About me

Anno sabbatico. Anno di aspettativa. Career break. Gap year. Era da un pezzo che avevo in mente questa idea. Stanca di svegliarmi al mattino e avere già il muso lungo; di andare al lavoro e, in macchina, sognare di essere da tutt’altra parte; di ritrovarmi il lunedì a contare già quante ore di lavoro mancassero al venerdì – a volte contavo le ore, altre anche i minuti. E alle cinque del mattino ero già sveglia a guardare il soffitto, pensando a un modo per inventarmi una seconda vita.

Il lavoro che facevo non mi piaceva più: ormai non ci mettevo più passione. Lo stomaco mi doleva come dieci stomaci che dolgono. Il tavolo del mio studio era sommerso da libri e ritagli su temi vari e affatto ripetitivi: cambiare vita, mollare tutto, io viaggio da sola, nomadi digitali, location independent, diventa ciò che sei, scegli di essere felice. E un nodo scorsoio mi prendeva la gola ogni volta che lo sguardo mi cadeva su quel ritaglio appeso al muro da almeno un paio d’anni: Se hai un sogno, perchè aspettare?

“Sei fortunata ad avere un posto di ruolo nella scuola pubblica! Devi ringraziare! Sai quanti vorrebbero essere al posto tuo! I creativi muoiono di fame!”. E ancora: “Sempre a voler rompere le regole, tu! Non puoi mai essere come tutti gli altri!”. Vi dice niente? Era arrivato il momento di reagire, di trovare la mia strada senza lasciare che fossero gli altri a impormela. Non volevo svegliarmi a cinquant’anni e accorgermi di non aver vissuto come avrei voluto.

Ci ho messo quarant’anni a capire che cosa non voglio. Io non sono il mio curriculum: sono più di ciò che offro nel mio cv. Il fatto è che io sapevo benissimo cosa dovevo fare: ho solo ascoltato quella voce. E sono partita.

Il giorno in cui ho portato la richiesta di un anno di aspettativa al dirigente della mia scuola, il cuore mi batteva come mille cuori che battono. Starò facendo la cosa giusta? Ho bussato alla sua porta, le mani mi tremavano mentre mettevo nelle sue l’agognata domanda. “Lei sa che così si blocca la carriera, e quindi la pensione, vero?”. Non feci in tempo ad aprire bocca (peraltro asciutta come il deserto del Gobi) che la risposta se la diede da solo: “Conoscendola, credo proprio che se si prende un anno di aspettativa, è perchè di questa carriera le importa poco”.

Il mio dirigente aveva capito tutto. E quel giorno, notando che alla sera il nodo in gola e il brucione allo stomaco erano miracolosamente scomparsi, una cosa l’avevo capita anch’io: l’andare controcorrente mi aveva fatto tornare la voglia di vivere. Perchè adesso ero finalmente libera di essere me. Libera di poter offrire il mio contributo al mondo facendo ciò che amo: viaggiare e scrivere.

Da allora sono in viaggio; un viaggio lento. Non sono una backpacker, una zaino in spalla. E chi ha mai avuto uno zaino? Le mie valigie sono sempre ammassi su rotelle di vestiti-cosmetici-scarpe-libri-taccuini-astucci-quaderni-macchinafotografica, e l’inseparabile netbook bianco.  Se mi cercate in un aeroporto, sono quella con mille borse penzolanti da ogni arto, e un bagaglio a mano scampato al controllo del check-in.

Mi piace affittare una casa, un bungalow o una stanza, da cui partire all’esplorazione dei dettagli. I grandi monumenti non mi interessano: io cerco il particolare, il dettaglio imperfetto. L’anima di un luogo non si trova dove si ammassano i turisti.

Se la Lonely Planet consiglia una piazza, io posso anche incamminarmi verso quella piazza, mi armo anche di cartina e buone intenzioni,  ma puntualmente non ci arrivo mai: accade, infatti, che adocchi un vicolo losco, un bar dall’aria sinistra o una strada poco frequentata,  ed è più forte di me: ci devo andare. Così vengo risucchiata dal vortice, e addio piazza. Anche perchè, di solito, non so più dove sono finita.

Capita anche che incontri personaggi interessanti. Come quella volta in cui, a Yangoon, conobbi un ragazzo birmano e lo seguii nelle sue faccende quotidiane: della città non vidi nulla, però finii tra le creste di una riunione clandestina di punk.

I taxi e le macchine mi danno l’orticaria: meglio una moto, un autobus, un treno o un risciò, dove la mente può vagare in pace e la gente ti si accalca addosso, e tu puoi sentire gli odori di una città e sentirti nel mondo. Un quartiere o una via vanno respirati, sentiti, abbracciati. Anche quelli brutti. Anzi, soprattutto quelli brutti: il bello è noioso. Il brutto è interessante. E ne trovo sempre l’angolo felice.

Una città appare così depressa che non vuole andarci nessuno? Ci vado io. E poi ve la racconto. A Phuket preferisco Phnom Penh. A Shangai, Ningbo. A Londra, Tirana. In certi luoghi, salite su un autobus cittadino (meglio se in cattivo stato), e restateci fino al capolinea: ne uscirà un romanzo. 

Adoro imbarcarmi su un aereo, soprattutto di una compagnia di bandiera. Osservate con attenzione ciò che accade intorno a voi durante il volo: è il compendio del paese che si sta andando a visitare, il sunto di vizi e virtù che troverete ad accogliervi all’arrivo. Ma è proprio lì, tra quei vizi e virtù, tra tutti quei dettagli imperfetti, che mi accade di svegliarmi la mattina e sentirmi a casa. Felice. In fondo, come disse Cicerone, la patria è dove si sta bene.

 

“We travel, some of us forever, to seek other states, other lives, other souls.” ― Anaïs Nin, The Diary of Anaïs Nin

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Sono Elizabeth Sunday Anne. Sono italiana. Sono di Torino. In realtà provengo da un paesino della campagna torinese, che quando lo vedi non puoi che pensare “Ecco perchè si è data alla macchia”. E in realtà il mio nome è la traduzione italiana di questi tre. Però non so da voi, ma a casa nostra ci siamo sempre dati i nomignoli più ridicoli e imbarazzanti, che variano a seconda delle  situazioni (e non risparmiano cani, gatti, amici e parentado). E fu così che un giorno in cui – tanto per cambiare – avevo la valigia in mano e stavo per partire per una nota località anglosassone, mia sorella ebbe il lampo di genio di dire “E chiama quando arrivi, Elizabeth Sunday Anne”. Da allora quel nome viaggia con me, insieme alla mia valigia. E non pensate che sia meno importante: gli ultimi due nomi appartenevano alle mie nonne, dalle quali ho preso l’ostinazione, l’energia e quel pizzico di follia (in famiglia la chiamano affettuosamente demenza) che non può mai mancare in una viaggiatrice bizzarra.

219 Comments

  • daniela says: 29/11/2012 at 10:16

    ma allora è tutto vero! Ce l’hai fatta! Sono veramente orgogliosa di te. brava!
    Ti voglio bene, pazza girovaga

    Reply
    • Sunday says: 29/11/2012 at 13:10

      E’ tutto vero! Viva la vita, soprattutto quando si sceglie di essere felici dopo tante incertezze. E tu, a quando questo passo? 😉

      Reply
      • marina says: 03/12/2013 at 22:29

        ..e riesci a trasmettere la tua gioia di vivere anche agli altri !!!!!! Questo l’ho visto con i miei occhi…sei FORTEEEE !!!!

        Reply
        • Sunday says: 05/12/2013 at 09:16

          Grazie Marina!! Che piacere! 😀

          Reply
    • Carlo perissinotto says: 11/09/2015 at 19:24

      Quest in erno vorremmo passare una decina di giorni in oman. Affitare un 4×4 e fare( via strada non piste) il deserto è un problema? Io ho una diacreta esperienza di deserti in moto fuoristrada ma cpn una auto sola preferisco le strade o piste ben battute. Hrazie

      Reply
      • Eli Sunday Siyabi says: 13/09/2015 at 09:20

        Ciao Carlo,
        non ci sono strade o piste nei due deserti dell’Oman (Ash Sharqiya Sands-Wahiba e Rub Al Khali), per cui è altamente sconsigliato avventurarsi da soli in quanto se si rompesse qualcosa o rimanessi impantanato nella sabbia, rischeresti che vi troverebbero un mese dopo…

        Reply
  • maria grazia says: 30/11/2012 at 11:11

    Complimentissimi!!!! Ti faccio i miei migliori auguri viaggiatrice bizzarra e molto molto coraggiosa! Realizzare i propri sogni paga…. e anche molto… brava!! 🙂 Splendida cronaca

    Reply
    • Sunday says: 01/12/2012 at 02:35

      Grazie! I complimenti aiutano ad andare avanti con slancio 😉 e a continuare a credere nei propri sogni e desideri. Essere se stessi paga.

      Reply
  • raffaella luca andrea says: 02/12/2012 at 18:45

    We love you!

    Reply
    • Sunday says: 03/12/2012 at 08:11

      Ah ah!! 😀

      Reply
  • wonder psy says: 03/12/2012 at 17:38

    Voglio uno spigolino, piccino piccino nella valigia dei sogni…
    Brava!!!!!!!!!!!!!!!

    Reply
  • Sunday says: 04/12/2012 at 08:56

    C’è sempre posto nella valigia dei sogni per la mia Wonder Psy 🙂

    Reply
  • stefania says: 05/12/2012 at 21:27

    eh si…mancavano gli ultimi due passaggi
    Sono pronta, partiamo!!!
    Ciao splendore

    Reply
  • Sunday says: 06/12/2012 at 03:05

    Ciao Stefi! Brava, vedo che stai diventando tecnologica: welcome! 🙂

    Reply
  • raffaella says: 06/12/2012 at 08:49

    “Senza una famiglia, l’uomo, solo nel mondo, trema di freddo.”
    (Andrè Maurois)

    Reply
  • Sunday says: 06/12/2012 at 17:54

    Che citazione intensa! Grazie. Infatti, sono partita per il mondo, ma nella mia valigia la famiglia ci è entrata, volente o nolente (volevo, volevo!) 😉

    Reply
    • dolores says: 10/08/2016 at 16:24

      ke fantastica sei tu,
      Grazie di Cuore x tutto questo.. mi dà La Prosec uzione di FORZA:Volontà, x quel Miracolo ke ho, continuo, a Kiedere (sì, con la K, + intenso..) x mia MAMMA AURORA – TRIESTE – !! post ictus, ferma gambapiede, bracciomano DX e !!! VOCE .
      La !!FAMIGLIA , già.. GIOIE E DOLORI, X ..DESTINO.., in questa, mia Vita .
      uno splendido Abbraccio, sorridendo… Amerei i viaggi e insieme, a quella .., splendida Anima che già Cammina volrendomi INcon
      trare, Sorridendo e RiccaMente . ciao Buon Tutto a Te, il mio saluto bello alla tua Famiglia, in casa e in valigia, tuo Cuore…
      Belliss. i POSTI .. grazie do. 10.8.2016 BUONE STELLE E DESIDERI Buoni Cieli e terre……

      Reply
      • Elizabeth Sunday Anne says: 31/08/2016 at 15:42

        Grazie Dolores!! 🙂

        Reply
  • khalid oman says: 10/12/2012 at 23:16

    hi ellzabetaaa

    Reply
    • Sunday says: 11/12/2012 at 04:05

      Hi Khalid! Happy to see you visited my blog 🙂

      Reply
  • andre says: 11/12/2012 at 15:31

    ma finito l’anno di aspettativa che fai rientri??

    Reply
    • Sunday says: 11/12/2012 at 18:12

      La vedo dura rientrare, Andre! Dopo aver vissuto in mezzo mondo, conosciuto culture, paesi e profumi, ed essermi sentita bene e felice, non mi rivedo più nè a tornare nella scuola pubblica, nè tantomeno nel mio paesino sperduto nella campagna piemontese. Dovrei avere il coraggio di lasciare il “posto fisso”. Intanto luglio 2013 è ancora lontano. Dico solo che quando si trova la propria strada e il proprio talento, bisognerebbe avere il coraggio di fregarsene di tutto il resto.

