Cronache 41

10 Momenti Top dei Miei Due Anni in Viaggio 2012-2014

L’anno sta per finire, è tempo di bilanci. Io, però, quando penso al passato non vado ad anni: vado a periodi. Il periodo in cui ero felicissima, il periodo in cui ero amorfa, il periodo in cui  stavo con quel tizio là che mi ha fatto girare le scatole che la metà bastava.

Ieri sera ero qui col gatto e un vasetto di Nutella a pensare al periodo che si sta chiudendo: quello degli anni sabbatici. E’ stato un viaggio di mente, cuore e corpo. Il corpo andava come un treno seguendo il cuore, e la mente si adattava al cambiamento: non le ho dato il tempo di pensare, e questo è stato un bene. Se perdiamo tempo a pensare, il sangue non circola, sta sempre nella testa, e non faremmo mai neanche una sana pazzia nella vita.

Come scrisse Leo Buscaglia,

Ecco i 10 momenti top dei miei due anni sabbatici in viaggio, 2012-2014:

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1. Vivere 5 settimane in un resort in Thailandia

Dopo aver girovagato per l’Asia avevo bisogno di raccogliere le idee. E così sono approdata in un resort a Noppharat Thara Beach, nel sud della Thailandia: uno splendore. Era ottobre, non c’era un cane, anzi sì, c’eravamo solo io, uno dei padroni del resort e due cani. Era la stagione delle piogge, che mi svegliavano battendo sulla mia camera con cucina. La mattina era tutto verde brillante, uccelli tropicali mi davano il buongiorno, la spiaggia era deserta e io ritrovai il filo della mia vita. E’ lì che, alla fine di novembre di due anni fa, aprii questo blog. E poi partii per la Malesia prima, e poi per l’Oman. Senza avere la più pallida idea di cosa mi stesse aspettando al di là del mare.

Su questa veranda è nato il mio blog e il mio primo articolo:

thailandia krabi ao nang

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2. Stare una settimana a Kuala Lumpur a casa di Issac

La Malesia è stata una bellissima scoperta, una parentesi divertente tra la Thailandia e l’Oman. Partii da Noppharat Thara Beach al mattino presto in autobus e arrivai la sera tardi a Kuala Lumpur, io e le mie valigie ingombranti. Con questa città è stato subito un colpo di fulmine: l’ho amata dal primo istante, grazie alla gentilezza delle persone, la varietà culturale, il cibo, l’architettura in mezzo alla giungla in cui è stata ritagliata questa capitale asiatica.
Ok, va bene, e sto Issac chi è? E’ il ragazzo che mi ha affittato una camera nel suo appartamento a KL tramite il sito Airbnb: lui e il suo convivente mi hanno trattata come ci conoscessimo da sempre, ho vissuto uno spaccato di vita malese di città e ho potuto essere me stessa, perché lui e il suo amico lo erano in tutto e per tutto.

Il motto di Issac? “Italians know what’s the real pleasure”.

Malesia Kuala Lumpur anno sabbatico cambiare vita

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3. Dormire in tenda in Oman nel deserto Quarto Vuoto

Ero in viaggio con un gruppo di sei persone, più l’autista e l’autista-cuoco, uno dei gruppi più belli che ho guidato. Abbiamo trascorso tre notti in tenda, in tre punti diversi e distanti del deserto Rub Al-Khali, il Quarto Vuoto, mille chilometri di sabbia al confine con l’Arabia Saudita che in età preislamica erano percorsi dalle carovane che trasportavano l’incenso. Immaginate dune alte anche 300 metri di sabbia dorata, il silenzio assoluto attorno alle tende, il cielo nero in cui si vedevano tutte le stelle del mondo. Una bacinella per lavarsi, i nostri racconti di vita a tenerci compagnia durante le cene.
Le notti erano senza sogni, calme, quiete. La sveglia con il sole che faceva capolino da dietro le dune è il ricordo più bello che ho dell’Oman.

man deserto quarto vuoto

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4. Assistere al diploma delle mie ex-alunne in Cambogia

