io che siamo venuti al mondo con un talento particolare, tutti quanti, e quando riusciamo a tirarlo fuori e metterlo a frutto, è lì che troviamo la nostra felicità. Se siamo fortunati, questo talento diventa anche un lavoro, e allora lavorare è una gioia. E’ proprio vero: se non mettiamo a frutto il nostro talento, siamo perennemente insoddisfatti, ci manca sempre qualcosa. Io mi sono sentita così per anni. E ancora oggi, non è che lo stia mettendo a frutto in pieno, e infatti ancora la felicità piena non l’ho raggiunta. Ma almeno mi sono messa in cammino.
      Auguro a chi legge di mettersi in cammino verso lo sviluppo pieno dei propri talenti, del motivo per cui è venuto al mondo.

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  • Daniela Gallucci says: 21/01/2014 at 13:27

    Bellissimo questo post. Ogni tanto e’ giusto ricordarsi il perche’ delle nostre scelte e riprendere la giusta direzione..La penso esattamente come te sul chi da poi riceve,e ti dico di piu’ e’ stato mio marito che come sai e’ del Kenya ad insegnarmelo. Lui non ha mai avuto niente ma ha sempre dato tutto! Un augurio per tutto, a presto!

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    • Sunday Siyabi says: 21/01/2014 at 13:53

      Grazie Daniela. E’ proprio vero: chi non ha niente, è spesso chi ci insegna a dare di più. Qui in Oman ho l’esempio di un amico omanita che non è per niente ricco, ma ogni volta che beve un tè o compra qualcosa al fast-food, lascia sempre più soldi a chi l’ha servito. Una mancia che gli viene dal cuore. E tutto gli torna sempre indietro. Auguri anche a te per la tua vita in Olanda!

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  • concetta says: 21/01/2014 at 21:56

    Bellissimo post,mi hai strappato le lacrime.Quando si è da soli le scelte,le decisioni,che si possono fare sono tante.Non sai quante cose avrei voluto fare nella mia vita,ma i freni che mi hanno messo sono stati molti.Da tempo ho deciso di cambiare la mia vita,spero solo di farcela.
    Concetta

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    • Sunday Siyabi says: 22/01/2014 at 14:02

      Ciao Concetta, è vero, quando si è da soli, gli unici vincoli che abbiamo sono quelli che crea la nostra mente. Mi dispiace leggere che i freni sono stati gli altri a metterteli, ma aver deciso di cambiare la propria vita è già il primo passo verso una nuova realizzazione di sè. Vedrai che ce la farai! Metticela tutta.

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  • MammaInOriente says: 23/01/2014 at 04:57

    La tua esperienza in Madagascar deve essere stata una di quelle che ti segnano per tutta la vita. Dare per dare senza aspettarsi niente in cambio. Invece in cambio avrai sicuramente avuto tanto, qualcosa non fatto di materia, ma di sorrisi, gioia, lacrime e forza. Mi dispiace che nella mia vita non ci sia stata un’esperienza del genere, ma chissà forse quando i figli saranno grandi ci sarà il tempo anche per questo. Buon proseguimento!

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    • Sunday Siyabi says: 23/01/2014 at 09:25

      Ciao! Sì, tutte le esperienze di volontariato fatte (tre, ad oggi) mi hanno dato più di quanto abbia dato io, e sono sempre tornata cambiata, un cambiamento ogni volta diverso e irreversibile.
      Ti auguro di poter fare un’esperienza simile, prima o poi! Con figli sistemati o no: non possiamo mai prevedere nulla, la vita a volte ci mette le esperienze proprio lì dove (e quando) non ce lo aspettiamo.

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  • Stefania says: 24/01/2014 at 01:51

    Giving is the art of living, diceva Yogi Bhajan. Ma anche senza che ce lo dica uno yogi, basta dare incondizionatamente per sentire una carezza sul cuore… Bello leggere chi ne sa qualcosa! 🙂

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    • Sunday Siyabi says: 24/01/2014 at 08:48

      Bella l’affermazione di Yogi Bhajan, grazie Stefania 😀

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  • giuseppe says: 14/02/2014 at 09:45

    grazie Sun, oggi è una bella giornata, e non solo perché è tornato il sole dopo giorni di pioggia (basta aspettare, vero?), ma perché ero triste stamattina con i miei pensieri, e leggendoti mi hai ridato il respiro (diciamo che ti ho usata proprio come una buona medicina). Grazie, spero di aver modo di ricambiare, ciao

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    • Sunday Siyabi says: 15/02/2014 at 10:33

      Buongiorno! Spero che oggi tu stia bene come ieri. Sì, per il sole basta avere la pazienza di aspettare 🙂 Che bello, essere una buona medicina per gli altri, grazie Giuseppe!

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  • Laura says: 26/12/2014 at 06:54

    Un brivido dietro la schiena ogni volta che leggo. Ecco tu sei una guru x me, se i guru davvero esistono…
    ogni volta un insegnamento nuovo, ogni volta inoltro le tue pagine alle altre persone. Il messaggio passa di sicuro, e’ veramente profondo dio’ che scrivi. Tocchi i cuori piu induriti te lo garantisco! se uno non crede nei sogni tu lo aiuti a crederci! Grazie immensamente amica mia

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