      Reply
      • andre says: 12/12/2012 at 08:15

        Immaginavo una risposta del genere..Vorrei fare lo stesso.
        Have a gorgeous day.
        Andre

        Reply
        • Sunday says: 12/12/2012 at 08:33

          Fallo!
          Have a sunny day 😀

          Reply
          • andre says: 12/12/2012 at 08:57

            I would but I can’t. I have to maintain a wife and a daughter. Could you imagine as I would do becoming a kind of homeless? Anyway I continue travelling although virtually but is hard riding my shabby desk.
            I have also thought to create a kind of humanitarian mission but I’m too shy for asking money around. I don’t give up.
            Si oggi è sole è in splendida forma e il tuo tepore scioglie il ghiaccio, spero anche le mie angoscie..(:))

          • Sunday says: 12/12/2012 at 11:26

            I’m sorry about your situation, Andre. Continue riding your desk, although shabby: I’m pretty sure something will happen, sooner or later, and you will have the opportunity to change something in your life. For good. If setting up a humanitarian association is your dream, you can always find a partner who will do the fund-rising part for you. Ti consiglio la lettura di uno dei libri che mi ha fatto prendere la mia decisione: “Puoi fidarti di te” di Raffaele Morelli. A me era stato di grande aiuto. Soprattutto quando si ha bisogno di tepore per sciogliere le proprie angoscie. Vedrai! 🙂

  • anna e4u says: 11/12/2012 at 16:54

    Thumbs up, my dearest!
    You did an amazing job!

    Reply
    • Sunday says: 11/12/2012 at 18:13

      Thanks Anna! 😀

      Reply
  • mauro says: 18/12/2012 at 18:37

    Finalmente………….LIBERAAAA!!!!
    Libera di essere con te stessa
    Libera di aprire il tuo cuore alla emozioni
    Libera di vivere come hai sempre deisderato.
    Ti ho conosciuta in Kosovo………..eri speciale,
    e adesso sei deliziosamente “TU”
    Che l’aria che ti circonda ti riempia l’anima di vita!!!!
    Ciao & kisssss dolce “Flap Flap”

    Reply
    • Sunday says: 18/12/2012 at 18:49

      Grazie Mauro!! Che bella sorpresa le tue parole! Ne ho fatta di strada, eh, dal lontano Kosovo 🙂 Mi sembra sia passata una vita da quando ero là sepolta da due metri di neve a Prishtina, e voi Carabinieri mi avete accolta la sera di capodanno a cenare con voi. Solidarietà indimenticabile tra italiani in missione per le vie del mondo (purtroppo) in guerra. PS: Nessuno mi ha più chiamata Flap Flap perchè Eli ricorda l’Eli-cottero 😀

      Reply
  • patrizia says: 27/12/2012 at 17:59

    ciao sono patty, la moglie di mauro…che dire…sei semplicemente fantastica. leggendo le tue parole fai venire voglia al omdo intero di copiare il tuo stile di vita, non nascondo che noi lo abbiamo pensato, ma il passo è molto IMPORTANTE e abbiamo qualche resposabilità al momento, ma…..ti seguiremo ovunque andrai e..non si sa mai….la voglia di conoscerti è tanta
    un grosso abbraccio a presto

    Reply
    • Sunday says: 28/12/2012 at 21:41

      Ciao Patty! Grazie per le tue parole, mi hanno commossa. Eh sì è un passo importante, e quando si hanno delle responsabilità non sempre si può lasciare tutto e partire. Però, magari, un giorno… Seguitemi qui sul blog – al momento sono in Iran e sono ferma perchè o non ho connessione a internet, o sono in giro a esplorare 🙂 Prometto di rimettermi in riga al più presto. Quando torno voglio conoscerti! SE torno, altrimenti venite voi 😉

      Reply
      • patty says: 30/12/2012 at 21:50

        contaci 🙂

        Reply
  • raffaella says: 30/12/2012 at 18:21

    “Gli uomini non sono prigionieri del destino, ma prigionieri delle loro menti.”
    F.D.Roosevelt

    Reply
    • Sunday says: 31/12/2012 at 05:47

      Mmh… interessante… la mia mente è una gabbia pure lei, come la mia carriera, allora?

      Reply
  • patty says: 31/12/2012 at 08:26

    buon anno a te che sei lontana e non festeggi…noi saremo in ambulanza a “salvare vite”..in realtà a raccogliere ubriachi…..
    buon 2013 a presto

    Reply
    • Sunday says: 04/01/2013 at 19:03

      Buon anno! Quanti ubriachi avete raccolto?

      Reply
  • andre says: 31/12/2012 at 08:54

    Luce dona alle menti mi viene da dire. Senza la quale siamo si, prigionieri di una mera materialità

    Reply
    • Sunday says: 04/01/2013 at 19:04

      Grazie Andre, un bell’augurio per un nuovo anno che si spera sia quello decisivo 😉 Spero tu stia bene!

      Reply
  • patty says: 07/01/2013 at 09:11

    ciao nessun ubriaco per fortuna…abbiamo finito alle 2 per dare il cambio agli altri equipaggi…..poi tornati a casa in mezzo alla nebbia…ieri siamo andati ad un centro di monaci tibetani diretto dal lama gangchen esperienza bella e commuovente quando ci ha messo la sciarpa intorno al collo e stretto le mani…mauro era commosso…chissà se troveremo la via giusta??
    cmq buon anno ancora e pronti a lottare
    tu che fai di bello? un bacio

    Reply
    • Sunday says: 07/01/2013 at 14:15

      Bene per i non-ubriachi, e bene anche per l’esperienza tibetana: abbiamo bisogno di spiritualità in questa vita, per non perderci nel vuoto che spesso ci circonda. Cosa faccio di bello? Sono appena rientrata dall’Iran e dunque in pieno shock da rientro in un paese governato dai petroldollari. In questo momento sono in un caffè vicino al mare, al tramonto, che qui a Muscat assume colori rilassanti delle sfumature del lilla e carta da zucchero. Di fianco a me sono seduti tre signori con tunica bianca e turbante e sorseggiano un tè. Di fronte, due ragazze con abaya nero e hijab sui capelli, 1 kg di trucco e scia di profumo da stendere un latin lover. E i piedi decorati dall’hennè infilati dentro scarpe alla Lady Gaga.

      Reply
      • patty says: 07/01/2013 at 14:58

        uff…che invidia….detto così sembra un film 🙂
        ma non hai mai paura ad andare in giro da sola? hai dei punti e persone di riferimento spero…
        quando vorrai raccontarmi quello che vedi io sono sempre qua

        Reply
        • Sunday says: 07/01/2013 at 16:04

          No, in generale non ho mai paura ad andare in giro da sola. A volte ho delle persone di riferimento, il più delle volte no. Qui in Oman sono ospite di una signora italiana che fa la guida turistica, ma negli altri paesi sono sempre andata da sola: qualcuno da lassù mi vuole bene. Comunque, per la cronaca, l’Oman ha un tasso di criminalità pari a zero. Sì, lo so che qui si sta aspettando il mio prossimo articolo: mi sa che la calma e la lentezza omanite mi hanno contagiata! Ma domani aprite il blog 🙂

          Reply
  • patty says: 07/01/2013 at 20:39

    una mia carissima amica è appena tornata dall’Oman..le è piaciuto molto e spero mi abbia portato qlc di caratteristico..mi piacciono gli oggetti e le stoffe che mi porta dalle parti del mondo dove va…io adoro i vestiti…come chiamarli??…”strani”??
    spettacolo di foto e la gente ha detto tutta ospitale..ma in Oman hanno i soldini e stanno tutti bene..pensa che avevano dato dei pasticcini ai bambimìni e li hanno trovati nel cestino..come mai secondo te?
    domani guarderò…ciaoooo 🙂

    Reply
    • Sunday says: 09/01/2013 at 17:07

      Un bel regalo dall’Oman è il franchincenso, che viene utilizzato per profumare le case e i vestiti. E’ il profumo dell’Oman, quello che accompagnerà i miei ricordi di questo periodo trascorso nella Penisola Araba. Sì, qui stanno bene in molti grazie al petrolio e altre ricchezze, ma non tutti: anche qui esiste la povertà. Non saprei interpretare il gesto di quei bambini, ma chiederò a chi è qui da più tempo poi ti faccio sapere…

      Reply
  • patty says: 09/01/2013 at 20:08

    ok
    foto FANTASTICHE!!! 🙂

    Reply
  • patty says: 09/01/2013 at 20:09

    ma quando (e se) tornerai, mi devi portare una di quei vestiti favolosi…intendo pantaloni e tunica abbinata
    ne vado matta <3

    Reply
    • Sunday says: 10/01/2013 at 07:47

      Credo che quello cui ti riferisci sia il vestito tradizionale delle donne omanite, che differesce a seconda della regione di provenienza. Ad oggi però non l’ho mai visto indossato: sono a Muscat e qui le donne portano l’abaya, una tunica nera fino ai piedi, e hijab, il foulard sui capelli. Se vuoi ti porto un chador 😉

      Reply
  • patty says: 09/01/2013 at 20:10

    volevo fare un cuore ma non ci sono riuscita 🙁

    Reply
    • Sunday says: 10/01/2013 at 07:42

      <3

      Reply
  • patty says: 10/01/2013 at 08:11

    vedi…non è uscito…su fb sì, ma qui no..uffi..

    Reply
    • Sunday says: 10/01/2013 at 12:34

      Ma no, il cuore è uscito anche qui!!

      Reply
  • andre says: 10/01/2013 at 13:01

    Ciao Elizabeth Sunday!
    Il tuo nome suona veramente come quello una seria signora scrittrice di fama mondiale!
    Ho chiesto a una amica cinese quanti soldi mi abbisognerebbero per un journey in China.. HAHA Lei mi ha risposto che con 1500 euro sarei satato bene in un Hotel vitto e alloggio per una settimana.
    I’m still rolling.
    Le ho risposto che non appartengo alla specie chiamata Very important person
    Che sono barbone di indole vabbè e anche di fatto ho “indossato” una barba da lupo gli ultimi mesi.
    Penso che le confessero’ che mi adatto bene in una tana pidocchiosa e un kilo di riso al giorno..ma ho troppa paura di scandalizzarla..ehhe

    Reply
    • Sunday says: 10/01/2013 at 14:24

      Ah ah! Speriamo che sia di buon auspicio, allora, che qui si scrive ma di fama niente, ma si fa la fame, questo sì! Rispondi alla tua amica cinese che una tua amica nonchè blogger di infama mondiale con quella cifra ha campato qualche mese. Ma dalla Cina è fuggita a gambe levate alcuni mesi fa per incompatibilità caratteriale col paese ospitante. Viva la barba da lupo!

      Reply
  • patty says: 16/01/2013 at 08:15

    buon giorno sunday…..che fai di bello??? oggi bellissima giornata di sole, ma fredda..ieri pioggia tutto il giorno…tristezza….oggi mi rifaccio vado al canile a portare a passeggio i poveri “cagnoli” che sono stati presi dalla strada..sono anzianotti e malaticci, ma hanno tanto bisogno di una carezza,,,porterò dei biscottini x renderli felici…buona giornata

    Reply
    • Sunday says: 16/01/2013 at 08:24

      Buongiorno Patty! Ho appena fatto la lavatrice, ora sto scrivendo, tra un’oretta pranzo, e stasera assisterò a una sfilata: sono stata invitata alla Muscat Fashion Week, wow! Ma ciò che farai tu oggi mi sembra molto, molto più interessante: io adoro i cani, anzianotti e malaticci, poi, chissà che dolci. Sei grande.

      Reply
  • patty says: 23/01/2013 at 09:14

    buon giorno….
    come è andata la sfilata? sei ancora i Oman?
    qui a novara giornata uggiosa che influisce sul mio carattere..in attesa del gelo che dovrebbe arrivare a giorni.
    uffa sono triste da qulache giorno…il mio umore è sotto i piedi e so xchè…si avvicina l’anniversario della morte di mio figlio e vado in crisi…come da 7 anni a a questa parte…non so xchè te lo dico..forse xchè sei lontana e non mi conosci…domani è il compleanno di mia figlia e non posso fare a meno dipensare che lui non c’è più….è inevitabile..il suo vuoto non si è colmato con nulla…
    passerà come sempre dopo il 12 marzo….on c’è alternativa….
    oggi vado dai cagnoli..loro mi rallegreranno un pochino
    scusa lo sfogo 🙁
    buona giornata a presto
    pattyna

    Reply
    • Sunday says: 23/01/2013 at 18:49

      Ciao! Anzi buonasera! La sfilata era interessante ma non troppo, e sì, sono ancora in Oman, sto facendo la guida ai gruppi di italiani che stanno arrivando a rilassarsi nel Sultanato. Mi spiace tantissimo per tuo figlio, non lo sapevo. Pensa che lui è un angelo adesso che ti sta guardando da lassù o da un’altra parte, e veglia su di te e sorride. Oppure, come mi dicevano in Cambogia,quando muore una persona, il primo bambino che nasce nelle vicinanze è lei che si è reincarnata. Ti sono vicina, forza! E carezza i cani più che puoi: la pet-therapy su di me funziona sempre a meraviglia. Scrivimi ancora: sì, è più facile aprirsi con una persona che non si conosce.