L’anno prima, lasciando (in lacrime) la missione dopo sette mesi di volontariato, l’avevo promesso: tornerò per la consegna dei vostri diplomi. Così è stato: tornare alla missione, rivedere la Cambogia, le suore, la mia stanza, le bambine, un’ex-collega e ora amica, e soprattutto loro, le ragazze cui avevo dato tutto ciò che potevo: qualche rudimento d’inglese, un po’ di aerobica e tanto amore.

cambogia

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5. Fare un corso di Meditazione Vipassana in Myanmar

Sequestro di cellulari, libri, penne, taccuini e computer all’entrata del ritiro. Digiuno dal pasto delle dodici in poi. Rispetto del nobile silenzio per 10 giorni consecutivi. Meditazione dalle 4 del mattino alle 9.30 di sera. Ancora non mi capacito come sia sopravvissuta a una cosa del genere, ma ne sono uscita rinata.
Era un mio sogno e l’ho esaudito: una delle esperienze più dure e più belle della mia vita.

myanmar yangoon meditazione vipassana

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6. Vivere in casa di una ragazza iraniana a Tehran

Non si può comprendere cosa sia l’Iran e tutta la sua bellezza se non si è stati là, e se non si è vissuto qualche giorno a casa di qualcuno del posto. Ho avuto la fortuna di conoscere lei tramite Couchsurfing: non solo è nata una bella amicizia, ma grazie a lei ho respirato l’Iran, l’ho amato, sentito dentro come fosse il mio paese. E ho mangiato il cibo più buono del mondo.

tehran iran

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7. Tornare in Italia di corsa dall’Oman e scoprire che mio papà stava meglio

Ero a casa mia a Muscat, una mattina di dicembre. Ricevo un messaggio: papà ha avuto un infarto, sta arrivando l’ambulanza, è molto grave, non si sa se arriverà vivo in ospedale.
L’indomani sera ero su un aereo per l’Italia, la mattina successiva atterravo a Malpensa con turbante in testa e tutte le maglie addosso che avevo in casa. Ero congelata dal freddo ma felice: mio papà ce l’aveva fatta, era all’ospedale e stava bene. Il suo sorriso nel vedermi entrare nella stanza era valso quel viaggio.

All’arrivo all’aeroporto di Milano:

Top 10 (5)

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8. Fare il viaggio Tehran-Esfahan in macchina con due iraniani conosciuti il giorno prima

E’ stato uno dei viaggi più belli e rilassanti della mia vita: io e un iraniano della mia età nato a Los Angeles, in visita ai parenti in Iran, insieme al giovane zio di Esfahan, sulla loro macchina scassata. Noi a raccontarci le nostre vite, i segreti, i sogni, le cose che non abbiamo mai detto. E scoprire che nessun ayatollah potrà mai impedire al suo popolo di essere esattamente come tutti gli altri.

Venditore di ottimi spiedini di carne al casello sulla strada Tehran-Esfahan:

tehran esfahan iran

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9. Terminare il mio primo anno sabbatico in Cambogia, dov’era iniziato, e conoscere Christine

Partita per la Cambogia e da lì per il mondo, e infine tornata in Cambogia per finire quel secondo anno di aspettativa. E’ stato bello tornarci dodici mesi dopo e riscoprirmi diversa, un’altra persona da quella che era passata da lì un anno prima. Nell’appartamento in cui sono stata per un mese ho conosciuto una ragazza splendida, Christine di Singapore, oggi una grande amica: la lontananza non ci ha mai divise, il cuore è rimasto quello.

Con Christine (la prima a destra) in visita a una mia ex-alunna nella campagna cambogiana:

viaggio in cambogia

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10. Vivere due mesi in Cina in un palazzone che sembrava una gabbia

Ma come fa a rappresentare il momento top di un viaggio!, chiederete voi.
Lo è stato, invece: vivere in un palazzone di venti piani che sembrava un alveare, con nessuno che mi rivolgeva la parola, nessuno che parlava la mia lingua, e a fare un lavoro in cui tutti mi mentivano, è stato il top. Perché lì ho capito che mai più avrei ceduto alla trappola dell’accettare un lavoro sicuro per un anno e più, che non mi piaceva, solo per paura di buttarmi nell’ignoto.