      Reply
  • Dom says: 05/02/2013 at 22:29

    Ciao Elizabeth,
    Piacere di conoscerti, sono capitato per caso sul tuo website.
    Abbiamo una storia abbastanza simile e piu’ o meno la stessa età. Il tutto è iniziato all’univeristà con un’erasmus in inghilterra e da quel momento la mia vita è completamente cambiata. Ho finito gli studi in England e sono diventato un viaggiatore cronico. Per piu’ di 10 anni ho vissuto e lavorato in diversi paesi :Spagna, Messico, Scozia, Brasile, Giappone, Francia, Indonesia Ho fatto di tutto: barman, pizzaiolo, insegnante in scuole pubbliche e private, sales manager per un’import export, istruttore di arti marziali e tanto altro.. Tra un lavoro e l’altro mi sono ritagliato tempo perviaggi in sud-america, medio-oriente, Europa ed Asia., Quattro anni fà circa ho cercato di ritornare alla vita “normale” ed ho trovato un lavoro “normale” in Svizzera, Qualche mese fà ho preso ad un’aspettativa dal lavoro per un viaggio (sopratutto interiore) di due mesi in Myanmar, Cambogia, Laos e Vietnam…al ritorno ho mollato il lavoro e mi sto preparando a volare via di nuovo…I got home and the only difference was that people were older and fatter.The worst thing is that they have no idea how boring their lives are….Continua cosi’…Dom

    Reply
    • Sunday says: 06/02/2013 at 05:28

      BRAVO DOM! Mi piace quando anime simili si incontrano sul mio weblog! Vedo che ci assomigliamo nell’essere viaggiatori cronici che non possono più condurre una vita mediocre e stanziale. Hai fatto bene a mollare tutto: io tra un po’ di mesi dovrò prendere una decisione, ci vuole coraggio, quindi grazie per aver condiviso la tua vita con me, mi sarai d’ispirazione. I do agree with you about their boring life (older and fatter, eh eh). Ma non tutti sono fatti per lasciare tutto e partire: bisogna essere nomadi dentro, e io e te lo siamo. Dove andrai, hai già un’idea o partirai a caso come ho fatto io, decidendo in viaggio le tue mete?

      Reply
  • Dom says: 06/02/2013 at 11:50

    Ciao Elizabeth,
    Penso che in fondo al tuo cuore tu la decisione l’abbia già presa…e se ritornerai alla vita “normale” sarà per un breve periodo…Le tue esperienze di vita oramai ti hanno cambiato positivamente ma in modo irreversibile….
    E’ passato pochissimo da quando mi sono licenziato (facevo il residential tutor-counselor in una prestigioso college a Ginevra), pensa che già ieri mi hanno inviato un’ e-mail chiedendomi di ritornare :-)…. Mi sono ritrovato nelle tue parole: “Sei fortunata ad avere un posto di ruolo nella scuola pubblica! Devi ringraziare! Sai quanti vorrebbero essere al posto tuo! I creativi muoiono di fame!”. Potrei partire a caso come te e semplicemente viaggiare poichè ho abbastanza fondi da parte….ma mi conosco: amo lavorare e vivere con gente in paesi culturalmente differenti, mi arricchisce enormemente, dopo qualche mese di solito, inizio a viaggiare nel paese ed in quelli limitrofi. Da due giorni sto inviando diversi CV a delle ONG sia in Myanmar che in Cambodia…vedremo…Comunque ti auguro tutto il bene del mondo.

    Reply
    • Sunday says: 07/02/2013 at 07:33

      Parole sante! Bisogna seguire la propria voce interiore, non quella di chi cerca di metterci un freno: meglio morire di fame viaggiando, piuttosto che morire di noia nel posto fisso. Sono in linea col tuo pensiero: vivere e lavorare all’estero è meglio che solamente viaggiare, perchè si interagisce con la gente locale, si capiscono meglio i meccanismi interni di una cultura, si entra nello spirito del paese (e a volte non se ne esce più – il che è un bene). Farsi assumere dalle ONG non è facile (il CESVI sta cercando per il Myanmar, tra l’altro, ma forse lo sai già), però chi la dura la vince. E poi non è detto, magari nella tua ricerca ti ritroverai a fare tutt’altro, e da tutta un’altra parte, come sta succedendo a me. Anche a te, un forte abbraccio che sia di buon auspicio per il tuo cammino. E chissà che prima o poi non ci si incroci in Cambogia 🙂

      Reply
  • patty says: 07/02/2013 at 10:09

    siete mattiii 🙂
    comunque vi ammiro siete quelli che tutti vorrebbero essere ma nessuno ha il coraggio di mollare quello che ha e di tuffarsi in queste avventure. fare tesoro anche x noi
    kiss

    Reply
    • Dom says: 07/02/2013 at 13:18

      To Patty: there is a thin line between genius and insanity, penso che in molti possono cambiare in molte cose…l’importante è ascoltare se stessi e non questa malata società occidentale che ci circonda…ovviamente sempre rispettando gli altri.
      To Sunday: Non conosco il Cesvi, grazie….provero’ anche li’. Oramai sono piu’ di 15 anni che lavoro e vivo all’estero, torno in Italia solo per vedere la famiglia, quindi conosco poco l’italianità in genere, ho perso il contatto con quasi tutti i vecchi amici e non sono quasi piu’ abituato a parlarlo, i siti che guardo per le NGO sono in inglese, francese, spagnolo e qualche altra lingua,. Pensa che sono arrivato al tuo website-blog grazie ad un’amica australiana (ha studiato italiano) che mi ha inviato il link del tuo video su youtube, dicendo che la pensavamo allo stesso modo…alla fine del video c’era l’address e da li’ è tutto cominciato…..comunque come hai ben detto se non trovo in una NGO faro’ qualcos’altro…ci sono abituato…ho anche amici in Cambodia che hanno iniziato ad aiutarmi…

      Reply
      • Sunday says: 07/02/2013 at 15:08

        A thin line between genius and insanity… mmmh, interesting! Dom, guarda questo sito: http://volint.it/vis/offerte-lavoro Magari trovi qualcosa che fa per te, anche se in Italia pure nelle ONG si viene assunti spesso per conoscenze. Che bella la via che ti ha portato al mio weblog!! E io che pensavo quel video sarebbe stato visualizzato da 4 gatti: e che gatti, allora! 😉 Bene per gli amici in Cambodia: io ne ho una che è partita per insegnare inglese a Phnom Penh, se n’è andata perchè l’ambiente non faceva per lei, e ora lavora in un piccolo resort sul mare a Sihanoukville. Apri una porta e se ne aprono altre mille, finchè non trovi la tua. Anche a sessant’anni, che importa? E’ il viaggio che ci interessa, non la meta.

        Reply
    • Sunday says: 07/02/2013 at 14:39

      Certo che siamo matti, ma senza un po’ di follia che vita sarebbe? Grazie Patty, hai detto una bella verità.
      Ps. Come stai?

      Reply
      • patty says: 07/02/2013 at 18:58

        ciaoooo sì dai vado avanti….giorni sì e giorni no…ma ormai sono abituata da 7 anni
        poi torno in forma e piena di energia….
        abbiate pazienza…..
        bacio

        Reply
        • patty says: 07/02/2013 at 19:01

          abbiamo mandato cv al sito che hai proposto…hanno risposto che lo hanno accettato..si sa mai….
          kiss

          Reply
          • Sunday says: 07/02/2013 at 20:09

            Ma dai, bravi! Tenetemi aggiornata

        • Sunday says: 07/02/2013 at 19:02

          Questo weblog non esisterebbe se non fossi stata molto paziente (non sempre…), quindi stai tranquilla che noi ti aspettiamo e ti vogliamo bene anche senza energie, e anche (e soprattutto) nei giorni no 🙂

          Reply
          • patty says: 07/02/2013 at 19:04

            non so fare la lacrimuccia!!!!
            grazie

  • Dom says: 08/02/2013 at 13:51

    Ciao Sunday,
    Bella questa: “in Italia pure nelle ONG si viene assunti spesso per conoscenze”….mi fa ridere…
    Mi ero quasi dimenticato una delle motivazioni per le quali avevo lasciato l’Italia, grazie per avermi risvegliato…comunque ho già ricevuto una risposta positiva da una ONG per un lavoro in Cambodia…aspetto altre risposte e poi decido…
    Ritornando alle motivazioni di bye bye Italia: Sono meridionale e poichè non andavo male al liceo la mia famiglia mi ha costretto a studiare ingegneria in una università meridionale. Io vrei voluto studiare lingue straniere o grafica pubblicitaria, ma mi hanno convinto che ingegneria mi avrebbe portato ad un posto di lavoro sicuro…quindi ho accettato…
    Mi sono fatto il culo i primi anni di università e riuscivo appena a passare gli esami. Il problema è che vedevo persone passare gli esami semplicemente perchè i genitori erano in politica o perchè semplicemente pagavano in segreteria studenti
    . Alla prima occasione, cioè erasmus in inghilterra…andai via per ricominciare una nuova vita, schifato da quella situazione…arrivato in inghilterra iniziai a lavorare in un pub, ed andavo solo qualche volta in università (per scrupolo). Un giorno un docente inglese mi chiese perchè avevo cosi’ tante assenze e mi disse che i pochy essay che avevo fatto erano ottimi…Allora gli raccontai la mia storia…dopo qualche giorno mi chiamarono ad una riunione con tutto il corpo docenti…parlammo del mio passato e mi proposero una borsa di studio, dicendomi che a quel punto avrei dovuto finire gli studi anche con il minimo dei voti, poichè un titolo in una università inglese aiuta nella ricerca di lavoro, e raggiunta la laurea avrei potuto fare tutt’altro…inoltre mi dissero di continuare a fare lavoretti part-time per aquisire esperienza di vita…Io accettai e mi aiutarono anche per un master…
    Avevano proprio ragione…ingegneria l’ho abbandonata, ma grazie a quei titoli mi hanno sempre preso dovunque abbia inviato il mio CV (Giappone, Svizzera, Messico, Brasile, Scozia ecc.). Capisco perchè l’italia è messa cosi’ male….conoscenze…raccomandazioni…conoscenze….
    Poichè c’è la “crisi” (creata dai politici e dalle banche) molti dei miei ex-colleghi di università in Italia ed amici mi chiedono aiuto per un lavoro all’estero, magari in posti dove io ho già lavorato ..quasi come se io potessi raccomandarli (fanno ridere) ….ovviamente do’ i website dove possono inviare il CV….ma difficilmente vengono contattati….
    Penso che sia l’intero sistema Italia che deve cambiare, sopratutto l’approccio al lavoro e la voglia di mettersi in gioco…ma poi penso in modo razionale e penso che la cosa sia irreversibile…..

    Reply
    • Sunday says: 08/02/2013 at 16:37

      Grazie per aver condiviso qui un pezzo della tua vita, l’ho letto con grande interesse: sei stato coraggioso e per questo sei stato premiato. Anche se mi chiedo se non ci voglia più coraggio nell’accettare di vivere una vita senza stimoli nè giustizia, piuttosto che innescare un cambiamento. Noi abbiamo scelto (io, quasi) di stare meglio, e le motivazioni per il bye bye Italia (mi piace questa espressione) sono le più varie. E sono d’accordo con te: penso anch’io che il tunnel in cui si è infilato il (fu) Bel Paese sia irreversibile. Ci vorrebbe il Sultano dell’Oman… In bocca al lupo per la tua decisione cambogiana: che questa nuova strada ti porti dove vuoi tu: “tutto andrà sicuro come il destino”. E come dicono i buddhisti: You are the master of your present karma.