L’allegra vista dal mio monolocale in Cina:

vivere in cina

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Thailandia 2012:

thailandia krabi ao nang

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E tu, quando hai messo a tacere la tua mente in viaggio, e ti sei lasciato andare?

Qual è stato il momento top di uno dei tuoi viaggi, in cui  hai proprio pensato “Aaah come sto bene, e chi torna più?”. Condividilo qui!

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41 Comments

  • Roberta says: 18/12/2014 at 23:10

    Sei una continua fonte di sorprese, hai vissuto in 2 anni tante esperienze quante uno non ne vive in una vita intera! Persino il corso di Meditazione Vipassana in Myanmar… Ecco tu sei quello che Ketut aveva disegnato la donna a 4 zampe (ancorata alla terra per sperimentarla in tutta la sua diversità) e la testa nel cuore. Leggerti mi emoziona sempre 🙂

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 19/12/2014 at 07:28

      Roberta, se mi paragoni a qualcosa del libro Mangia Prega Ama mi commuovi! Non ricordavo però il particolare di quel disegno, devo andarlo a rileggere. Grazie, buona giornata! 🙂

      Reply
      • Roberta says: 19/12/2014 at 08:52

        Si, mi riferisco proprio a quel libro. Il disegno a rappresentare chi non vuole diventare un’asceta ma vuole vivere e conoscere e partecipare al mondo senza rinunciare ad una dimensione spirituale, ho trovato quell’immagine troppo bella e decisamente calzante!

        Reply
        • Eli Sunday Siyabi says: 19/12/2014 at 22:09

          Bellissimo! Infatti non credo proprio potrei diventare un’asceta, ma coltivare la mia spiritualità è per me fondamentale. Grazie ancora Robi!

          Reply
  • dramaqueen says: 18/12/2014 at 23:16

    Il momento “top” che mi viene in mente è sulla cima della ruota panoramica nel luna park di Linnanmaki a Helsinki… quindi “top” in tutti i sensi.
    Ed è simbolico di un viaggio bellissimo ma pazzo: avevo lasciato da poco il mio ex-ragazzo e avevo assoluto bisogno di cambiare aria, quindi ho chiesto alla mia corrispondente finlandese se potevo andare a trovarla. Piccolo particolare: ci siamo conosciute via internet e non ci eravamo mai viste prima di allora, se non via skype. Però ho preso l’aereo (per la prima volta da sola) e sono partita. Lei, per fortuna, si è rivelata gentilissima, come nelle email e anche di più.
    In quel parco dei divertimenti ho avuto anche la mia prima “conversazione” in finlandese, per comprare lo zucchero filato. In realtà ho detto solo due parole, ma mi sono sentita bravissima lo stesso 🙂

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 19/12/2014 at 07:32

      La ruota panoramica di Helsinki rende davvero l’idea del momento top! Se si viaggia dopo aver chiuso una storia, poi, di solito è il massimo del senso di libertà riacquistata.
      Sei già stata bravissima a dire due parole in finlandese! 🙂

      Reply
  • Elisa - TripVillage says: 19/12/2014 at 09:28

    Eli i tuoi periodi sono stupendi *.*
    Ma quanto bello deve essere “Dormire in tenda in Oman nel deserto Quarto Vuoto” ????? Spero di poter un giorno scrivere un articolo simile..
    Io devo ancora imparare a lasciare andare la mia mente del tutto ma ci sto lavorando, però quest’anno 2 volte ho pensato “Aaah come sto bene, e chi torna più?:

    – a Santorini, l’ultimo giorno mentre guardavamo il tramonto da una stradina a picco sul mare, solo io e il mio ragazzo…e la pace!
    – in Irlanda, sulle Slieve League, anche qui solo noi e il mare e la natura e la VITA! Sarei stata lì per ore e ore…

    Un abbraccio!!

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 19/12/2014 at 22:12

      Ti auguro dal cuore di fare l’esperienza di un paio di notti in tenda in qualche deserto lontano dalle rotte turistiche: un’esperienza che ferma il tempo ( e blocca lo stress).
      Che belli i momenti che hai descritto: è sempre la natura, alla fine, ciò che mette in moto le emozioni più belle.

      Reply
  • Alessio says: 19/12/2014 at 10:37

    Tu sei un mito…e basta!

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 19/12/2014 at 22:14

      Alessio!! Non mi far arrossire! 😀

      Reply
  • Debora says: 19/12/2014 at 10:43

    Repubblica Dominicana, Aprile 2013 … la mia compagna di viaggio si sente male la sera prima di ripartire per l’Italia, corsa in ospedale e ritorno al Resort con il rischio di non avere più camera e all inclusive…trascorro qualche giorno nel villaggio di pescatori lì vicino…mi ritrovo a girovagare tra le piccole casette colorate davanti al mare, ascoltando i ritmi caraibici e mangiando riso con pollo, platano e juca con cipolle…ho pensato di essere vissuta lì da anni e che…nel caso in cui non ci fosse stato un volo di ritorno..avrei chiamato casa dicendo che sarei rimasta lì con loro!! Davvero!!

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 19/12/2014 at 22:16

      Che meraviglia, Debora, hai descritto così bene quel momento che mi sembrava di essere lì nel villaggio con te. Alla fine il destino ha scelto per te il ritorno in Italia, ma non è detto che prima o poi non ti perderai in un altro luogo, e allora… che sia la volta buona? 😉

      Reply
  • vittoria says: 19/12/2014 at 10:49

    Momenti meravigliosi…mi sono commossa… Un abbraccio

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 19/12/2014 at 22:16

      Grazie come sempre, Vittoria!

      Reply
  • Barbara Lingua says: 19/12/2014 at 13:27

    Ormai è ufficiale. Tutti i giorni, in pausa pranzo, mi dedico il mio attimo di solitudine per leggerti. (Oggi ti ho divorata insieme alle patatine fritte). ti sento molto simile a me nel modo di pensare, nel modo di vedere le cose, e, probabilmente, se dovessi fare qualche pazzia ,farei le stesse cose che hai fatto tu.
    Quando viaggio mi sento un tutt’uno con il mondo.
    Tutti mi chiedono se soffro di solitudine quando parto da sola.
    Un mese fa, in Cambogia, appena messo piede a terra mi sono sentita a casa.
    ”Si rimane soli solo quando si vuole stare da soli”.
    E lì , anche solo con i sorrisi della gente che incontravo, l’anima si scaldava, e non mi sono mai sentita sola.

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 19/12/2014 at 22:25

      Ma dai, che bello, il fatto che hai cominciato a leggermi sempre in pausa pranzo mi riempie di gioia! Blog e patatine fritte, che bella immagine 😀
      La frase che hai scritto sul rimanere da soli è proprio vera. Io in viaggio ho sofferto la solitudine solo a tratti, e in determinati luoghi. La Cambogia non è uno di quelli: lì le persone che ti fanno sentire davvero un tutt’uno con il mondo.
      “Se dovessi fare qualche pazzia”: spero presto! 😉

      Reply
  • Manuela says: 19/12/2014 at 14:10

    Bello rivivere questi momenti salienti con te.. e che momenti!
    Esperienze con la E maiuscola!
    Eli ti ho mai detto che sei il mio idolo???

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 19/12/2014 at 22:25

      Manu!! Anche tu sei il mio idolo di blogger 😉

      Reply
  • Serena @ BlackCatSouvenirs says: 19/12/2014 at 16:24

    Verissimo, il tempo non si scandisce a giorni ma a momenti, non ad anni ma a periodi.
    E questi tuoi momenti non sono fatti solo di luoghi, ma di emozioni – che è poi quello che il viaggio ti deve dare!
    E’ stato bello sentirli raccontare 🙂

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 19/12/2014 at 22:27

      Grazie Serena Black Cat! Luoghi ed emozioni, la mia vita si nutre anche di quello. Un abbraccio!