      Reply
    • Claudia says: 02/03/2013 at 03:24

      Assolutamente d`accordo con te, Dom! In molti blog di italiani all`estero ho trovato una scandalosa quantita` di commenti con cui persone di ogni eta`, livello scolastico e ambito professionale chiedono ganci, raccomandazioni o lavori “regalati”, come se si trattasse del sito di un`agenzia di collocamento o di lavoro interinale! Sembra che, nonostante l`incredibile risorsa che e` internet, la maggior parte degli italiani sia ancora pigra di cercare le proprie informazioni e di sbattersi per ottenere qualcosa.
      Anche per questo il tuo racconto mi ha emozionata tanto, Dom! In bocca al lupo per tutto!
      E grazie Elizabeth per aver permesso questa condivisione attraverso il tuo spazio! 🙂

      Reply
      • Sunday says: 02/03/2013 at 05:41

        Prego 🙂 Anche a me sono arrivate alcune richieste di aiuto ricerca di lavoro, tramite la mia email personale: aprirò la Sunday WomanPower… Sono d’accordo, gli italiani tendono a non sbattersi per trovare qualcosa, culturalmente siamo legati a una concezione di “aiuto dall’alto” che ci frega, che sia la mamma o il parente di un vicino immanicato. Le mamme dovrebbero invece fare come fece la mia con me, nel 1994: mi mise sul primo aereo per l’Inghilterra per farmi frequentare un corso di inglese nel Kent, e pazienza se arrivata alla Victoria Station di Londra ero in lacrime perchè non capivo una parola: sono tornata dopo 3 settimane che capivo quasi tutto. E con la mente che ribolliva di apertura, sogni e voglia di fare. Oggi sono qui (in questo momento in Malesia, a Kuala Lumpur, persa tra le Petronas Towers).

        Reply
        • Mia says: 17/03/2013 at 09:14

          Anche io ho fatto cosi e ringrazio la mia mamma perchè mi ha permesso di farlo. Londra da sola e correva l’anno 1968 ! Non era mica roba da tutti vivere soli nella “pericolosa” metropoli! Pero’ mi è servito: ho sempre avuto amicizie di tutte le nazionalità, mi sento a casa mia nel mondo e parlo 6 lingue (4 perfettamente 2 un po’ meno ma leggo e mi faccio capire senza problemi!)

          Reply
          • Sunday says: 17/03/2013 at 11:16

            Da sola nella Londra del ’68, che bello! Parli anche l’arabo? Anch’io ho amicizie di tutte le nazionalità, e questo aiuta ad aprire la mente verso tutti gli orizzonti possibili. Questo l’abbiamo in comune: ci sentiamo a casa nostra nel mondo, che per me è la cosa più bella che ci sia.

  • Zanzana says: 09/02/2013 at 08:06

    Buongiorno e buoni viaggi! Il tuo coraggio e il tuo talento sono di ispirazione. E poi…anch’io ho sempre odiato i taxi e le macchine: autobus e minibus traballanti tutta la vita! 🙂

    Reply
    • Sunday says: 09/02/2013 at 10:51

      Buongiorno Zanzana! Anche il tuo talento (e i tuoi articoli) mi sono d’ispirazione 🙂 Viva gli automezzi traballanti! Anche gli aerei tipo Tupolev 😉

      Reply
  • raffaella says: 10/02/2013 at 10:22

    “Meglio aggiungere vita ai giorni che giorni alla vita”.
    Rita Levi Montalcini

    Reply
    • Sunday says: 10/02/2013 at 10:27

      Questa citazione meravigliosa rispecchia in assoluto il mio stile di vita

      Reply
  • Pe says: 11/02/2013 at 09:09

    Ti ho girato il premio Liebster Award perché sei tra i miei blog preferiti, puoi ritirarlo qui:
    http://30metriquadri.blogspot.it/2013/02/ho-vinto-un-premio.html

    Reply
    • Sunday says: 11/02/2013 at 19:07

      MA DAI, CHE BELLO!! Mi hai emozionata così, a fine giornata stremata sul letto dell’hotel, con una connessione pericolante non lontana dal deserto: questo giorno non poteva finire meglio. Grazie Pe!! E la parola Liebster, Amabile, dice tante cose 😀 Ricambio col cuore!

      Reply
  • nico says: 14/02/2013 at 18:58

    Bello! Conoscere un’altra torinese girondolona!
    Adesso mi faccio una full immersion delle tue avventure arretrate per mettermi in pari!

    Reply
    • Sunday says: 14/02/2013 at 20:12

      Benvenuta! Ora sono in tour, appena torno a casa guardo il tuo sito! Viva i torinesi con valigia 🙂

      Reply
  • Claudia says: 02/03/2013 at 03:08

    Anch`io dico viva i torinesi con valigia!!! 😀

    Reply
    • Sunday says: 02/03/2013 at 05:35

      😀 Sei di Torino anche tu?

      Reply
      • Claudia says: 02/03/2013 at 15:32

        Si! ci sono nata e fino a tre anni fa ho vissuto in citta` o nelle vicinanze. 🙂

        Reply
        • Sunday says: 04/03/2013 at 17:13

          Ah bene! Vedo che dalle nostre parti gira il morbo del nomade, allora… Ma ora dove vivi?

          Reply
  • Claudia says: 05/03/2013 at 01:08

    Da giugno io ed il mio compagno siamo in provincia di Alessandria, ma assolutamente non fissi…stiamo gia` meditando la prossima fuga! 😉

    Reply
  • Mia says: 15/03/2013 at 06:25

    Carissima
    sono appena tornata da Oman e brucio l’incenso che il nostro caro amico Is-haq ci ha regalato, con estrema parsimonia. Non so proprio dove trovarlo qui… Sono perfettamente d’ accordo con te su cio che scrivi su questo Paese. Anche io ho vissuto e viaggiato in diverse parti del mondo, ma adesso ci siamo stabiliti nel sud della Francia. Oman è stato un intermezzo meraviglioso: non parlo tanto dei paesaggi, ecc ecc ma della gente di quel Paese. Non so se sia la politica di HM il sultano Qaboos, ma è raro vedere gente che invita i loro bimbi a stringere la mano e salutare dei perfetti stranieri.
    Un saluto (amo anche il Piemonte e prossimamente ci passero’ una settimana)

    Reply
    • Sunday says: 15/03/2013 at 07:00

      Ciao Mia, benvenuta! Hai detto bene, l’Oman è un intermezzo meraviglioso, sia per la gente che per il paesaggio naturale. Sicuramente Sua Maestà il Sultano Qaboos è colui che ha saputo dare a questo Paese benessere e tranquillità, e questo è palpabile ovunque, e con qualunque omanita si incontri sul proprio cammino. La sua politica di pace e giustizia si riflette sulla gente, e loro la riflettono su di noi che la visitiamo. Io che ci sto lavorando, sento addosso la calma dell’Oman in ogni escursione che faccio. Sono felice che anche per te sia stato così. Buon proseguimento in Francia e chissà se non ci vedremo un giorno qui in Oman 🙂

      Reply
      • Mia says: 17/03/2013 at 09:08

        Allora buon soggiorno e lavoro in Oman.
        Qui sulla Costa Azzurra piove e rimpiango le mattine in cui mi svegliavo e vedevo quella bella luce dolce ed il mare di Oman.
        Spero di tornare il prossimo anno in gennaio.
        Un abbraccio con affetto e continuero’ a seguire il tuo blog.

        Reply
        • Sunday says: 17/03/2013 at 11:12

          Grazie! Stamattina è infatti una di quelle in cui la luce è calda e tranquilla, il cielo color carta da zucchero mosso da una leggera brezza. Il mare da casa mia non lo vedo, ma lo posso immaginare: blu cobalto come sempre. Buona domenica!

          Reply
  • Roberto Iacono says: 16/03/2013 at 11:49

    Ti stimo, Elizabeth Sunday Anne 🙂

    Reply
    • Sunday says: 16/03/2013 at 14:41

      Grazie Roberto! La stima è ampiamente ricambiata: il tuo è il miglior sito che si possa trovare in rete per qualunque aiuto su WordPress e blog 😉

      Reply
  • monica says: 10/04/2013 at 19:24

    Mi piace il tuo spirito e la tua coraggiosa scelta e ovviamente anche questo blog. faccio il tifo per te che in questo momento rappresenta ciò che avrei voluto realizzare svariati anni fa prima di mettere su famiglia. Il legame con i viaggi rimane, a novembre sono stata in Cambogia come turista e me ne sono innamorata. Ho conosciuto un cambogiano che fa la guida turistica free lance a Siem Reap, e nel Laos e tornata mi sono accorta di non avere nessun riferimento solo il nome e congnome, mi piacerebbe organizzare dei tour ma non saprei dove rintracciarlo puoi aiutarmi su dove cercare in internet?

    Reply
    • Sunday says: 11/04/2013 at 16:53

      Grazie Monica! Io infatti avevo deciso già tanti anni fa di non mettere su famiglia, proprio per potermi permettere certe scelte, che solitamente si possono fare solo se liberi da vincoli familiari. Riguardo al rintracciare il tuo amico freelance in Cambogia, la vedo un po’ dura, in quanto là sono ancora pochi a utilizzare internet. Una prima ricerca potresti farla su google, digitando il suo nome e cognome: se non risulta niente, significa che non è iscritto da nessuna parte, tipo LinkedIn o Facebook. In quel caso mi sembrerebbe difficile cercarlo, in quanto i freelance non fanno parte di alcuna agenzia turistica…

      Reply
  • Raffaella says: 17/04/2013 at 18:15

    “Choose a job you love, and you’ll never have to work a day in your life.”
    Confucius

    Reply
    • Sunday says: 18/04/2013 at 08:12

      Niente di più vero! 😀

      Reply
  • Andrea da Bangkok says: 24/07/2013 at 09:42

    Ho spulciato un po’ questo diario e ti faccio i complimenti per tutto, dal modo in cui scrivi alle scelte che hai fatto…chissà che un giorno non si prenda un caffè insieme (magari mangiando un gianduiotto o una bella insalata piccante di papaya!)

    Continua così!

    Reply
    • Sunday says: 24/07/2013 at 11:00

      Grazie Andrea! Perchè no? Per un gianduiotto, solo fino a settembre, mi sa… Poi, è probabile che si debba puntare su uno shwarma omanita o (meglio) insalata di papaya thai 😉 PS. Bello il tuo sito!

      Reply
  • kle says: 30/07/2013 at 05:57

    Ahhh finalmente ho trovato un’altra pazza come me!! :))) stavo spulciando qualche blog italiano qua ed eccoti qui, non ci conosciamo ovviamente, ma anche io ho provato le stesse sensazioni quando ho deciso di mollare tutto!! A febbraio sono partita per l’asia e da allora tante cose sono successe…talmente tante che non ho piu intenzione di tornare alla vita di prima! Come dici tu, la liberta’ di poter vivere la propria vita seguendo le nostre passioni e non le regole che la societa’ impone e’ liberatorioo! Appena ho un attimo mi siedo con calma e leggo le tue storie! anche io ho un blog di viaggio, in inglese pero’, che mi porta via tantissimo tempo ma che assieme al viaggio e alla fotografia e’ la mia passione! Continua cosi!!! brava!

    Reply
    • Sunday says: 30/07/2013 at 10:36

      Grazie Kle! Il tuo blog è bellissimo, ricco e interessante, nonchè pieno di spunti per le pazze come noi 😉 Quando si decide di partire, le cose che accadono in viaggio – dentro e fuori di noi – sono talmente tante che poi tornare indietro è difficilissimo. Ma in fondo: chi ha mai pensato di tornare indietro??

      Reply
  • Laura says: 16/08/2013 at 17:20

    Ciao!!
    …ti ho appena trovata e ti faccio i miei complimenti!!
    Anche io sono fuggita, anche io ho quarant’anni!! Non sono stata coraggiosa come te, mi sono spostata in un paese molto più comodo e vicino, ma mi sento comunque tanto libera e felice qua!!!
    Piacere di conoscerti!!!!!
    Laura

    Reply
    • Sunday says: 16/08/2013 at 17:26

      Ciao Laura! Pensa che appena pochi minuti fa avevo letto la tua risposta sul blog di Smila, e ora eccoti qua. Ora vado a curiosare il tuo, di blog! Capisco la sensazione di felicità e liberazione, la più bella del mondo. Piacere mio di conoscerti! 😀

      Reply
  • Bruno Intravaia says: 01/09/2013 at 06:41

    Una cosa è certa Sunday che ti sei guadagnata la mia stima incondizionata! Ciò non toglie però che sono portato a fare e a invitarti a fare una riflessione: la tua scelta, cara Sunday, non ti ha portato solo a guadagnare l’evasione dalla “prigione sistema”, ma anche la “fuga dalle responsabilità esistenziali di human beeing”!?!?!? Ti ritengo un essere super-intelligente per soffermarmi a scendere nei dettagli. Una esortazione lasciamela fare: Sunday sii più generosa nei riguardi di chi vive “ai lavori forzati” come chi Fantozzianamente, malgrado tutto svolge una quotidiana “via crucis” fatta di “doveri forzati (come gli agenti di viaggi on-line). Ciao Sunday e Buona Vita!

    Reply
    • Sunday says: 01/09/2013 at 16:40

      Ciao Bruno! Grazie per lo spunto di riflessione, sempre utile per chi, come me, decide di partire per cominciare una vita altrove. Da quando ho letto il tuo commento ho a lungo riflettuto, ma devo dirti che, a meno che non si scelga di farsi mantenere a vita da qualche riccone, non si può fuggire dalle responsabilità esistenziali. Io sto cercando di liberarmi del posto fisso per cercare di costruirmi un nuovo lavoro in un Paese che mi piaccia di più, tutto qui. Il mio sogno è espatriare e costruirmi un lavoro che mi piaccia più dell’insegnamento nella scuola italiana. Ovunque si decida di vivere e di cercarsi un lavoro, ci saranno sempre responsabilità da prendersi e difficoltà da affrontare, fantozziane e non 😉 Ok ok, sarò più magnanima nei confronti degli agenti di viaggio online 😀 Buona vita anche a te!

      Reply
  • Silvia says: 17/09/2013 at 15:24

    Ciao Sunday, complimenti per il tuo stile di vita libero ed avventuroso…ci vuole tanto coraggio! 😉 Mi chiedo: ma come fai a mantenerti durante tutti questi viaggi?
    Firmato: un’annoiata impiegata 🙂

    Reply
    • Sunday says: 18/09/2013 at 06:38

      Ciao Silvia, annoiata impiegata 😀 I primi mesi di viaggio mi sono mantenuta con i soldi risparmiati in un anno di lavoro in Italia (niente vizi, shopping compulsivo e cene fuori). Poi ho lavorato in Cina e in Oman. Quando si vuole fortemente qualcosa, si fa di tutto per ottenerlo.

      Reply
  • Manuela says: 16/11/2013 at 20:39

    “Sei fortunata ad avere un posto di ruolo nella scuola pubblica! Devi ringraziare! Sai quanti vorrebbero essere al posto tuo! I creativi muoiono di fame!”. E ancora: “Sempre a voler rompere le regole, tu! Non puoi mai essere come tutti gli altri!”

    sì che mi è capitato. Mi chiamano pazza perchè ho scelto di andare controcorrente. Alcuni lo pensano, ma non lo dicono.
    Ma io sono felice così! 🙂

    Reply
    • Sunday says: 18/11/2013 at 20:26

      La nostra felicità è la migliore riaposta agli invidiosi. O a chi ci vorrebbe tutti uguali.
      Però devi svelarmi cosa fai nella vita!

      Reply
  • daniele says: 27/11/2013 at 14:03

    questo sito è come un inno al risveglio del cuore del corpo ma in particolare della mente.

    Reply
    • Sunday says: 29/11/2013 at 04:54

      Grazie Daniele! Mi hai svegliata col sorriso

      Reply
  • andrea says: 02/12/2013 at 11:53

    Ciao, non so se vivi ancora in Oman ma volevo chiederti se secondo te la via più efficace per espatriare in Oman per lavoro (vedi architetti e simili), è cercare contatti via internet sperando qualcuno si interessi a te o recarsi comunque in Oman e provare direttamente sul luogo
    grazie
    andrea

    Reply
    • Sunday says: 03/12/2013 at 15:28

      Ciao Andrea, per l’Oman puoi cominciare a effettuare una ricerca su internet, e sperare che cerchino una figura come la tua. Ad esempio, se sei su LinkedIn, puoi scriverti al gruppo Job relativo all’Oman: si leggono proposte interessanti, ma finora ho visto che cercavano ingegneri, giornalisti o manager per le vendite, ma mai architetti. Sicuramente venire sul posto ti apre una porta in più che è quella della ricerca diretta, nei giornali locali, oppure cercando a Muscat gli studi di architettura, ai quali portare il tuo CV di persona e sperare in un colloquio. Questa è sicuramente la strada più efficace. So di una ragazza italiana che ha trovato lavoro venendo in Oman, in un campo simile al tuo. Lei era già stata in Oman in passato per una collaborazione, quindi sapeva probabilmente già come muoversi. Però sono sicura che potresti trovare qualcosa, andando sul posto. Tenta!

      Reply
  • pietro says: 20/01/2014 at 15:46

    Ciao!
    Seguo il tuo blog solo da qualche settimana e tornarci è già un regolare piacere: la passione che esprimi con i tuoi articoli è il miglior sprone per chi, come me, trascorrerebbe in viaggio la vita intera. Per questo: grazie!
    Avrei bisogno di qualche informazione. Io lavoro per un’agenzia di viaggi, ma ho esperienza anche in campo editoriale e informatico. Parlo un buon inglese, un passabile francese e un ridicolo spagnolo. Ho seguito per lavoro un corso di specializzazione promosso dal Ministero del Turismo del Sultanato dell’Oman a cui ho accostato ricerche personali, e ora temo di essermi (quantomeno) infatuato di questo straordinario paese. Mi piacerebbe molto trascorrere un periodo laggiù: se possibile lavorando nel turismo, come guida o accompagnatore (la storia è una mia grande passione). Avresti dei suggerimenti da darmi? Ogni consiglio è ben accetto!

    Grazie mille e continua così!

    pietro

    Reply
    • Sunday Siyabi says: 21/01/2014 at 13:18

      Ciao Pietro!
      Prima di pensare di vivere un po’ di tempo in Oman, vieni, giralo un po’ e poi vedi se ti piace ancora 😉 Questo per esperienza, nel senso che a volte ho pensato di poter vivere in luoghi che mi ispiravano, poi una volta là mi rendevo conto che forse non erano proprio ciò che pensavo. Detto questo, se invece vuoi buttarti a capofitto nell’Oman, per lavorare come accompagnatore, devi farti assumere da un tour operator italiano che ti mandi giù con i gruppi: i tour operator locali lavorano solo con guide turistiche. Per lavorare con queste ultime (vista la crisi che c’è in Italia, opterei per questa soluzione), devi prima girare il Paese, conoscerlo, studiartelo, e poi tentare la fortuna e proporti: di solito, infatti, non prendono guide senza esperienza di Oman. Sappi che dallo scorso settembre è diventato importante (per lavorare legalmente) avere il patentino da guida, che si ottiene avendo un’agenzia che ti fa da sponsor, e serve per ottenere la residenza. Cosa non proprio semplice da trovare.
      In bocca al lupo!!

      Reply
      • pietro says: 21/01/2014 at 17:28

        Grazie!
        A presto (chissà)!

        Reply
        • Sunday Siyabi says: 22/01/2014 at 10:56

          Lo spero! Scrivimi se approderai a Muscat, così ci incontriamo per un tè karak 😉

          Reply
  • Fioly says: 24/03/2014 at 17:20

    ti ho scoperta grazie a Mamma in Oriente e … mi sa che ci tornerò prestissimo qui! complimenti per la scelta e le parole e l’energia.
    Anche io sono della campagna piemontese e anche io sogno di cambire vita… chissà…
    In bocca al lupo per tutto!

    Reply
    • Sunday Siyabi says: 04/04/2014 at 10:08

      Ciao Fioly, “una donna con i piedi ben piantati sulle nuvole” 😀 Benvenuta! Bello il tuo blog: se hai i piedi piantati sulle nuvole quanto me, sono sicura che dal tuo sogno verrà fuori qualcosa di interessante. Un abbraccio!

      Reply
  • […] Mariangela di che libro mi porto Cabiria di trip or treat Elizabeth di too happy to be homesick […]

    Reply
  • Serena says: 03/05/2014 at 17:50

    Ho appena scoperto questo sito per caso e non riesco a provare altro che un sentimento… invidia pura! Anche se non ti conosco, hai tutta la mia stima per essere riuscita a intraprendere una strada così folle e meravigliosa. Da oggi ti seguirò con fervore, agognando il momento in cui anch’io deciderò di mandare al diavolo progetti per il futuro che ormai non mi entusiasmano più, gastrite e quant’altro e… partire! 😀

    Reply
    • Sunday Siyabi says: 03/05/2014 at 18:10

      Wow Serena, grazie!! Se mi seguirai con fervore, allora devo proprio impegnarmi a scrivere di più 😉 I progetti per il futuro che non entusiasmano più andrebbero SEMPRE mandati al diavolo: i progetti devono farti brillare gli occhi, altrimenti sono solo perdite di tempo. E il tempo è così poco per sprecarlo con Gastrite&Friends. Un abbraccio!

      Reply
  • Ilaria says: 24/06/2014 at 16:40

    Ti ho trovata per caso.. e leggendo il tuo about resto veramente a bocca aperta.. la penso come te su moltissime cose! Ammiro il coraggio che hai avuto per mollare tutto, “Non volevo svegliarmi a cinquant’anni e accorgermi di non aver vissuto come avrei voluto”. Quanto hai ragione! In passato anche io ho mollato una ‘cosa sicura’ per una mia passione, non so dirti se ho fatto bene o male, ma posso dire di aver vissuto davvero, di aver fatto esperienze che altrimenti non avrei potuto nemmeno immaginare. Ti seguo con piacere! (nemmeno io sono una backpacker ;))

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 24/06/2014 at 17:40

      Evviva, un’altra non-backpacker! Mi ero dimenticata di averlo scritto nell’About me 😉 Ah, ma vedo ora che sei quella di Thecuriouscafè.com! Ti seguirò con piacere: perchè anch’io, ora, so esattamente cosa non voglio. Un abbraccio!

      Reply
      • Ilaria says: 25/06/2014 at 10:02

        Si Eli, sono io 😉 No no il backpacking non fa proprio per me.. vado in crisi quando mi dicono che posso portarmi solo un trolley.. ma il beauty e le mille borse, dove li metto?! 🙂 Non trovi che sapere esattamente cosa NON si vuole sia già una buona base di partenza? un abbraccio e a presto!
        (p.s. ti ho linkato alla versione inglese per sbaglio, segui quale preferisci)

        Reply
        • Eli Sunday Siyabi says: 25/06/2014 at 10:40

          Sapere cosa non si vuole è davvero una grande base di lancio per ottenere ciò che si desidera. The English version is ok! Un abbraccio anche a te 🙂

          Reply
  • Bruno says: 25/06/2014 at 08:35

    Ilaria, Eli, anch’io sò cosa voglio. Voglio fortemente abbracciare con gratitudine due esseri umani che, con il loro modo di pensare ed agire, mi fanno pensare: “allora è vero, il coraggio di vivere a non è un’esclusiva di “superdotati” in tutti i sensi”. Evviva 🙂

    Reply
    • Ilaria says: 25/06/2014 at 10:05

      ciao Bruno, grazie! Serve solo un pizzico di coraggio e la volontà di andare contro tutti quelli che ti dicono “non farlo!”

      Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 25/06/2014 at 10:38

      GRAZIE BRUNO PER IL BEL MESSAGGIO! Il coraggio di vivere è dentro tutti noi: basta solo tirarlo un po’ fuori 😉

      Reply
  • Bruno says: 25/06/2014 at 08:36

    scusate i refusi

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 25/06/2014 at 10:38

      😀

      Reply
  • Simone says: 25/06/2014 at 13:52

    ora mi immergo totalmente nei tuoi racconti.
    alla faccia del lavoro. viaggio, ora, con la mente tramite essi.

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 25/06/2014 at 14:39

      Ciao Simone! Che bello averti tra i miei lettori! Fammi poi sapere se sono stata in grado di farti viaggiare con la memte, almeno un po’ 😉

      Reply
      • Simone says: 25/06/2014 at 16:04

        …decisamente… mi piacciono i tuoi racconti…

        Reply
  • Bruno says: 25/06/2014 at 16:54

    Ilaria, Eli, Simone, scusate la mia invadenza e permettetemi di supportare la vostra fantasia con il contenuto terra terra de mio sito http://www.offerteviaggirainbow.it.

    Reply
  • raffaella says: 18/09/2014 at 22:05

    Ognuno nasce in un posto a caso e vaga x il mondo x trovare il luogo in cui viene veramente alla vita

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 19/09/2014 at 22:12

      Bellissima!! E fa proprio per me in questo periodo della mia vita 😀

      Reply
  • Bruno.Intravaia says: 19/09/2014 at 08:42

    L’Umanità “viva” si è portata sempre dentro “la ricerca del vello d’oro” se non “il santo graal”. Egoisticamente la seguo Raffaella per illudermi che, bevendo con la bocca dell’anima, le sue vicende vissute possa ancora dire (scimmiottando La Somma Rita Levi Montalcini): “Meglio aggiungere vita ai giorni che non giorni alla vita”. (per la cronaca ho compiuto 74 anni) Avrò la fortuna di vederla su you tube?