      Reply
  • Deborah - Appuntidiviaggio.net says: 20/12/2014 at 00:23

    Un’altalena di emozioni leggere questo articolo. Sono passata dall’ “invidia” delle 5 settimane solitarie in un resort in Thailandia, all’ammirazione per essere sopravvissuta a 10 giorni di meditazione e digiuno (ma come cavolo hai fatto!!) alla commozione della corsa verso casa!
    Esperienze bellissime che ti cambiano, emozioni che non si dimenticano. Complimenti per tutto!

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 21/12/2014 at 14:45

      Grazie Deborah!! Anch’io non so come ho fatto in Myanmar 😉

      Reply
  • Grazia Gironella says: 20/12/2014 at 14:26

    Che bell’articolo, Eli! Mi è piaciuto moltissimo conoscerti meglio. Le foto (belle anche loro) mi hanno anche ricordato come certi contesti mi suscitino inquietudine. Il paesaggio alle spalle del venditore di spiedini è un cartello tipo “stai lontana”, per me! 😉 Vai a sapere perché. Anzi, lo so: la bruttezza dell’edilizia (che è il minimo, dove non gira ricchezza) mi deprime facilmente. Okay, posso sempre fare un trekking in Svizzera. 😀

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 21/12/2014 at 14:50

      Ah ah vada per il trekking in Svizzera, se è quello che ti fa stare bene! 🙂 Io, invece, quando vedo edilizia deprimente mi butto a capofitto: voglio sempre andare a vedere cosa c’è dietro tale bruttura. Sarà per questo che mi ero innamorata dell’Iran dal momento in cui ero uscita dall’aeroporto?

      Reply
  • Gloria Vanni says: 21/12/2014 at 07:00

    Concordo, Eli, con tutti i commenti precedenti: un bel post e meravigliose foto che raccontano un sacco di cose di te. Da quando ti conosco e leggo, ho sempre più voglia di partire e questo è per me un effetto straordinario 🙂 Grazie”

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 21/12/2014 at 14:55

      Proprio l’effetto che spero i miei post abbiano su tutti quelli che mi leggono 😉 Comunque quest’anno vedo che sei già impegnata in un viaggio bellissimo: quello del tuo blog!

      Reply
  • Danila says: 21/12/2014 at 10:10

    Ciao Eli con questo post mi hai regalato il miglior buon giorno che potessi mai chiedere.
    In uno dei miei ultimi post scrivevo “tra due anni spero di avere fatto così tante esperienze di vita da colmare le carenze nei titoli di studio”!
    Ecco se fra qualche anno potessi raccontare anche solo la metà di queste magnifiche avventure sarei una persona realizzata!!

    Sei un mito, Danila.

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 21/12/2014 at 15:07

      Ma davvero? Che bello! Guarda, i titoli di studio, finora, a me sono serviti fino a un certo punto. Ma le esperienze fatte, quelle sì che hanno contato davvero.
      Ti auguro che nei prossimi anni (a partire dal 2015) tu possa colmare tutte le carenze del mondo 😉 Un abbraccio!!

      Reply
  • Silvia “Appunti di Viaggio” says: 21/12/2014 at 10:31

    Davvero che belle esperienze! Più andavo avanti a leggere l’elenco e più mi ripetevo “voglio farlo anche io!!”

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 21/12/2014 at 15:07

      Fallo, Silvia!! Ti cambierà la vita.

      Reply
  • dueingiro.blogspot.it says: 23/12/2014 at 12:39

    Complimenti. Davvero. Bellissimo post. Letto tutto d’un fiato.

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 24/12/2014 at 16:54

      Grazie, Dueingiro!! Non sai cosa messaggi come questi significhino per me.