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 19/09/2014 at 22:15

      Auguri Bruno!! “Maturità dell’uomo: significa aver ritrovato la serietà che da fanciulli si metteva nei giuochi”. (Friedrich Nietzsche) 😉

      Reply
  • Carla says: 15/10/2014 at 08:57

    Sono ad un bivio. Devo scegliere tra un “posto fisso” e la prima occasione di realizzare qualcosa inerente ai miei studi (uno stage all’estero che però per il dopo non mi dà certezze). Ho trovato il tuo blog…e ho cercato di attenuare l’ansia leggendolo!
    🙂 Il mio problema è il dover rendermi indipendente e non poter più gravare sulla mia famiglia, cosa che con un “posto fisso” forse – ma dico solo forse- potrei realizzare. Capitano ora due occasioni che per anni non si sono presentate e si presentano ora,insieme!

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 15/10/2014 at 18:21

      Ciao Carla!
      Spero che l’ansia si sia un po’ attenuata: certo che è difficile non essere ansiosi, quando si tratta di fare scelte importanti. Ma dal tono del tuo commento mi sembra di sentire la tua voce dal vivo, che quando parli del posto fisso lo dici con occhi spenti e senza emozione, e quando invece accenni allo stage all’estero ti riaccendi di energia. Chissà se ci ho azzeccato? Se sì (altrimenti non avresti l’ansia, ma avresti già scelto il posto fisso), io ti consiglio di seguire il tuo cuore, la tua pancia, e non la ragione. Per essere infelici c’è sempre tempo, ma vedo dal tuo indirizzo email che sei giovane per esserlo: buttati e fai ciò che ti fa brillare gli occhi quando lo dici, non quello che ti incupisce al solo pensiero.
      Tiziano Terzani disse: “La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c’è più speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida”. Il posto fisso forse sarebbe più facile, ma poi? E le tue asprazioni, poi, dove le metti?

      Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 15/10/2014 at 18:25

      Le occasioni si presentano sempre in coppia, per renderci la vita difficile!! 🙂
      Sai che un paio di mesi fa un’altra ragazza mi ha scritto che anche a lei si era presentata l’occasione del posto fisso? E proprio mentre era a Malta a fare altro (malpagata, tra l’altro). Dopo vari mal di pancia, ha scelto di restare a Malta.

      Reply
      • wtf says: 19/10/2014 at 01:08

        Sì, certo, intanto però tu avevi l’aspettativa, facile predicare bene!
        Io trovo l’aspettativa sia una cosa vergognosa, un assurdo privilegio da abolire.
        Uno ha voglia di fare fagotto per un anno? Vada e si arrangi!
        Sempre a lamentarsi dell’Italia ma alla fine fa comodo vivee nel Paese del Privilegio.

        Reply
        • Eli Sunday Siyabi says: 19/10/2014 at 10:01

          Io non predico: riporto solo esempi di persone che mi contattano e mi raccontano la propria storia, così come racconto la mia. E infatti non ho mai detto di aver lasciato tutto, bensì di aver utilizzato l’opportunità che mi è stata concessa dal mio posto fisso, per prendermi una pausa e provare a far star bene me e chi mi sta accanto.
          Io trovo invece che aspettative e anni sabbatici siano una bella opportunità che tutti i paesi del mondo, e quindi anche il nostro, concedono ai lavoratori (purtroppo non tutti i datori di lavoro le concedono, però), per aprire i propri orizzonti e cercare altre opportunità. Inoltre, l’avevo utilizzata per fare volontariato, e non mi pare una brutta cosa.
          Io faccio parte di quegli italiani che non hanno mai parlato male del proprio paese. E infatti non scappo dall’Italia: semplicemente, mi piace vivere all’estero.

          Reply
  • Carla says: 15/10/2014 at 19:22

    Grazie del tuo supporto!E sì…a parlare di mete estere gli occhi mi si accendono molto di più.Ti farò sapere le news, sei stata molto cara a rispondere 🙂

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 15/10/2014 at 20:25

      Prego! Fammi sapere, ci conto 😉

      Reply
  • Helinä says: 15/10/2014 at 23:12

    Ti capisco benissimo. Io ho chiesto un anno sabbatico nel 2013, ma non mi è stato concesso 🙁
    In compenso sono riuscita a smaltire tutte le mie ferie arretrate e mi sono fatta l’estate a Londra da sola.
    Stare da soli, è bellissimo e scoprire il mondo in solitaria…. Ancora di più!

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 16/10/2014 at 15:23

      Mi spiace che non ti sia stato concesso l’anno sabbatico: credo che lavori nel privato, vero? Perchè l’anno sabbatico per noi insegnanti non è a discrezione, ma ci spetta di diritto, se lo richiediamo. Hai fatto bene a riunire tutte le ferie e farti un bel viaggio alla scoperta di Londra!
      Quindi cosa pensi di fare? Hai un piano B per l’anno di aspettativa?

      Reply
  • […] Ho conosciuto da poco tempo questo blog dedicato ai viaggi (e al coraggio di cambiare vita), grazie ad un commento lasciato su un mio post dalla sua autrice, Elisabeth Sunday Anne…che dire, mi ha coinvolta fin da subito, partendo proprio dalla sua pagina About me. […]

    Reply
  • Silvia says: 02/11/2014 at 11:37

    Bellissimo questo blog! E bellissima la tua esperienza, davvero aspirazionale! Per il momento amo ancora troppo il mio lavoro, ma in futuro non ti nego che mi piacerebbe fare una scelta simile alla tua…seguirò le tue avventure molto volentieri!
    ciao
    Silvia

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 02/11/2014 at 14:49

      Grazie Silvia! Anche il tuo blog mi piace molto.
      E’ bellissimo sapere che ci sono persone che amano il proprio lavoro: non c’è regalo più grande che alzarsi al mattino con la voglia di cominciarlo.
      Un abbraccio!

      Reply
  • anna says: 18/11/2014 at 19:11

    santo cielo mi è venuto un accidenti quando ti ho letta!!. incapacità di adattarmi alla routine, desiderio da sempre di vivere viaggiando, amore per la scrittura…..da piccola alla domanda ‘cosa vorresti fare da grande??’ la mia risposta era:- ‘VIAGGIARE!!!’ …e tutti ‘si…viaggiare….ma viaggiare non è un lavoro!! ” ….ecco mia cara….solo che io son qui con lo stomaco che duole per dieci come dici tu ma non ho ancora capito COME FARE… e certo…..” ma sei fortunata, hai un posto fisso…” 🙂 ti leggerò chissà che non trovi la via!

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 18/11/2014 at 23:23

      Benvenuta, Anna! Se lo stomaco duole come dieci stomaci che dolgono, allora mi sa che l’unica soluzione possibile è seguire il sogno che avevi da bambina. Quel sogno non mente: sei tu.
      L’importante è cominciare a capire il perché lo vuoi e il cosa, poi il come arriva mettendosi in cammino.

      Reply
  • fabien says: 19/11/2014 at 16:36

    Tutto questa questa positività drogata da pseudo sentimenti da basso ventre, miseramente inchiodata ad uno specchio nero (il tablet spento diventa uno specchio nero) mi fa capire che c’è qualcosa di profondamente sbagliato in tutto questo, altro si che liberazione. Il tuo blog mi mette ansia, mi opprime, il fatto stesso che abbia deciso di scriverti è un pessimo segnale (x me) … ma mi incuriosisce, e anzi, sono profondamente attratto da questo dolore, il quale sta nella completa presa di coscienza della caduta a picco dell’umanità in questa miseria virtualmente condivisa, in questa piattezza straziante e omologante che il tuo blog incarna perfettamente. Non me ne avere a male, anche se sembri così felice, percepisco la tua solitudine ASSOLUTA.
    ps: l’altro giorno ho preso in biblioteca Alcool di Apollinaire, a quasi 100 anni dalla sua uscita, e ho pianto.

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 20/11/2014 at 17:59

      Fabien, figurati se devo averne male di qualcuno che mi critica senza conoscermi! Non avrei approvato (e pubblicato) il tuo commento, invece eccolo qui. Commenti come il tuo sono una palestra di diplomazia per chi pubblica.
      Se la lettura del mio blog ti inquieta, forse ti ha fatto da specchio, o forse semplicemente non sei capitato nel blog che fa per te. Ci sono blog che anch’io non apprezzo, e quand’è così, semplicemente… chiudo la pagina e vado a leggere altrove, pagine che sono a me più affini.
      Sai, io credo che tutti viviamo in bilico tra socializzazione e solitudine, superficiale o assoluta, è uguale. Il bello della vita è accettarlo, e vivere bene così come si è.
      Non ho mai letto Alcool di Apollinaire, queste poesie nate perché dovevano buciare il cuore. “Non c’è nulla in comune tra me e coloro che hanno paura delle bruciature”. Ciao.

      Reply
  • cristina says: 22/11/2014 at 12:56

    ti capisco! ti capisco! ti capisco!
    spero presto di scriverti una bella email dove posso spiegarti il perchè.
    un abbraccio <3

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 23/11/2014 at 09:59

      Attendo la tua email, allora: adoro sentire le storie, soprattutto di chi, nell’About me del proprio blog, scrive “Ah, ricordatevi che sognare è permesso” 😉

      Reply
  • cristina says: 23/11/2014 at 14:07

    smack! 🙂

    Reply
  • lara says: 25/11/2014 at 15:32

    cara Eli ho iniziato da pochissimo a seguire il tuo blog e posso solo dirti una cosa…..ti invidio!Ma non una invidia cattiva..assolutamente ….ti ammiro perchè sei riuscita a fare ciò a cui io aspiro da tempo…ma la paura mi blocca, paura di non ottenere aspettativa o di mettere a rischio il mio posto lavorativo(che non sopporto più tra l’altro), paura di non avere soldi a sufficienza per andare avanti, paura di lasciare le persone care, paure….anzi scuse…..ho un paio di amiche,con cui parlavamo di emigrare all’estero, che alla fine ci sono riuscite, chi a Ibiza, chi in Costa Rica….e io sono sempre qua, cercando di mettere via soldi, anche se non mi sembrano mai abbastanza, iscrivendomi a tutti i siti di ricerca lavoro e a tutti i blog di chi ,come te,ci è riuscita….posso chiederti di cosa vivi?Il tuo blog ti permette di andare avanti senza un lavoro?…
    grazie

    Lara

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 27/11/2014 at 18:19

      Ciao Lara!
      Le paure sono tigri di carta, diceva Amelia Earhart. Ci bloccano, ci fanno vedere lo scenario più difficile di quanto è.
      Hai paura di non ottenere l’aspettativa? non lo saprai mai finchè non provi a chiederla! Le persone care, se sono davvero care, le sentirai vicine anche se dovessi andare via. Una volta partita, ti accorgerai che non è la fine del mondo, sai? Le amiche e gli amici veri sono rimasti tali anche dopo anni di vagabondaggio. Non è la distanza che rafforza un’amicizia, ma il sentimento che sta alla base.
      I soldi accumulati per un certo obiettivo non saranno mai abbastanza, finchè non ti darai tu un limite: “Ok, posso sopravvivere per un po’ con questi, e poi troverò un lavoro da qualche parte”. Se due tue amiche ce l’hanno fatta, se le storie che leggi online testimoniano che si può fare, buttati anche tu. Soprattutto se non sopporti più il tuo lavoro.
      Io ero partita con un’aspettativa qualche anno fa e avevo fatto la volontaria per quasi un anno in Cambogia, dove mi davano vitto e alloggio. Poi ero stata un anno in Italia, e avevo preso un’altra aspettativa più l’anno sabbatico ed ero sopravvissuta qualche mese con i miei risparmi. Poi avevo trovato lavori di insegnamento della lingua inglese e da guida turistica. Dopo due anni sono tornata in Italia per motivi personali, e dovrei ripartire la prossima estate. Sono un’insegnante di ruolo e quest’anno sono tornata al mio vecchio lavoro. Avrei però potuto rimanere in Oman, mi avevano offerto un contratto tre compagnie diverse. E così in Cina. Non ho accettato perchè non scrivevo più e volevo sviluppare il mio progetto di scrittura, e avevo altri obiettivi.
      Non vivo ancora di scrittura, e tantomeno col mio blog, ma sono work in progress. Intanto risparmio per la mia prossima partenza. Il mio fine è quello di trovare un lavoro che mi appassioni, in linea con quella che sono, e licenziarmi.

      Reply
  • Danila says: 30/11/2014 at 18:03

    Ciao Elisa,
    devo essere sincera.. ho titubato non poche volte sulla lettura di questa parte di blog.
    Il motivo è semplice: mi porta a farmi mille domande e correre con la fantasia ancora più velocemente di quanto non lo faccia il mio cuore.
    Leggere che qualcuno, teoricamente era più legato di me alla vita quotidiana, sia riuscito a mollare tutto e partire mi da ancora più forza per portare avanti i miei progetti folli e senza troppi risvolti futuri.
    Quando finisci il liceo tutti ti chiedono che vuoi fare all’università, quando finisci la triennale tutti a starti col fiato sul collo e chiederti quale specialistica vuoi fare.
    Ma ti dirò di stare a fare altri 19782632736 programmi sul mio futuro me ne frego.
    Vorrei poter vivere ogni giorno come isolato…
    Non so bene dove andrò ne che farò ma ho capito che prima di tutto devo capire cosa voglio…e se questo mi porterà ad andare controcorrente, ben venga!
    Sono già 22 anni che remo contro tutti…
    Ti ammiro davvero moltissimo per quello che hai fatto!
    Anche io me ne sarei fregata della pensione, tanto a chi importa di avere 800euro al mese a 70anni se prima non hai vissuto felicemente?

    Ti abbraccio,

    Danila.

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 01/12/2014 at 10:06

      Ciao Danila!
      Essendo stata fuori dalla scuola per quasi tre anni, la mia carriera si è bloccata e avrò problemi con l’andare in pensione. Ma proprio non mi interessa: dalle mie esperienze ho capito che altre possibilità si aprono, e non credo proprio che a 70 anni morirò di fame. La cosa non mi preoccupa più di tanto: io vivo adesso, dopo non so come sarò, dovessi morire domani, voglio aver vissuto con gioia ed entusiasmo.
      Quand’ero partita, ero a arrivata ad un punto che o lo facevo, o sarei impazzita. Meglio partire, no? 😉
      Vai avanti con i tuoi progetti folli, non aver paura di buttarti nei tuoi sogni, e poi il tuo destino si aprirà pian piano. Fai il primo, piccolo passo.
      Un abbraccio anche a te!

      Reply
  • Pam says: 02/12/2014 at 21:47

    Eli, non conoscevo il tuo blog, ma non so come ho fatto senza finora. La tua bellissima storia che ho appena letto, mi sembra la mia. Con un bellissimo lavoro ben pagato a tempo indeterminato e tutti che ti ammirano per “quanto sei fortunata”. Peccato che da quando ho aperto un blog e sto conoscendo persone che vivono VERAMENTE mi rendo conto di quanto la mia vita sia riduttiva. Ho la casa piena di libri sul downshifting, vivere liberi, vivere delle proprie passioni, libri che non ho neppure acquistato, mi sono semplicemente arrivati. E aspetto di farmi un piccolo gruzzolo per spiccare il volo. Ti seguo. Grazie per l’ispirazione 🙂

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 03/12/2014 at 09:24

      Ciao Pam!! Io ti ho scoperta ieri sera e il tuo blog mi piace un sacco: un’altra blonde around the world! 😀 Sprizzi gioia da tutti i pori: mica puoi stare ferma nell’indeterminato! Ti seguo anch’io 🙂

      Reply
  • Antonella says: 07/12/2014 at 10:33

    Che carino questo blog, da seguire assolutamente. 😉
    Mi piace molto come scrivi e…complimenti per il coraggio, meriti davvero tanta stima.
    A me il coraggio un po’ manca, ma ci sto lavorando.
    Forse leggerti mi farà bene 😀
    A presto!

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 07/12/2014 at 12:32

      Grazie Antonella! Anche a me piace il tuo The Travel Gazette, dal nome alle foto (vedi quelle della migliore bakery di Londra, yum!).
      Vedrai che il coraggio viene facendo il primo passo 🙂
      Un abbraccio!

      Reply
  • chiara says: 20/12/2014 at 19:57

    Ciao Eli, ho appena scoperto il tuo blog e già me ne sono innamorata! Ti ammiro per la scelta che hai fatto, una scelta che io continuo a posticipare per mancanza di coraggio, ma che forse, alla fine, riuscirò a fare. Ho solo una domanda da farti: come te la sei cavata con i visti nella tua lunga permanenza in Asia? Io ho vissuto per qualche mese in Cina e in quel caso avevo un visto d’affari, ma so che da turista quasi tutti i paesi asiatici impongono una permanenza massima di 30 giorni. Puoi illuminarmi al riguardo? Grazie e a presto!

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 21/12/2014 at 15:16

      Ciao Chiara, ti auguro dal cuore che nel nuovo anno questo coraggio ti possa arrivare e che farai il grande salto!
      In Cambogia non c’è problema per il visto: se entri con un visto business di un mese (che fai all’aeroporto), poi lo puoi rinnovare praticamente all’infinito. Anche se non hai un business 😉 Quando ero stata in Thailandia io, si poteva ancora fare il vista-run attraversando il confine e rientrando in Thailandia in giornata. Dallo scorso agosto, però, questo non si può più fare e sono diventati più severi con i visti. In Oman si può fare tranquillamente tutta una serie di visti turistici, e in Cina ero entrata col visto turistico per poi convertirlo in visto di lavoro.
      La Malesia, con Singapore, Macao e Hong Kong, è rimasto al momento uno dei pochi paesi del Sud Est Asiatico ad offrire un visto trimestrale gratuito. In Indonesia si può ottenere un visto di 30 giorni, ma mi hanno detto che, così come in Birmania/Myanmar, ci sono alcuni modi per ottenere l’estensione dei visti.

      Reply
  • riccardo says: 25/12/2014 at 18:04

    Eli le e-maillllll!!!!

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 28/12/2014 at 04:21

      Sono in Oman e leggermente indietro con la posta, arrivoooo!! Dopo il 31 mi rimetto al passo 😉

      Reply
      • riccardo says: 30/12/2014 at 22:45

        Sei già ripartita!! Vai tranquilla e goditi il viaggio 🙂

        Reply
  • VINCENZO TORRENTE says: 08/01/2015 at 18:56

    Ciao sono Enzo complimenti per la tua scelta coraggiosa..Grande!!! Non è che mi potresti dare qualche info sull’ Oman? Forse organizzo un viaggio last minute con un amico…molto last..Ciao e in bocca al lupo

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 08/01/2015 at 21:31

      Ciao Enzo! Grazie! Sì, mandami pure una mail dal modulo CONTACT del blog con le domande sull’Oman 😉

      Reply
  • Viacolviaggio says: 03/02/2015 at 22:25

    Ciao carissima Eli, dobbiamo farti i nostri complimenti per il tuo blog e soprattutto per la tua coraggiosa scelta di mollare tutto. Io (Valentina) l’ho appena fatto e mi sento proprio come ti sentivi tu allora: “Perchè adesso ero finalmente libera di essere me”. In bocca al lupo per il tuo futuro. Noi ti seguiremo in giro per il mondo. Valentina e Stefano

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 10/02/2015 at 19:17

      Ciao Valentina! Sono felice che anche tu ti sia liberata, e anch’io ti faccio tanto auguri per la tua vita da “libera e bella” e ti seguirò sul tuo bel blog! Saluti anche a Stefano

      Reply
  • Enrica - Attimi e Pillole di Viaggio says: 10/02/2015 at 11:38

    Ciao Eli,
    lo ammetto: mi hai rapita. Il tuo modo di scrivere, le tue idee, la tua libertà mi hanno incantata.
    Sono una piemontese come te, vivo in un minuscolo paesino della provincia di Cuneo e come tu stessa scrivi, è quasi inevitabile pensare “Ecco perchè si è data alla macchia”. Ho apprezzato molto la tua scelta di vita: una scelta coraggiosa di cui devi andarne fiera, orgogliosa e che io, nel mio piccolo, posso solo invidiarti.
    Ho pensato spesso anch’io di partire, di andarmene in giro per il mondo per riuscire finalmente ad essere la persona che qui, nel mio piccolissimo paese, non riesco ad essere. Ma a volte, queste scelte, bisogna farle con determinazione e, questo, non è il mio punto forte. Ma partirò, a breve, per trasferirmi in Spagna. E’ già un piccolo passo.
    Ad ogni modo, ti auguro di riuscire a vivere così per sempre e di sentirti libera (e soprattutto te stessa) ovunque sarai.
    Io, come tantissime altri blogger e persone, ti seguirò nei tuoi viaggi intorno al globo.
    Buona fortuna!
    Enrica

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 10/02/2015 at 19:33

      Ciao Enrica!
      Grazie per le tue belle parole: mi sono di incoraggiamento.
      Sei di un paesino della provincia di Cuneo? Allora se la voglia di libertà e di viaggi ti esce da tutti i pori, prima o poi la troverai, la determinazione!
      Ho letto sul tuo blog che partirai (sei già partita, giusto?) per la Spagna: ti auguro che questo viaggio ti possa portare ciò che desideri, ma soprattutto che tu possa iniziare un cammino di conoscenza di te stessa. Il trasferimento all’estero ti stravolgerà interiormente, ma in fondo se non lo volessimo, non partiremmo nemmeno, no?
      Ti seguirò sul tuo blog e buona fortuna anche a te! Se sarà destino che resterai in Spagna, stai certa che troverai la tua strada. Altrimenti sarà altrove, ma ormai sei in cammino: è questo l’importante.
      Un abbraccio grande!

      Reply
  • Bruno says: 10/02/2015 at 19:57

    Ciao Eli. Desideravo solo salutarti. Sentire di te in ogni modo e con ogni mezzo è per me una boccata d’aria pura, d’alta montagna. Buona Vita cara Amica

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 12/02/2015 at 08:21

      Buongiorno Bruno, che bel messaggio!! Grazie davvero, e sono felice di poter portare, ogni tanto, un po’ di aria pura dalle tue parti 🙂 Un abbraccio di cuore, buona giornata di sole!
      E buona vita anche a te.

      Reply
  • cris says: 13/03/2015 at 17:05

    Basta, ho deciso che mi piaci un sacco. Perchè sei coraggiosa, schietta, sognatrice e… piemontese!
    Un po’ per volta riuscirò a leggermi tutto il tuo blog!

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 14/03/2015 at 15:42

      Ciao Cris! Grazie!! Guarda che la cosa è reciproca: ho letto il tuo About me e mi sono innamorata. Non solo perché vivi in Congo (particolare non indifferente), ma perché anch’io, come te, quando sono presa bene canto “Always” di Bon Jovi come non ci fosse un domani 😀
      Un abbraccio!

      Reply
  • raffaella says: 15/03/2015 at 17:12

    “Not all those who wander are lost” (Tolkien)

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 15/03/2015 at 17:27

      I’m not lost yet 😉

      Reply
  • Alice says: 22/03/2015 at 18:00

    Complimenti per il blog!! Molto interessante e ricco di esperienze uniche. Peccato che l’ho scoperto solo adesso; devo recuperare un po’ di anni di avventure.

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 23/03/2015 at 09:27

      Ciao Alice! Grazie e benvenuta!
      Spero riuscirai a recuperare la lettura dei post perduti: in estate ripartirò e ne arriveranno di nuove 😉 Un abbraccio!

      Reply
  • Criss says: 02/04/2015 at 17:35

    Ciao Eli leggendo di te su About mi sono accorta che abbiamo molte cose in comune. Anche se io sono piu’ “old” e sono sempre stata una backpacker (anche se adesso mi risulta piu’ comodoso viaggiare con il trolley!) ero anch’io una di quelle persone “fortunate” ad avere un lavoro a tempo indeterminato in Italia: ero dipendente della Pubblica Amministrazione in un piccolo Comune in Provincia di Mantova. Non potevi descrivere in modo piu’ preciso la scena di quando hai presentato la richiesta di aspettativa: mi ritrovo esattamente nelle sensazioni che hai provato in quel momento, le gambe che tremavano mentre salivo le scale, la voce che non voleva uscire, salivazione zero! Al temine del mio anno sabbatico io pero’ sono rientrata perche’ erano state tante le esperienze ed emozioni vissute che avevo necessita’ di rientrare nel mio ambiente, di un po’ di tempo e calma per lasciarle sedimentare. Poi pero mi e’ apparso chiaro fin da subito che quella non era piu’ la mia vita e dopo circa un anno e mezzo ho lasciato il “posto fisso” con tutte le problematiche che tu hai descritto. Una scelta controcorrente in un periodo di grave crisi economica, ma quella non era piu’ la mia vita. Sono una “blogger” in erba, ho iniziato da pochissimo e leggendo qua e la’ ho scoperto che sono moltissime le persone come noi che amano viaggiare ed hanno compiuto scelte di vita alternative. Anch’io credo di non essere il mio CV: non ha importanza quello che stai facendo, ma quello che sei. Poi da ogni esperienza c’e’ qualcosa da imparare, rappresenta un’occasione di crescita soprattutto personale. Ciao a take care.