      Reply
  • Laura says: 25/12/2014 at 14:23

    emozionante come sempre, penso anche io al fatto che la notizia peggiore quando sei via e’ che qualcuno non stia bene, perche’ sono certa che montano i sensi di colpa. Brava Eli, la tua forza e’ la tua strada!

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 02/02/2015 at 08:29

      Grazie Laura! (sorry rispondo in ritardo, il tuo commento me l’ero perso sul web mentre ero in Oman a Natale!)
      Sì, essere lontana migliaia di chilometri e un genitore non sta bene è una sensazione bruttissima che spero non dover vivere mai più. Però si sa, tutto può succedere, e quando si decide di vivere all’estero bisogna essere preparati a questo. Io non lo ero, però: quando i genitori stanno sempre bene, una volta che si ammalano ti rendi conto che la vita è proprio appesa a un filo di seta.

      Reply
  • […] per una vacanza e dormi a casa dei tuoi genitori, e solo allora ti accorgi che tua mamma, nei tuoi due anni in giro per l’Oriente, ti aveva segretamente seguita passo passo sulla mappa del mondo acquistata al […]

    Reply
  • Antonella says: 15/03/2015 at 23:58

    Questo post me lo ero perso, e Wow!!! Quante esperienze incredibili Eli…più leggo il tuo blog, più non riesco a farne a meno: il tuo coraggio e la tua passione sono travolgenti! (comunque che incubo i palazzi gabbia. Sono stata per due settimane in palazzoni rossi alla periferia di Mosca, e non vedevo l’ora di andare via..).

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 16/03/2015 at 20:48

      Grazie Antonella! 😀 Sì, i palazzi gabbia sono un incubo. Il mio, poi, era come un alveare, i corridoi bassi, l’immondizia lasciata vicino agli ascensori, nessuno che mi salutava, anzi, quando mi vedevano scappavano tutti, unica straniera nel raggio di chilometri. Che esperienza!

      Reply
  • Bruno says: 17/04/2015 at 07:02

    Ely buongiorno. Sai? Voglio dirti che quando io sento il desiderio di respirare un po’ di quell’aria pura che tu emani, allora quasi freneticamente cerco il tuo blog. Oggi ho avuto la fortuna di trovarlo e me lo sono letto avidamente tutto. Ti ricordi di me? Sono sicuro di si. Ho sperimentato la tua forte memoria. Sono Bruno, l’hotel manager errante che per decenni ha girato per vocazione per gli alberghi del Mondo. Ora mio malgrado (non per mia scelta ma per condanna delle vicissitudini umane) ho appeso la valigia al chiodo (letteralmente) per guardarmela come un proiettore. Comunque Cara Ely, non ti voglio annoiare con i miei appassiti ricordi, ma invitarti alla mia festa di compleanno (75 candeline). Hai visto mai che non trovi uno spazio del tuo tempo e lo decida di trascorrerlo in Sicilia. Che ne dici? Ciao mia eletta AMICA!

    Reply
    • Eli Sunday Siyabi says: 20/04/2015 at 10:21

      Buongiorno Bruno! Certo che mi ricordo di te! Avevi lasciato dei commenti sul mio About me 🙂
      E’ bella la definizione che ti sei dato “L’hotel manager errante”! E’ chiaro che a un certo punto – per età, salute o altre cose – ci si deve fermare, ma appendere la valigia al chiodo non impedisce di viaggiare con altri mezzi. Sarebbe bello venire alla tua festa di compleanno! Certo è che da Torino alla Sicilia mi pare un po’ lungo come viaggio, tenuto conto che mancano poco più di due mesi alla mia prossima partenza. Ma se mi dovesse capitare di passare da lì per qualche motivo, stai certo che te lo farò sapere!
      Per il momento: AUGURI!! 🙂

      Reply
  • Barbara says: 16/02/2017 at 16:30

    FANTASTICA RAGAZZA !!!!!! GRAZIE PER IL TUO PREZIOSO REPORTAGE !!! A PRESTISSIMO ????

    Reply
    • Elizabeth Sunday says: 18/02/2017 at 09:07

      Grazie Barbara! 😀

      Reply

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