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 16/04/2015 at 21:36

      Ciao Criss! La tua storia dà molta forza.
      Io per vicissitudini familiari – ed esigenze personali – non ho ancora lasciato il posto fisso, ma credo che il prossimo anno la rottura definitiva avverrà. A maggio dello scorso anno sono tornata in Italia e questo anno nella scuola, questo ritorno, mi ha fatta capire meglio quanto io non sia più fatta per condurre questa vita, che non mi appartiene più.
      In bocca al lupo e grazie per aver condiviso qui la tua storia!

      Reply
  • […] i sogni e la vita quotidiana sono cose diverse. Eppure c’è chi li trasforma in realtà, i sogni… Che la disoccupazione è agli sgoccioli e quest’occasione è arrivata sul filo del […]

    Reply
  • Roberto Gerosa says: 06/05/2015 at 23:13

    Sono troppo contento, ho scoperto questo blog e me ne sono subito innamorato. Mi leggerò tutti gli articoli e non mi perderò quelli nuovi che pubblicherai.
    Sei un’anima libera e lo si avverte immediatamente. Sei un’anima libera e la tua libertà è contagiosa!

    Piacere di conoscerti e di seguirti Eli

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 09/05/2015 at 15:37

      Ciao Roberto! Anch’io sono contenta di aver scoperto te!
      Piacere mio e vedo che siamo simili in quanto a spontaneità. E’ sempre bello trovare anime simili, anche in rete.
      A presto!!

      Reply
  • Luca says: 14/05/2015 at 08:25

    Ciao Eli! Ho scoperto il tuo blog alcuni giorni fa e sono stato molto attratto nel leggere.
    Piu’ di sei anni fa ho lasciato il mio lavoro in Italia,venduto la macchina e organizzato la vendita del mio appartamento per partire per il “Gap Year”
    dal quale non sono più’ rientrato! 😉
    Dopo aver viaggiato per più’ di due anni ora vivo in Australia , dove per ora ho trovato una base !
    Ti faccio i miei complimenti e persone come te le sento molto vicine ed uniche!!
    Un abbraccio

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 15/05/2015 at 07:36

      Ciao Luca!
      Che bella la tua esperienza di vita! Mi sa che sono in tanti quelli che partono per un Gap Year e poi non rientrano più! 😀
      Sono felice che tu abbia trovato una base in un paese a mio parere meraviglioso – non ci sono mai stata, ma da quello che leggo mi pare sia un bel posto in cui vivere.
      Grazie per il tuo pensiero e continua così!
      Un abbraccio anche a te 🙂

      Reply
  • Alessandra says: 19/08/2015 at 20:26

    Ecco come hai fatto! Che bello leggere la tua storia siamo anche quasi coetanee…mi dà tanta forza. Un abbraccio bella, continuerò a seguirti

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 24/08/2015 at 13:48

      Ciao Alessandra!
      Non c’è limitè d’età per inseguire i propri sogni. E’ solo una data sul passaporto.
      Un abbraccio anche a te! 😀

      Reply
  • Maria Francesca says: 17/09/2015 at 12:14

    Ciao Eli mi chiamo Francesca ho 42 anni e quando respiro il profumo di quei posti respiro il profumo di casa. Mi piacerebbe trasferirmi in Oman insieme alla mia famiglia. Noi siamo nel settore dell’Editoria Grafica Stampa pubblicità etc ma la vita qui in Italia mi sta stretta è come se non respirassi più. Tutto questo da quando ho iniziato a lavorare su di me togliendo quei veli che mi hanno separata dalla VERA ESSENZA. ORA Amo incondizionatamente. E………. tantissmo altro che si chiama AMORE. Tu sai. Un mega abbraccio

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 19/09/2015 at 04:30

      Ciao Francesca! Eh sì, quando si comincia a lavorare su se stessi poi non si può più fare la vita di prima, c’è poi bisogno di un cambiamento che spesso porta a fare scelte radicali.
      Un abbraccio grande anche a te e che la vita porti te e la tua famiglia dove desiderate e dove possiate trovare serenità.

      Reply
  • https://narrabondo.wordpress.com says: 21/11/2015 at 00:03

    Ti auguro di trovare sempre un vicolo losco che ti allunghi il viaggio.
    E’ bello leggere finalmente di una persona che si dichiara orgogliosamente una non backpacker.
    E’ ora di finirla con questa moda dei backpackers!

    Un backepackers :–P

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 27/11/2015 at 07:48

      AH Ah Narrabondo, mi hai fatta ridere!! In India e ora qui in Oman ho lo zaino, ma la schiena spaccata. Sto già facendo il giro dei negozi di Muscat per tornare a un sanissimo trolley 😀
      Un abbraccio, backpacker!

      Reply
  • Sara says: 06/01/2016 at 20:11

    Cominciarsi a chiedere a 22 anni “Che cosa faccio qui?” forse non è un buon segno, da bambina volevo fare l’ESPLORATRICE ed ora mi accorgo che sto entrando mentalmente nel loop studio-lavoro-famiglia-vecchiaia. Così mi sono ritrovata sveglia nel cuore della notte, con il terrore di non poter cambiare le cose. Soprattutto con la paura di non farcela, di stare male.
    Quello che scrivi ogni volta mi riempie di gioia, è come se mi arrivasse ogni volta una piccola spintarella a cambiare le cose 😉

    Grazie Eli, ti abbraccio

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 07/01/2016 at 11:26

      Ciao Sara!
      Non è mai troppo presto o troppo tardi per chiedersi cosa stai facendo lì: il desiderio di cambiamento può avvenire a qualunque età.
      A 22 anni puoi di certo cambiare le cose, se non sei bloccata da problemi di salute gravi. Credici e vedrai che cominciando ad esplorare diverse possibilità, capirai che si può fare. Sei giovanissima, hai tutta la vita davanti. Buttati! Prova.
      Un abbraccio grande da Muscat!

      Reply
  • Erica says: 13/01/2016 at 10:33

    Ciao, mi è bastato leggere la tua presentazione, per sentire che le tue corde suonano una melodia perfettamente intonata con la mia. Ho 24 anni, domani 25 🙂 , sono in Australia e sto scrivendo. Sto scrivendo come se non ci fosse un domani. Mi prenderò tempi e spazi per leggerti perché è tutto troppo figo.

    Ps: anche a me piace prendere i bus a caso e scendere al capolinea.

    Erica, anzi Atmosferica.

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 14/01/2016 at 12:00

      Ciao Erica anzi Atmosferica! Auguri!!
      Bello il tuo viaggio in Australia, ti seguirò.
      Un abbraccio dalla Cambogia 😉

      Reply
  • Thegirlwhowantedakoala says: 24/01/2016 at 22:41

    Ti ho taggata per il Dragon’s Loyalty Award! 🙂

    http://thegirlwhowantedakoala.com/2016/01/24/dragons-loyalty-award/

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 25/01/2016 at 03:21

      Grazie! 🙂

      Reply
  • Paola says: 25/02/2016 at 23:29

    Ciao Eli,
    dormire, mangiare, fare un tour nel deserto o affittare una macchina, quanto costa in Oman che non mi è ancora chiaro?!!?!!
    Viaggiatrice zaino in spalla!
    Grazie
    Ciao

    Reply
    • Elizabeth Sunday Siyabi says: 26/02/2016 at 16:29

      Ciao Paola!
      Per i costi indicativi dell’affitto di una macchina, puoi guardare qui: http://www.destinationoman.com/car_rentals.html Tieni conto che durante l’alta stagione – ad esempio Natale e Pasqua – costano leggermente di più.
      Tutto dipende da quanto vuoi stare, se vuoi vedere sia il nord del paese (giro classico dell’Oman) che il sud (totale 15 giorni), o fare solo i classici 5-6 giorni al nord. Mangiare costa poco, tieni conto circa 3 rial a pasto. Dormire è caro in Oman, è difficile che trovi un hotel a meno di 40 rial per notte la doppia. Puoi risparmiare facendo parte dei pernottamenti in tenda, ma da sola direi di no. Se vuoi affittare macchina con autista, quello ti costa minimo 80 Rial al giorno. Nel deserto non puoi andare da sola, ti devi far venire a prendere ai piedi deldeserto da quelli del camp in cui andrai.
      Potremmo dire che un tour dell’Oman di 6 giorni classico ti costerebbe in due circa 1500 euro a testa.

      Reply
  • Oman On the road, consigli utili | says: 17/05/2016 at 08:00

    […] vi lascio i link ad alcuni blog dove potrete trovare altri approfondimenti sull’Oman. Too Happy to be homesick >> qui troverete davvero tutto, Ely ha lavorato e vissuto in Oman per un po’, quindi […]

    Reply
  • maria cristina says: 11/06/2016 at 22:14

    Un po di sana invidia.Tanti tanti auguri per una meravigliosa vita.Gran bella decisione la tua.

    Reply
    • Elizabeth Sunday Anne says: 14/06/2016 at 15:43

      Grazie e auguri per la tua, di vita, che possa sempre brillare della luce che hai neglio occhi al mattino.

      Reply
  • cristina venturi says: 21/06/2016 at 17:44

    ciao meraviglioso essere, mi stai facendo sognare, sto leggendo avidamente tutto ciò che scrivi, non so perchè sono incappata nel tuo blog, penso si tratti di uno di quei segni di cui parli e che mi fa capire di essere sulla strada giusta, sono nella prima fase della realizzazione del sogno che ho da sempre, quello di andarmene in giro a vivere la mia vita, quella vera, da sola, niente zavorre, sto vendendo tutto quello che ho, (casa, macchina, motorino, mobili) lasciando il mio lavoro a tempo indeterminato, salutando gli amici e confortando i miei anziani e ahimè malati genitori, ho preso un volo, per ora a causa loro (potrei dover rientrare in fretta) non mi allontanerò molto, giusto una manciata di ore di volo, ma so che è solo l’inizio, non penso ad altro, sono solo una dilettante in confronto a te, sto cercando di migliorare il mio inglese, è sempre stata la mia croce ma confido nella terapia d’urto, svincolando qualche risparmio che ho da parte e sistemando tutta la parte economico/burocratica della faccenda. chi mi conosce dice che ho cambiato faccia da quando ho finalmente preso la decisione, certo, sono estremamente felice! grazie

    Reply
    • Elizabeth Sunday Anne says: 28/06/2016 at 19:10

      Ciao Cristina! In tanti mi scrivono di non sapere perché sono incappati nel mio blog eh eh 😀
      vai con l’inglese, e poi lo imparerai viaggiando, conoscendo stranieri con cui dovrai per forza comunicare e lo imparerai in maniera naturale. Fai bene a non andare troppo lontana se i utoi genitori non stanno bene, così potrai rientrare in fretta in caso di bisogno.
      HAI CAMBIATO FACCIA. E’ il regalo più bello che ti potessi fare.
      In bocca al lupo e scrivimi dove sei e cosa fai!

      Reply
      • cristina venturi says: 01/07/2016 at 00:35

        of course Elizabeth!!! 🙂

        Reply
  • Nel sud del nord says: 09/09/2016 at 09:05

    Storia bellissima la tua, buon viaggio!

    Reply
    • Elizabeth Sunday Anne says: 29/09/2016 at 09:51

      Grazie e buon nuovo viaggio anche a te!

      Reply
  • Serena says: 24/01/2017 at 20:58

    Ciao Elizabeth, mi sono imbattuta nel tuo blog da poco ed è stata una vera scoperta. Mi piace da morire come scrivi; semplice, diretta, sincera e onesta. Inoltre i tuoi articoli fanno riflettere molto. A volte non riesco a mettere per iscritto quello che provo viaggiando; poi leggo il tuo blog e mi immedesimo in quello che scrivi. Sono distante anni luce dall’aver vissuto le tue esperienze ma sto lavorando ad un progetto che spero mi permetta di raggiungere il mio sogno: vivere viaggiando. Un abbraccio forte dalla Spagna

    Reply
    • Elizabeth Sunday says: 26/01/2017 at 14:32

      Ciao Serena, grazie per le belle parole che mi hai scritto.
      Attendo il lancio del tuo nuovo blog e ti seguirò 🙂
      Un abbraccio dal Sudafrica e buoni viaggi.

      Reply

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